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Accadde domani
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12
agosto 2000
Affonda il sottomarino russo Kursk, Muoiono 107 marinai
Il 12 agosto 2000 il sottomarino nucleare K-141 Kursk era
impegnato nel mare di Barents in un'esercitazione militare
navale nella quale avrebbe dovuto lanciare dei siluri a salve
contro l'incrociatore nucleare, classe Kirov, Pietro il Grande.
Alle 11:28 locali (07:28 UTC) furono lanciati dei siluri di
prova, ma subito vi fu un'esplosione, presumibilmente di uno dei
siluri del Kursk. L'esplosione chimica aveva una potenza
compresa tra i 100 e i 250 kg di TNT e produsse un'onda sismica
di intensità di 2,2 secondo la scala Richter. Il sottomarino si
adagia sul fondo a 108 metri di profondità a circa 135 km da
Severomorsk 69°40′N 37°35′E / 69.667°N 37.583°E / 69.667;
37.583. Una seconda esplosione avvenne 135 secondi dopo la prima
con un'intensità compresa tra i 3,4 e 4,4 della scala Richter,
quindi con una po
tenza compresa tra le 3 e le 7 tonnellate di TNT.[1]
L'esplosione sommerse il sottomarino con molti detriti
rendendone difficile il recupero.
Dopo vari tentativi di salvataggio falliti da parte dei russi,
una nave speciale norvegese equipaggiata con un batiscafo
inglese si agganciò con successo al sottomarino affondato,
trovandolo tuttavia allagato completamente e senza alcun
superstite.
Il K-141 Kursk, era un sottomarino a propulsione nucleare della
Flotta del Nord appartenente alla classe Oscar II. Il
sottomarino entrato in servizio nel 1995 presso la base di
Severomorsk, era in grado di trasportare e lanciare missili a
testata nucleare. Il suo dislocamento era di 10 700 tonnellate
in superficie e 13 500 tonnellate in immersione, l'equipaggio
tipico era composto da 52 ufficiali e 55 marinai, per un totale
di 107 persone. Prima del suo affondamento era uno dei più
moderni sottomarini in dotazione alla Voenno-Morskoj flot.
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