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Accadde domani
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12 settembre 1919
L'impresa di Fiume
L'impresa
di Fiume è stato un avvenimento storico di cui fu protagonista
Gabriele D'Annunzio. Infatti il 12 settembre 1919 guidò un
gruppo di circa 2.600 ribelli del Regio Esercito - i Granatieri
di Sardegna - da Ronchi, presso Monfalcone, a Fiume. Lì
D'Annunzio proclamò l'annessione al Regno d'Italia della città
quarnerina.
Osteggiato dal governo italiano tentò di resistere alle
pressioni che gli giungevano dall'Italia. Nel frattempo,
l'approvazione del Trattato di Rapallo il 12 novembre 1920,
trasformò Fiume in uno stato indipendente. D'Annunzio proclamò
la Reggenza Italiana del Carnaro. Il 24 dicembre 1920 l'esercito
italiano procedette con la forza allo sgombero dei legionari
fiumani dalla città.
Filippo Tommaso Marinetti, durante il periodo della sua presenza
a Fiume nel settembre 1919, definì gli autori dell'impresa
disertori in avanti.
Alla conclusione del primo conflitto mondiale, dalle trattative
di pace, l'Italia ottenne le terre irredente di Trento e Trieste
ma l'opposizione del presidente americano Woodrow Wilson
condusse ad una situazione di stallo per quanto riguardava la
Dalmazia e Fiume, non promessa all'Italia col patto di Londra e
reclamata dagli italiani in quanto abitata prevalentemente da
connazionali. Inoltre già nell'ottobre 1918 a Fiume si era
costituito un Consiglio nazionale che propugnava l'annessione
all'Italia, di cui fu nominato presidente Antonio Grossich. I
rappresentanti italiani a Parigi Vittorio Emanuele Orlando e
Sidney Sonnino, dopo aver polemicamente abbandonato il tavolo
delle trattative il 24 aprile, non avendo colto risultati
sperati vi fecero ritorno il 5 maggio.
Medaglia Commemorativa di Bronzo della Marcia di Ronchi
(1919-1920)A Fiume, già ad aprile Giovanni Host-Venturi e
Giovanni Giuriati avevano iniziato a creare una Legione fiumana
costituita da volontari per difendere la città in particolare
dal contingente francese, filo-iugoslavo.
Nel frattempo Gabriele D'Annunzio si era recato a Roma per
tenere una serie di comizi in favore dell'italianità di Fiume. I
discorsi infuocati di D'Annunzio suscitarono l'emozione
soprattutto dei moltissimi giovani reduci che ritornati dalla
guerra erano rimasti disoccupati. In particolare si insistette
sull'onta della vittoria mutilata che induceva un revanscismo
delle aspettative di carattere nazionalista. Intanto a Fiume la
situazione diveniva sempre più incandescente e si susseguivano
costantemente manifestazioni della popolazione a favore
dell'italianità della città e incidenti tra i vari reparti delle
quattro nazioni che al termine del conflitto avevano occupato la
città (italiani, francesi, inglesi, americani). A Parigi si
decisero così alcune sanzioni e l'allontanamento dei Granatieri
di Sardegna, reparto che si era dimostrato particolarmente
irrequieto. I Granatieri, sotto il comando del generale Mario
Grazioli, lasciarono Fiume il 25 agosto 1919 sfilando in mezzo
alla popolazione di Fiume che cercò di trattenerli con suppliche
e manifestazioni di italianità. I Granatieri di Sardegna si
acquartierarono a Ronchi. Da qui sette ufficiali inviarono a
D'Annunzio una lettera in cui lo invitavano a porsi a capo di
una spedizione che a Fiume ne rivendicasse l'italianità:
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