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Accadde domani
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19 febbraio 1878
Edison brevetta il fonografo
Il
19 febbraio 1878 Edison ottenne il brevetto del Fonografo e
insieme ad alcuni finanziatori creò la "Edison Speaking
Phonograph Company", non per vendere le macchine direttamente al
pubblico, ma per installarle nelle fiere di paese e nei luna
park, dove il pubblico avrebbe potuto farle funzionare
utilizzando dei gettoni. Questa scelta fu fatta alla luce della
necessità di migliorare ancora molto la qualità della
registrazione prima che questa potesse diventare realmente utile
per gli uffici per i quali Edison l'aveva pensata. In questo
modo si poteva cominciare a sfruttare la curiosità creata dalla
novità e cominciare a diffondere una certa conoscenza delle
possibilità della nuova invenzione.
Edison intravedeva per il Fonografo un futuro, non tanto per la
registrazione della musica, ma soprattutto per la dettatura di
lettere negli uffici, la creazione di libri per non vedenti e
l'insegnamento della dizione. Addirittura, senza saperlo, aveva
ipotizzato la prima segreteria telefonica
Circa trent'anni dopo l'invenzione del telegrafo, Edison era
riuscito nel 1877 a realizzare un ripetitore telegrafico in
grado di incidere i punti e le linee del codice morse, su un
disco, disegnando una traccia a spirale con una piccola punta,
in modo che uno stesso messaggio potesse essere ripetuto più
volte senza l'intervento dell'operatore. Il 17 luglio dello
stesso anno egli si accorse che se il disco ruotava ad una
velocità sufficientemente alta, la puntina emetteva vibrazioni
che ricordavano il timbro della voce umana. Fu l'idea che fece
accendere nell'inventore il desiderio di applicare un principio
simile per poter registrare la voce umana.
Edison annunciò l'invenzione del fonografo il 21 novembre. Il
primo schizzo del Fonografo apparso sui diari di Edison risale
al 12 agosto 1877 e il 6 dicembre dello stesso anno ne diede una
dimostrazione pratica ai propri collaboratori.
Essi si trovavano di fronte ad un oggetto costituito da un rullo
di ottone (cilindro fonografico) di circa 10 cm di diametro e di
lunghezza, sostenuto da un asse filettato. Sul cilindro era
tracciato un solco a spirale di 2,5 mm di larghezza e la
superficie del cilindro era ricoperta da un foglio di stagnola.
Durante la registrazione, il cilindro ruotava e la stagnola
veniva sfiorata dalla puntina collegata alla membrana vibrante.
La puntina, seguendo le oscillazioni della membrana, incideva
una traccia profonda nella stagnola che, tesa sopra al solco,
poteva cedere sotto la pressione. Per la riproduzione, il
processo sarebbe stato inverso, con l'unica differenza che in
questo caso veniva utilizzata una seconda membrana, molto più
elastica, posta all'altra estremità dell'apparecchio. Il solco
nella stagnola con le sue variazioni di profondità, faceva
vibrare la membrana restituendo il suono registrato. Il
funzionamento era quindi alternativamente di registratore o
riproduttore.
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