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Accadde domani
1
settembre 338 a.C.
La
battaglia di Cheronea fu combattuta nel 338 a.C. dall'esercito
macedone, vincitore, contro un esercito alleato formato dalle
poleis greche e dai Tebani. In seguito il re macedone Filippo II
indisse un congresso panellenico a Corinto.
La battaglia di Cheronea, combattuta dall'esercito macedone
contro un esercito di alleati greci, è la prima nella quale
vediamo in azione la tattica macedone. Reperti archeologici
rinvenuti sul luogo della battaglia permettono di ipotizzare che
sia stata anche la prima in cui la falange macedone adottò le
sarisse.
Cheronea contiene in sé gli elementi che saranno tipici della
tattica macedone alla base delle vittorie di Alessandro Magno,
ovvero la collaborazione tra fanterie e cavalleria come armi
combinate: la falange di picchieri utilizzata come elemento di
arresto del nemico e la cavalleria come forza decisiva dello
scontro: incudine e martello. Con l'andare del tempo entrerà nel
meccanismo con un ruolo più attivo anche la fanteria leggera,
che a Cheronea non sembra aver avuto un ruolo particolarmente
significativo. Ma lo strumento militare macedone è già pronto a
conquistare il mondo.
Per contrastare l'invasione di Filippo, l'esercito alleato aveva
condotto una campagna dilatoria, ma Filippo era alla fine
riuscito a costringerli a battaglia sotto l'acropoli di Cheronea
in Beozia.
Questo lo schieramento dei due eserciti: alcune ricostruzioni li
danno paralleli (ad esempio Johannes Kromayer in "Schlachtfelder
Atlas der antike Kriegsgeschichte"), ma il corso degli eventi
successivi è giustificabile se i macedoni riescono a mantenere
il proprio ordine rompendo quello del nemico ed è più probabile
che lo schieramento macedone si presentasse obliquo rispetto a
quello greco. L'esercito alleato si era schierato in una forte
posizione, con entrambi i fianchi protetti: quello sinistro
poggiava sulle pendici dell'acropoli, mentre quello destro era
protetto da una palude. In questo modo gli alleati ritenevano di
potersi difendere dalla propria inferiorità in cavalleria. Le
forze degli alleati, infatti, assommavano a circa 35.000 uomini,
in larga parte opliti assistiti da poche fanterie leggere,
mentre i macedoni avevano sul terreno una forza lievemente
minore: forse 30.000 fanti e 2.000 cavalieri. Gli opliti alleati
appartenevano a diverse poleis: il contingente più numeroso
doveva comunque essere quello tebano -- 12.000 uomini che
tenevano l'ala destra --, nel quale era compresa la Banda Sacra,
seguito da quello ateniese -- 9.000 uomini schierati all'ala
sinistra --, per finire con quello delle poleis minori, tra le
quali Ebea, Corinto, Megara, Leuca, Corcira, che con altri 9.000
uomini circa occupavano il centro. Le ali erano protette da due
contingenti di fanteria leggera mercenaria, 2.500 per ciascuna
ala.
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