HOME STORIA

     

>> Home
>> Salerno e provincia
>> Angri
>> Scafati
>> S.Egidio M.A.
>> Pagani
>> Pompei
>> Cava
>> Nocera Inf.
>> Sarno
>> C.Mare Stabia-Stabiese Sorrentina
>> Vesuviano
>> NOLANO
>> Costiera
>> Cilento
>> Napoli e provincia
>> Regionale
 
>> Mondiali 2010
>> Pechino 2008
>> Euro 2008
Categorie
>> C.League
>> Europa League
>> Serie A
>> Serie B
>> Lega Pro
>> Serie D
>> Basket
>> Volley
>> Ciclismo
>> Rugby
>> Motori
>> Pallanuoto
>> Altri Sport
Contatti
>> Redazione

 

Accadde domani  - 23 gennaio 1799
Proclamata la Repubblica Napoletana

Il 23 gennaio 1799, con l'approvazione e l'appoggio dei comandanti dell'esercito francese, viene proclamata la Repubblica Napoletana.
nonostante l'armistizio di Brescia (poi ratificato nel Trattato di Parigi), con Napoleone in Egitto e i francesi a Roma, il 23 ottobre del 1798 il Regno di Napoli entra nuovamente in guerra con i francesi, con l'appoggio della flotta inglese comandata dall'ammiraglio Horatio Nelson, vincitore di Abukir. L'esercito napoletano, forte di 70000 uomini reclutati in poche settimane e comandato dal generale austriaco Karl von Mack entra nella Repubblica Romana con l'intenzione dichiarata di ristabilire l'autorità papale. Dopo solo sei giorni Ferdinando IV entra a Roma, dove atteggiandosi a conquistatore si attira salaci critiche, ma una immediata e risoluta controffensiva francese costringe i napoletani ad una ritirata che ben presto si trasforma in rotta. Il Re torna a Napoli, ma il 21 dicembre si imbarca sul Vanguard di Nelson con tutta la famiglia e John Acton in fuga verso Palermo portandosi dietro tra l'altro, il denaro dei banchi ed i tesori della corona. Viene affidato al conte Francesco Pignatelli l'incarico di Vicario generale e da questi viene dato l'ordine di distruggere la flotta, che viene incendiata.

Seguono alcuni giorni di confusione ed anarchia. Mentre gli Eletti del Popolo rivendicano il diritto di rappresentare il Re, il 12 gennaio del 1799 il conte Pignatelli conclude, a Sparanise, una pesante resa col generale francese Championnet.

Alla notizia dell'accordo il popolo di Napoli e di parte delle province insorge violentemente in funzione antifrancese: è la rivolta dei cosiddetti lazzari che oppone una fortissima ed eroica resistenza all'avanzata francese. Il Vicario abbandona la città, ormai in preda all'anarchia il 17 gennaio. Nel frattempo nella città scendono però in campo anche i repubblicani, i giacobini e i filofrancesi e si giunge alla guerra civile: il 20 gennaio i filofrancesi riescono con uno stratagemma ad entrare nella fortezza di Castel Sant'Elmo da cui aprono il fuoco sui Lazzari che ancora contendevano l'ingresso della città ai francesi. Cannoneggiati alle spalle sono costretti a disperdersi. Si parla, alla fine, di circa 8000 napoletani e 1000 francesi morti.

Nasce un governo provvisorio di venti membri, poi portato a venticinque, tra cui Carlo Lauberg (il primo presidente), Ignazio Ciaia (suo successore dalla fine di febbraio), il filosofo Francesco Mario Pagano, Melchiorre Delfico, Domenico Cirillo e Pasquale Baffi, Cesare Paribelli. Il governo si articola in sei Comitati (Centrale, Militare, Legislazione, Polizia Generale, Finanza, Amministrazione Interna), che poi formano l'Assemblea Legislativa ed esercitano il potere esecutivo in attesa dell'organizzazione definitiva del governo. Il 2 febbraio si pubblica il primo numero del Monitore Napoletano, il giornale ufficiale del governo provvisorio, diretto da Eleonora Pimentel Fonseca, una letterata in passato vicina all'ambiente di corte. Vedono la luce molti altri fogli, ma la loro fortuna sarà limitata anche a causa del diffuso analfabetismo.

 

 



 

Copyright 2000-2010 IdeaVision - Enzo Ruggiero