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Gragnano
I consiglieri "dissidenti" impongono l'ultimatum per la nuova
giunta
A
Gragnano si va verso il rimpasto di giunta. Verso quel passaggio
da un esecutivo tecnico in una squadra amministrativa politica.
Ad un anno dall'insediamento dell'amministrazione Patriarca il
gruppo di consiglieri “dissidenti” ha imposto al sindaco una
scelta netta entro il 15 di agosto, così come concordato già un
anno fa. Un azzeramento necessario per ridare motore
all'attività amministrativa, e per potare avanti i punti di
programma concordati in campagna elettorale. Quello di Gaudino,
Abagnale, Gentile, Castrignano, Lignola e Imperiale, è una sorta
di ultimatum che impone ad Annarita Patriarca il ritorno ad un
esecutivo politico. Infatti i sei consiglieri rappresentano il
50% della maggioranza consiliare, e vogliono che la città sia
guidata e gestita nei programmi, da espressioni di partito di
una coalizione che ha ricevuto il consenso popolare. Il giorno
dell'Assunta rappresenta una data cruciale per i futuri
orientamenti del gruppo. Raccolta rifiuti e pubblica
illuminazione tra le priorità, così come la gestione idrica e la
riscossione dei tributi. Giunta da ricomporre e nomi pronti sul
tavolo: il gruppo dei sei consiglieri proporrebbe Raffaele
Vitiello in quota ADC, Avitabile di area PDL e Iovino. Gli altri
quattro membri dovrebbero essere nominati due dall' MPA, uno dal
nuovo PSI, mentre il sindaco Patriarca confermerebbe Claudio
Coluzzi alla cultura. Ma alcuni rappresentanti del Pdl
chiederebbero maggiore visibilità e quindi un numero di
assessori di riferimento maggiore. Dunque un mese di agosto di
lavoro intenso per il sindaco Patriarca che dovrà mediare per
ricompattare una maggioranza che risulta divisa e che rende
traballante la giovane amministrazione di Gragnano a poco più di
un anno dal suo insediamento.
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