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Tarquinia
Scoperta la
più antica tomba estrusca dipinta
E'
stata scoperta a Tarquinia la più antica tomba dipinta nella
necropoli dei Lucumoni, re e principi etruschi del settimo
secolo secolo a.C. Sei settimane di lavoro della missione
guidata da Alessandro Mandolesi hanno permesso di riportare alla
luce, al momento, l'anticamera della tomba circolare che si
estende sul colmo della collina, con un diametro che supera i 40
metri. Gli archeologi sono arrivati alla tomba di un personaggio
di spicco della comunita' etrusca, di rango probabilmente reale.
Il locale è rivestito di un consistente intonaco bianco in gesso
alabastrino secondo una modalità nota nel Vicino-Oriente. Alla
tomba si accede dal sepolcro cosiddetto della Regina, che con
quello del Re, caratterizza la necropoli.
Sepolcro costruito per un Lucumone, un re o comunque un
personaggio di grande peso della Tarquinia del VII secolo avanti
Cristo, nell'antichissimo sepolcreto della Doganaccia, verso il
mare. Il grande tumulo che la nascondeva, era indicato da tempo
come 'tumulo della regina', per distinguerlo dall'attiguo
'tumulo del re', scavato nel 1928. Un nome certo ancora non si
puo' avanzare, premettono gli archeologi, praticamente escluso
anche che si tratti del ricco mercante greco Demarato di
Corinto, ritenuto dalle fonti antiche il padre del re di Roma
Tarquinio Prisco. Di certo pero' la tomba riportata alla luce in
queste settimane e' opera raffinata di architetti e artisti
arrivati dall'oriente, probabilmente da Salamina a Cipro. La
camera vera e propria, quella che ospitava il defunto-
completamente crollata forse gia' al tempo dei romani- e' ancora
sepolta, cosa che potrebbe averla protetta dall'assalto dei
tombaroli, che un secolo fa avevano spogliato, invece, l'attiguo
'tumulo del re'. "Si tratta di uno scavo difficile e molto
costoso", spiega Mandolesi. Che ora e' anche in cerca di sponsor
per il futuro. "Avremmo bisogno di 50 mila euro l'anno,
quest'anno siamo riusciti a radunarne 20 mila".
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