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Nola
Sequestrata officina fuori norma.
A
rischio la costruzione del Giglio del Fabbro.
Per il sindaco di Nola si tratta dell'ennesimo attacco mediatico
contro la festa eterna e la città.
Il carabinieri della Compagnia di Nola, in collaborazione con l'ASL,
hanno posto sotto sequestro un'officina di lavorazione della
cartapesta perchè sprovvista di ogni requisito di legge inerente
alla sicurezza sul lavoro.
Al termine di accertamenti e’ stato denunciato in stato di
libertà il titolare trentatreenne dell’attività, resosi
responsabile dell’assenza di pavimentazione antinfortunistica e
e della presenza di locali di lavorazione e di servizi igienici
non corrispondenti ai requisiti imposti dalla legge (compresa
l’assenza del certificato di agibilità dell’intera struttura),
della mancanza di autorizzazione e classificazione quale
industria insalubre, della mancanza di autorizzazione per le
emissioni in atmosfera, dell’ assenza di autorizzazione agli
scarichi delle acque reflue. Si aggiunga che i locali utilizzati
non sono stati trovati confacenti al loro uso.
Il titolare e’ stato, inoltre, denunciato per deposito
incontrollato di rifiuti speciali pericolosi. Viste le numerose
violazioni accertate, e’ stata sottoposta a sequestro penale
l’intera attività.
In merito a questa vicenda e la presenza del progetto di
costruzione del Giglio del Sarto 2010, il sindaco di Nola
Geremia Biancardi ha parlato di “Ennesimo attacco
mediatico nei confronti della Città e della sua Festa”.
Questo il commento alla notizia apparsa in queste ore su alcune
principali testate giornalistiche regionali, on-line e cartacee,
che annunciavano il “sequestro” della bottega incaricata della
realizzazione del Giglio del Fabbro.
“Ancora una volta si diffondono notizie errate che minano
l’immagine del territorio e della sua tradizione millenaria – ha
proseguito Biancardi –. Tutto ciò è assurdo. Associare la
kermesse ad episodi strettamente personali che interessano la
sfera lavorativa è decisamente grave. Una leggerezza
ingiustificata che mina il lavoro di quanti stanno cercando,
anche con enormi sacrifici, di portare avanti un percorso basato
sulla legalità e sicurezza, soprattutto in relazione alla
costruzione degli obelischi. A tal proposito voglio precisare
che, in questa vicenda, il riferimento alle botteghe d’Arte,
incaricate della realizzazione della Macchine da Festa, è del
tutto inesatto e fuori luogo. Ad essere sottoposta a controlli
infatti è stata un’officina di lavorazione del ferro,
dell’alluminio e del vetro, come tra l’altro precisato in tutti
i servizi giornalistici. Elementi che, come è noto, nulla hanno
a che vedere con la costruzione del giglio e la cartapesta. La
coincidenza ha voluto che il titolare dell’officina in questione
fosse uno dei Maestri di Festa del Giglio del Fabbro, tutto qui.
Ora far ruotare una notizia di cronaca solo ed esclusivamente su
questo piccolo particolare mi sembra decisamente pretestuoso. A
maggior ragione – ha concluso Biancardi – in un momento come
questo in cui si parla di sigillo Unesco e di rispetto di
regole. Questa è la vera Festa, quella in cui tutti noi
crediamo”.
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