Nocera
Inferiore
Elettromiografia e elettroneurografiaQuando e
come vanno prescritti
emanate le disposizioni per disciplinare le attività
Un protocollo per aiutare medici di base e specialisti a meglio
orientarsi nel prescrivere ai pazienti esami di elettromiografia
ed elettroneurografia. Per migliorare la sensibilità
diagnostica, ma soprattutto per ridurre tempi di esecuzione,
costi e disagi agli utenti, salvaguardando i paziente che di
tali esami avrebbero davvero bisogno.
Le indicazione per un “corretto ricorso” alle predette
prestazioni sono contenute in una nota che la d.ssa Giuseppina
Salomone, direttore della Struttura Semplice Dipartimentale di
Neurofisiologia di Nocera Inferiore, ha inviato in questi giorni
a tutti i colleghi, nella quale sono contenute alcune
raccomandazioni e indicazioni sulle esatte modalità di
prescrizione degli esami in questione.
Questa alcune delle raccomandazioni:
- L'esame va sempre inserito in un preciso contesto clinico;
- come indagine funzionale non fornisce informazioni circa
l’eziologia della malattia mentre può essere utile per una
diagnosi di sede;
- è necessario circoscrivere l’indagine per ridurre al minimo il
disagio per il paziente;
- i risultati possono essere di dubbia attendibilità in persone
anziane affette da lesioni neurogene croniche, malattie
sistemiche, vasculopatie periferiche, obesità, ulcere trofiche o
edema;
- per patologie croniche, il controllo neurofisiologico ha
intervalli utili di anni (patologie eredo-degenerative,
complicanze neurologiche di patologie sistemiche endocrine ed
autoimmuni);
- il ripetuto monitoraggio di condizioni cliniche quali la
neuropatia diabetica, alcolica o uremica, le radicolopatie
compressive o le sindromi dolorose croniche è del tutto
ingiustificato, a meno che non venga eseguito nell’ambito di
trials terapeutici o di protocolli di ricerca;
- è necessario avvertire l’esaminatore dell’assunzione di
farmaci anticoagulanti, della presenza di pacemaker cardiaci o
di stimolatori elettrici; segnalare patologie della
coagulazione, malattie infettive a trasmissione ematica.
- è utile evitare le richieste con indicazione dubbia o assent;
- in particolare nel soggetto diabetico non è indicato:
• come test di screening per la neuropatia diabetica (esistono
test più semplici e facilmente eseguibili)
• nei pazienti asintomatici e con test quantitativi della
sensibilità negativi anche in presenza di fattori di rischio per
lo sviluppo della neuropatia diabetica (durata della malattia
maggiore di 20 anni , scompenso glico-metabolico, presenza di
altre complicanze)
• per confermare una diagnosi già accertata con la valutazione
clinica ed i test quantitativi della sensibilità
Queste, invece, le modalità di prescrizione che i medici
dovranno seguire:
Il medico di medicina generale o lo specialista di struttura
pubblica che richiedono un esame EMG/ENG devono:
1. Specificare sempre il quesito diagnostico, eventuali dati
anamnestici essenziali correlati e segni obiettivi principali
rilevati.
2. Specificare eventuali patologie concomitanti (diabete,
collagenopatie, nefropatie…..), esposizioni abituali o
eccezionali, professionali e non a tossici, fattori di rischio
per carichi di lavoro e movimenti ripetitivi di tronco e arti,
precauzioni per soggetti in terapia anticoagulante o portatori
di pacemaker.
3. Evitare richieste generiche (che non tengano conto dei
territori/segmenti interessati dalla patologia ed oggetto
dell’indagine).
4. Prescrivere l’esame dopo altre indagini che possono,
eventualmente, apportare dati importanti per l’inquadramento
diagnostico.
5.
6. Ricordare al proprio assistito di portare, all’atto
dell’effettuazione della prestazione, la documentazione di
prenotazione, i referti di esami e visite specialistiche utili
all’esecuzione dell’esame.
7. Ricordare al proprio assistito di avvisare il CUP in caso di
rinuncia e/o di impossibilità a sottoporsi all’indagine
neurofisiologica