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Brusciano
I
fujenti da Brusciano a Madonna dell’Arco
La tradizione ed il percorso di fede nel culto della Madonna
dell’Arco richiama nelle festività pasquali, ed in special modo
il Lunedì dell’Angelo, decine di migliaia di “fujenti”, fedeli,
famiglie e comitive da ogni parte della Campania verso il
Santuario dei Padri Domenicani di San’Anastasia.
Anche a Brusciano si sono ripetute le corse delle squadre di
“vattienti” che attraversando il paese si scambiavano saluti
rituali presso le postazioni storiche delle edicole votive
addobbate per l’occasione con bandiere, decori argentati e
dorati, e omaggi floreali. Distese di canti e musiche
tradizionali del repertorio sacro e folclorico, “voci” lanciate
come richiamo generale alla devozione della “Maronn’e ll’Arc”.
Cerimonia eucaristica e benedizione per tutte le squadre, fuochi
d’artificio, e cero in spalla via a sciamare per le strade
cittadine e quindi a risalire verso Sant’Anastasia. Tutti i
gruppi sono strutturati come associazioni ed hanno un
presidente. La soddisfazione del Sindaco, dott. Angelo Antonio
Romano per la tranquilla giornata trascorsa e il gratificato
impegno dei Vigili Urbani coordinati dal Comandante Luigi
Ciccone per le competenze dell’Assessorato alla Viabilità, Mimmo
Esposito.
La rituale “Juta” alla madonna dell’Arco con il vestito bianco,
la tracolla azzurra e la fascia rossa ai fianchi, con il
comandante del drappello di pellegrini a soffiare la chiamata
nella trombetta di ottone e sostenere il passo fino al Santuario
della Madonna dell’Arco. Prima il momento sacro e poi quello
profano dei balli, delle canti e delle tammurriate con le pause
gastronomiche fatte con taralli, pastiere di grano, casatielli e
buon vino locale. Lungo la Nazionale delle Puglie, attraversano
Brusciano anche la squadra di Mariglianella che colpisce con la
sua assai numerosa, unitaria ed intensa partecipazione e quelle
di Lausdomini, più ridotte nei ranghi ma che conservano ancora
tratti di espressivi di arcaici gesti penitenziali con il
percorrere di molti, a piedi nudi, tutto il pellegrinaggio
dedicato alla Madonna dell’Arco.
Il sociologo Antonio Castaldo osserva che “sono trascorsi 550
anni dall’evento che scatenò la fondazione riparatrice del culto
della Madonna dell’Arco. Ancora oggi per tanti aspetti e per le
residue modalità espressive, intimamente umane, dell’antico
sentimento religioso, soprattutto negli strati sociali popolari,
si ritrova la funzione di securizzazione e di protezione dal
male invocata dalle forme devozionali, di attesa salvifica e di
ringraziamento, verso la Madonna dell’Arco. Le grida, gli urli,
i canti, le movenze, di sottomissione e di esultanza del popolo
credente continuano a sostanziare il vissuto del cattolicesimo
inoltrato nel terzo millennio sotto l’indelebile segno di
Passione-Morte-Resurrezione di Cristo”.
Infine il commosso ricordo del Consigliere comunale Nicola Di
Maio la cui famiglia dedicò “una cappella in Via Padula. 56 anni
fa, proprio alla Madonna dell’Arco, ora meta del tradizionale
saluto bruscianese prima della partenza per il Santuario di
Sant’Anastasia”.
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