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Castellammare di Stabia
Acqua pubblica:
Vozza scrive a Bassolino
"Gli incrementi decisi sono del 30%. Anche l'attuale presidente
Ato3, Mario Sorrentino, si sta muovendo per rivedere gli
aumenti".
Castellammare di Stabia (28 aprile 2009).Acqua: il sindaco
Salvatore Vozza e l'assessore alle aziende partecipate scrivono
al presidente della Regione Campania e all'assessore
all'Ambiente e al Ciclo Integrato delle Acque della Regione
Campania, Walter Ganapini, per chiedere alla Regione un
intervento significativo verso la ripubblicizzazione del
servizio idrico integrato nell'Ato 3 Sarnese Vesuviano, affidato
a Gori nel 2000.
Nei mesi scorsi il consiglio di amministrazione di Ato, rispetto
al bilancio presentato da Gori, ha deciso un incremento di circa
il 30% delle tariffe con effetto retroattivo, a partire dal
primo gennaio 2008. Una decisione che è all'attenzione dello
stesso presidente dell'Ato3 Mario Sorrentino e che cade in un
momento di particolare difficoltà per le famiglie e le aziende,
data la crisi economica.
Ecco il testo della lettera, inviata stamattina, al presidente
Bassolino e all'assessore Ganapini dal sindaco Vozza e
dall'assessore Apuzzo:
Egregio Presidente,
la vicenda del trasferimento del servizio idrico integrato
nell'Ato3 Sarnese Vesuviano alla Gori spa, attraverso la
delibera dell'assemblea n.22/2000, è da tempo al centro
dell'attenzione sia di cittadini organizzati in comitati e
associazioni, sia dei sindaci dei Comuni ricadenti nel
consorzio.
La battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico,
condotta da comitati e associazioni e che ha visto i sindaci
dell'Ato3 promuovere iniziative per rescindere l'affidamento a
Gori, scaturisce sia dalla considerazione che l'acqua è un bene
pubblico e il servizio ad essa collegata non può essere gestito
secondo una logica che punti al profitto, sia dalla
preoccupazione che una logica di carattere privato avrebbe avuto
conseguenze economiche pesanti sui cittadini e sulle imprese con
un aumento delle tariffe.
Tale preoccupazione si è rivelata fondata e, per di più, in un
momento di crisi economica che colpisce già duramente i bilanci
delle famiglie e le attività delle imprese. Il cda dell'Ato3,
rispetto al bilancio presentato da Gori spa, infatti, ha deciso
un consistente aumento delle tariffe nei confronti delle diverse
categorie di utenze- domestiche e aziendali- con un incremento
di circa il 30% ed effetto retroattivo, a valersi sulle tariffe
dal primo gennaio 2008.
Per questi motivi, lo scorso mese, l'Amministrazione Comunale ha
chiesto alla Regione – settore Ciclo Integrato delle Acque- ogni
dato rilevante i finanziamenti regionali e gli ausili economici
pubblici pervenuti a Gori spa per avere l'intero quadro che ha
portato la società a decidere tali aumenti tariffari. La
informiamo che l'Amministrazione Comunale non ha ancora ricevuto
le informazioni richieste con la nota n.19947 del 27 marzo 2009.
Lo stesso attuale presidente dell'Ato3, Mario Sorrentino si sta
muovendo per rivedere le ultime deliberazioni del cda dell'Ato e
ha attivato un confronto con le organizzazioni sindacali per
giungere a una maggiore tutela delle fasce più deboli
dell'utenza.
Riteniamo che gli investimenti fatti e previsti da Gori non
debbano ricadere sugli utenti finali già alle prese con
l'attuale fase di recessione economica.
Nel dibattito che ha portato alla legge Galli si è sempre
accusato il sistema pubblico di sprechi e inefficienze, mentre
si è sempre guardato al sistema privato come capace di evitarli
perché inseriti in una logica di mercato che, aumentando la
concorrenza in settori di rilevanza pubblica, li avrebbe
automaticamente almeno diminuiti.
Limiti ed errori della gestione pubblica non possono certo
essere sottaciuti, anzi essi vanno sicuramente evitati e proprio
dall'esperienza del passato vanno assunti gli elementi per
scongiurarli nuovamente. Ma riteniamo necessario conoscere i
dettagli della gestione di Gori spa per sapere se e in che
misura inefficienze si siano verificate nel corso di questi
anni, visto che i bilanci dell'azienda sembrerebbero segnalare
diversi problemi.
Alla luce di tutto ciò credo sia necessario che la Regione,
insieme agli enti territoriali coinvolti, avvii quanto prima una
seria riflessione per garantire una gestione del servizio più
equa nei confronti degli utenti, che garantisca il fondamentale
principio di difesa di un bene pubblico vitale qual'è l'acqua e
riesca ad assicurare l'efficacia e l'efficienza necessaria a
scongiurare sprechi di una risorsa tanto importante, attraverso
i vincoli che la stessa Unione Europea indica per gli statuti
delle società pubbliche di servizio, relativamente in
particolare all'attività prevalente e al cosiddetto “controllo
analogo”.
Le chiediamo di assumere un atto forte, come l'acquisizione da
parte della Regione di quote societarie di Gori spa, che sarebbe
un passo significativo per la ripubblicizzazione del servizio
idrico integrato nell'Ato3.
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