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Asl Salerno
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Luigi Giorgio lascia il servizio
L’Azienda Sanitaria di Salerno perde uno dei suoi dirigenti più
validi. Luigi Giorgio, prezioso punto di riferimento e memoria
storica della sanità dell’Agro dagli anni ’70 ad oggi, lascia il
servizio per dedicarsi agli affetti ed agli interessi personali.
Direttore del Servizio per gli Affari Generali e Coordinatore
dei Servizi Amministrativi dell’ex Asl Salerno 1, Luigi Giorgio
era stato assunto al Consigli di Amministrazione dall’ospedale
“Andrea Tortora” di Pagani. Da allora e fino ad oggi, Giorgio ha
vissuto in prima persona tutte le rivoluzioni che ha vissuto la
sanità in questi ultimi decenni.
Con un’unica parentesi di cinque anni, durante i quali è stato
apprezzato funzionario in comando presso la Regione Campania,
Il Direttore Luigi Giorgio ha vissuto da protagonista le tante
rivoluzioni sanitarie avvenute negli ultimi decenni. Nel 1983 la
prima grossa riforma: gli ospedali, fino ad allora autonomi,
confluiscono nelle Unità Sanitarie Locali, e l’ospedale di
Pagani viene unificato con quello di Nocera Inferire e con lo
“Psichiatrico”. Nel gennaio 1995 sono istituite le Azienda
Sanitarie Locali. Nasce così l’Asl Salerno 1, che accorpa le ex
Usl di Cava, Nocera, Scafati, Sarno e, poco dopo, la Costiera
Amalfitana. All’inizio di quest’anno, poi, l’ultima riforma. A
seguito del processo riorganizzazione della sanità campana e del
piano di rientro del deficit in sanità, le tre Asl salernitane
vengono fuse in un’unica azienda, che coincide con il territorio
provinciale.
In tutti questi anni “Giggino”, così lo chiamano affettuosamente
amici, colleghi e collaboratori, ha sempre ricoperto ruoli
cardine in settori di primaria importanza.
Questa mattina, presso la direzione di via Federico Ricco,
saranno in tanti a salutare il dirigente esemplare e l’amico
fidato: “Grazie –recita la targa che gli hanno preparato i
colleghi- per essere stato per tutti noi un prezioso e costante
punto di riferimento. Per l’amicizia, la disponibilità,
l’altruismo, i consigli, l’affetto, la pazienza. Per essere
stato esempio e riferimento, dirigente e amico, uomo e
professionista di qualità elevate ed indiscusse”. Un pezzo di
storia delle istituzioni locali che se ne va.
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