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Castellammare di Stabia
La storia d'Alì
Castellammare di Stabia (3 dicembre 2009). Teatro e
immigrazione: sabato 5 dicembre al Supercinema andrà in scena
“Storia di Alì –Il libro della vita”, diretto da Armando Punzo
regista e fondatore della “Compagnia della Fortezza”e dall’ex
detenuto e attore nordafricano Mimoun El Barouni. L’evento, per
il Festival dell’Impegno Civile 2008-2009, con il patrocinio di
Regione Campania e Comune di Castellammare di Stabia ed
organizzato dal Teatro Cantiere Viviani, diretto dall’attore
regista Nello Mascia e dal drammaturgo e sceneggiatore Ernesto
Dello Jacono che insieme da tempo animano la rassegna teatrale
nella città natale di Raffaele Viviani.
Ospite d'eccezione padre Alex Zanotelli, che incontrerà gli
studenti a cui è riservato lo spettacolo. Padre Zanotelli per 8
anni ha vissuto nella baraccopoli di Korogocho , una di quelle
che attorniano Nairobi in Kenya, ben conosciuto anche per le sue
innumerevoli battaglie civili e non violente combattute sui
fronti più disparati, come quella contro la privatizzazione
dell'acqua.
“Anche quest’anno ritorna la collaborazione tra il Comune di
Castellammare di Stabia e il Teatro Cantiere Viviani –dichiara
l’assessore alla Cultura Gianpaolo Valitutti –per noi
importantissima data la partecipazione dei nostri studenti. Il
tema dell’immigrazione è ormai un aspetto che ci riguarda da
vicino e che l’Amministrazione affronta con diverse iniziative
che riguardano anche la cultura”. “Siamo felici - conclude
l’assessore- di ospitare uno spettacolo di tale importanza
nazionale nella nostra città”. Allo spettacolo parteciperà anche
il sindaco Salvatore Vozza che saluterà i partecipanti e darà il
via alla proiezione del documentario “La Compagnia della
Fortezza” che anticipa lo spettacolo.
La vicenda raccontata nell’intenso monologo è la trasposizione
in prosa di un’ampia parabola esistenziale di El Barouni, che
arrivato in Italia trascorse degli anni nella fortezza, dove
appunto Punzo vent’anni prima fondò la propria compagnia, per
scontare diversi reati.
“ Storia di Alì –Il Libro della vita” –spiega il regista di
origine campana –“è uno spettacolo biografico che racconta la
storia di Mimoun El Barouni che guidato da me, decide un giorno
di scrivere e parlare della sua vita, fatta di un mondo berbero,
di rabbia, di non riconoscenza, di posia”. Prosegue Punzo: “ E’
una storia dura e avvincente, piena di dolore e vita. La
scommessa è quella di partire da un’apparente non teatralità,
per aprire nuove finestre di conoscenza sul mondo e sulle
possibilità di fare teatro. Lo spettacolo affronta temi di
grande attualità: immigrazione clandestina, il viaggio in nave,
l’approdo alla realtà, il carcere”. Punzo nella sua
presentazione dello spettacolo ci definisce anche il perché
dell’esistenza della Compagnia della Fortezza che è ormai
diventata internazionale. Per Punzo il carcere è il luogo del
reale e allo stesso tempo della metafora in cui noi stessi siamo
rinchiusi, ed è anche grazie a lui, quindi, che tutt'oggi
abbiamo la trasformazione in posto di totale abnegazione a nido
dove i detenuti possono essere stimolati e tornare quindi a
vivere (proprio come è successo a Mimoun El Barouni).
L’evento nasce dalla ferma, risoluta volontà di Ernesto dello
Jacono, condirettore del Festival, di coinvolgere soprattutto
gli studenti in un’esperienza non comune e senza precedenti. “Il
progetto Punzo –sottolinea dello Jacono –“è anzitutto un
progetto umanistico, addirittura rinascimentale, perché si
inoltra nell’uomo e dall’uomo riparte per trascendere da ogni
realtà, che privi della libertà di esistere preservando le
proprie aspirazioni. Ponendo in asse due vite parallele
–metafora della più vasta, inquietante migrazione perpetua e
collettiva- Punzo vince un’ennesima battaglia, sanando la vita
attraverso il sogno, che rimane e si afferma come unica,
assoluta, irrinunciabile opzione per l’uomo di sopravvivere a se
stesso”.
MONTE FAITO: VERTICE IN PREFETTURA PER LA MESSA IN SICUREZZA
LA REGIONE STANZIA 160.000 EURO PER SISTEMARE UNA VECCHIA FRANA
Il sindaco Salvatore Vozza: "Importante incontro per coordinare
gli interventi di enti diversi"
Castellammare di Stabia (3 dicembre 2009). Monte Faito:
stamattina vertice in Prefettura per la messa in sicurezza del
versante che insiste su Castellammare. All'incontro, richiesto
dall'Amministrazione Comunale, hanno partecipato per il Comune
il sindaco Salvatore Vozza, l'assessore ai Lavori Pubblici Maria
Grazia Giovenco, il dirigente del Settore Ambiente ingegnere
Alfonso Schettino e il dirigente del Settore Lavori Pubblici
ingegnere Giuseppe Di Nola, e i rappresentanti di Provincia e
Regione.
Il Genio Civile della Regione Campania ha stanziato 160.000 euro
per la sistemazione e messa in sicurezza della frana caduta nel
2007 sulla strada di Castellammare per Faito, l'inizio dei
lavori è previsto nei primi mesi del 2010. La Provincia di
Napoli sta realizzando primi interventi di manutenzione ed
elaborando il progetto più complessivo di sistemazione idraulica
del versante.
"E' importante - dichiara il sindaco Salvatore Vozza- che la
Prefettura abbia accolto la nostra richiesta di convocare a un
unico tavolo tutti gli enti preposti alla messa in sicurezza del
Faito, cogliendo così la gravità della situazione e svolgendo un
ruolo significativo per sbloccare gli interventi e restituire
sicurezza ai cittadini, in particolar modo ai residenti del
centro antico e delle zone su cui insiste il versante della
montagna. Anche dalla Regione, con il finanziamento di 160.000
euro, e dalla Provincia con gli interventi in corso arrivano
segnali positivi. L'Amministrazione Comunale continuerà a
vigilare e sollecitare la completa sistemazione del versante
stabiese di Monte Faito".
Il tavolo tecnico sul Faito si incontrerà nuovamente prima delle
festività natalizie per continuare il lavoro di definizione
degli interventi che porteranno alla riapertura della strada da
Castellammare.
Il sindaco ha informato delle condizioni del Faito la Procura
della Repubblica di Torre Annunziata.
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