Nola
Rifiuti: l'appello del consiglio comunale

NOLA – L’ennesimo mortificante affronto al nostro territorio, privo di fondamento e gravemente lesivo della immagine della città, nonché delle singole attività sociali, culturali, d’impresa e commerciali ivi presenti, cui occorre intervenire energicamente per tutelare e risarcire Nola e i nolani del danno generato da una iniziativa priva di ogni presupposto tangibile. È quanto emerge dal consiglio comunale tenutosi ieri nel palazzo di città, convocato in seduta straordinaria monotematica all’indomani della richiesta di rimozione del primo cittadino da parte del sottosegretario Bertolaso per gravi e reiterate inadempienze nelle attività di competenza per la raccolta di rifiuti. Il civico consesso fa quadrato intorno al sindaco, non ci sta a passare per il primo comune nella storia d’Italia commissariato per “monnezza” e, compatto, firma un documento nel quale si invita Bertolaso e i vertici della struttura del sottosegretario per l’emergenza rifiuti a verificare personalmente lo stato attuale della città. Solidarietà verso il sindaco Biancardi è stata espressa in queste ore da molte associazioni operanti a Nola; sedici note, lette ad apertura dei lavori dal presidente del consiglio Pizzella, sono pervenute nella mattinata di ieri all’ente di piazza Duomo, tutte più o meno accomunate dall’incredulità per quanto sta accadendo all’attuale amministrazione, anche alla luce dei numerosi interventi messi in campo per la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini da quando si è insediata. L’assessore all’ambiente Esposito dichiara di assumersi tutte le responsabilità, se ve ne sono, disponibile fin da subito a rimettere nelle mani del sindaco la delega conferita. Nel primo pomeriggio di ieri Biancardi è stato in commissariato di governo per l’emergenza rifiuti, dove ha appreso che la richiesta di rimozione sarebbe scaturita da un’attività di monitoraggio incidente su un arco temporale di ventiquattro mesi. L’amministrazione si è insediata da poco più di quattro mesi ed in questo periodo si è attivata per rimuovere tempestivamente tutte le criticità riscontrate. “La normativa vigente prevede che ai sindaci arrivi un primo avviso, che intima di rimuovere i rifiuti da strade ben indicate entro 72 ore – ha affermato il primo cittadino durante la seduta di consiglio comunale – Se ai controlli questo avviso si constata disatteso, ne arriva un secondo, che concede 48 ore per provvedere, scadute le quali si procederà all'intervento in danno, cioè agirà l'Esercito e manderà il conto al comune, cui segue una lettera di spiegazioni per sensibilizzare il primo cittadino, ed ancora un ulteriore invito a provvedere d'urgenza. Infine l'ultimatum, nel quale il commissariato di governo comunica di aver provveduto e chiede spiegazioni del mancato rispetto dell'obbligo a provvedere. Insomma – ha proseguito Biancardi – una procedura particolarmente complessa che, da quando sono sindaco di Nola, si è sempre conclusa entro 72 ore dal primo avviso”. Il deposito incontrollato e l’abbandono dei rifiuti è costantemente tenuto sotto controllo grazie ai tempestivi interventi di rimozione e alle disposizioni repressive che, attraverso le pattuglie ambientali, hanno portato ad elevare un centinaio di contravvenzioni, come dimostrano anche le numerose documentazioni fotografiche raccolte dagli uffici comunali e dalla società Campania Felix, la multi utility affidataria del servizio di raccolta, trasporto e sversamento dei rifiuti in città. È in fase di realizzazione l’isola ecologica in località masseria Sarnella, nelle more entrerà in funzione da giovedì prossimo, 10 dicembre, il centro di raccolta in via Boscofangone, è in attivazione un servizio di videosorveglianza nei luoghi interessati al fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti, è stato istituito il servizio di vigilanza ambientale che supporterà la polizia municipale nelle attività di controllo sul territorio, è in via di ultimazione la bonifica dei siti inquinati in sinergia con l’Astir (ex Recam). Appare quanto mai difficile ipotizzare addebiti nei confronti dell’amministrazione comunale e dell’intero consiglio, che chiede di conoscere se le omissioni contestate al comune di Nola siano state oggetto di verifica sul posto e soprattutto in contradditorio tra le parti, quali siano i criteri adottati nel valutare l’inerzia dei comuni oggetto di monitoraggio e se esistono delle unità di misura comparative in grado di valutare la gravità delle condizioni registrate sul territorio di ogni singolo comune. Il sindaco Biancardi ha ringraziato tutto il consiglio comunale ed in particolar modo l’opposizione che si è dimostrata più che mai costruttiva e collaboratrice, evitando possibili strumentalizzazioni politiche. Per Scala (Pd) ”il sindaco non va rimosso, sono i rifiuti che vanno rimossi. Il merito dell’attuale amministrazione è che non si pone in continuità con la precedente, dimostrando in questi quattro mesi di governo locale di aver lavorato bene sul fronte ambientale, pur dovendo riconoscere il buon lavoro svolto dall’ex assessore all’ambiente Cutolo durante l’amministrazione Napolitano, in piena emergenza rifiuti”. Ambrosio (Progetto Nola) invoca “interventi anche più incisivi, se del caso, come le dimissioni del sindaco e l’occupazione ad oltranza dell’aula consiliare da parte dei consiglieri”. Conventi (Città Viva) dubita della validità della normativa vigente in materia di monitoraggio ambientale perché “non ha senso effettuare uno studio su un arco temporale di 24 mesi e poi far ricadere tutta la colpa sul sindaco che opera da un semestre. Statisticamente avrebbe al più il 25% di colpe”. In effetti, la legge attuale cui fa riferimento il sottosegretario Bertolaso sembrerebbe scritta male. Appare poco chiaro l’iter da seguire una volta emesso dal Ministro dell’Interno il decreto di rimozione del sindaco, non essendo scontato il contestuale scioglimento del consiglio comunale. Una incongruenza di cui si sarebbero accorti a Roma solo adesso che si paventa la possibilità di applicare la norma. Non è escluso che si pongano dei correttivi, probabilmente intervenendo già nella Finanziaria all’esame del Parlamento in questi giorni. Il consiglio comunale non vuole pensare ad un disegno o complotto studiato e premeditato da chicchessia, tuttavia questi continui atti di imperio centrale, allo stato non adeguatamente motivati, accrescono la diffusa preoccupazione della evidente spoliazione delle competenze attribuite dalla Costituzione alle autonomie locali e dell’estrema rigidità dei parametri di rispetto del patto di stabilità in un momento di crisi economica che si fa sentire sull’occupazione, sulla struttura produttiva e commerciale della zona, sulla contrazione dei consumi, sull’allargamento delle fasce più povere. “La città di Nola con innumerevoli sforzi si posiziona stabilmente al sesto posto tra i comuni della Campania con più di 20mila abitanti per la più alta percentuale di raccolta differenziata, oggi pari a circa il 37% – ha affermato il sindaco Biancardi durante la seduta di consiglio comunale – tanto da ricevere la premialità da parte della provincia di Napoli quale uno tra i comuni più ricicloni. Risulta quanto meno contraddittorio che per il medesimo servizio da una parte si esalti la virtuosità dell’amministrazione e dall’altra se ne dichiari l’incapacità. Senza contare che abbiamo le mani legate – ha proseguito il primo cittadino – perché da un lato ci chiedono di rimuovere tempestivamente i rifiuti, dall’altro ci invitano a rispettare il patto di stabilità. Ho ereditato dalla precedente amministrazione uno sforamento di 5mln di euro. Oggi posso affermare con serenità di aver azzerato il buco, cercando comunque di porre in essere sempre tutti gli interventi necessari, pur con enormi difficoltà”. Per Maffettone (Pd) “occorre che il sindaco si faccia portavoce nelle sedi opportune del disagio di quegli enti locali come il nostro che sono costretti ad operare nella straordinarietà, prevedendo delle deroghe al patto di stabilità in materia ambientale”. Il consiglio comunale alla fine lancia un appello al Ministro Maroni di non applicare le misure previste dal D.L. 172/08, rendendosi disponibile, fin da adesso, ad ogni tipo di confronto che, da Milano a Napoli, serva a misurare le condizioni sanitarie ed ambientali del proprio territorio. Il consigliere Nappi (Pdl) ha formalizzato durante la seduta le dimissioni da presidente della commissione ambiente, mettendosi in discussione e ritenendolo “un atto dovuto alla luce dei recenti avvenimenti di cui sono sicuro che l’amministrazione dimostrerà la totale estraneità”. Biancardi, unitamente agli altri otto sindaci campani inadempienti per i quali il sottosegretario all'emergenza rifiuti ha chiesto la rimozione, saranno davanti alla commissione parlamentare sulle ecomafie il prossimo 9 dicembre. Nell'ambito dell'indagine dedicata alla regione, la commissione d'inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti presieduta da Gaetano Pecorella ha convocato per mercoledì prossimo alle 15:15 i primi cittadini napoletani e casertani. Oltre ai sindaci, andrà a San Macuto nelle prossime ore anche un rappresentante del governo, in modo che la commissione d'inchiesta, anche sul punto specifico delle inadempienze delle amministrazioni locali, possa avere a disposizione un quadro il più approfondito possibile in vista della presentazione della relazione al Parlamento sul caso. Parlando con i giornalisti il generale Morelli, vicario di Bertolaso in Campania, ha ricordato che la struttura del sottosegretario per l'emergenza rifiuti in Campania dispone di “una task force che lavora sette giorni su sette e che perlustra il territorio, anche sulla base delle segnalazioni dei call center, ma non solo. Ogni giorno viene stilato un report e prodotto materiale fotografico a supporto. La graduatoria è frutto di criteri contenuti nella legge e abbiamo proceduto senza guardare in faccia nessuno – ha ribadito il generale – non so se Bertolaso aspira in futuro a fare il sindaco di qualche paese o città, ma se capitasse, lo farebbe molto bene anche nelle difficoltà in cui oggi si trovano i sindaci della Campania”. Sono complessivamente 185 i sindaci di comuni campani che rischiano la rimozione per inadempienze nella raccolta dei rifiuti. Ai 9 sindaci di Giugliano e Nola (provincia di Napoli) e di Aversa, Casaluce, Casal di Principe, Castelvolturno, Maddaloni, Trentola Ducenta, San Marcellino (provincia di Caserta) – che figurano nell'elenco presentato dal sottosegretario Bertolaso al Ministero degli Interni – se ne aggiungono altri 176. Considerando che i comuni della Campania sono complessivamente 551, la cifra di quelli a rischio, pari a 185, è decisamente notevole. Fra i comuni a rischio anche quello di Napoli.
 

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