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ENS
Il Linguaggio dei Segni
Garantire l’informazione e la comunicazione nei tribunali e
in tutti gli ambiti pubblici mediante l’uso del Lis, il
linguaggio dei sordi, per tutelare ed equiparare i 42 mila
sordi ai normododati in Italia. Camillo Galluccio,
presidente Ente Nazionale Sordi della Campania e a nome del
Consiglio nazionale , ha inviato una missiva al Presidente
del Senato e ai componenti della Commissione Affari
Costituzionali, con la quale ha chiesto che sia approvato il
Ddl sul riconoscimento della Lingua dei Segni, attualmente
all’esame della Commissione. Per Galluccio non assicurare
l’approvazione del testo significherebbe ignorare i 42.000
individui sordi, parte di una comunità che ha una sua
storia, ha un suo modo di comunicare univoco, con la Lingua
Italiana dei Segni , introdotto già nella seconda metà
dell’800. “Speriamo che il Governo e il Parlamento non
intendano tradire la fiducia dei più deboli- dichiara
Galluccio- la non approvazione del testo non potrà certo
essere considerato un reato ma apparirebbe decisamente una
pesante colpa, che inciderebbe non poco sulla vita dei sordi
italiani, già costretti ad un difficile rapporto con il
sistema di comunicazione attuale nella pubblica
amministrazione.” Dall’ uso di sistemi di informazione
pubblica come pure dalla limitazione dell’uso del linguaggio
italiano dei segni nel sistema televisivo, i sordi italiani
chiedono che sia garantito l’adozione del Lis anche nel
sistema privato, che non tiene conto nella stragrande
maggioranza dei casi, del difficile handicap che utenti e
consumatori sordi si ritrovano ad affrontare nella vita
quotidiana. “ Non è più derogabile che i sordi italiani
siano costretti ad affrontare un sistema sociale che tiene
conto solo dei normodotati e così pur se in salute, molti
nostri giovani sono costretti a rinunciare a un posto di
lavoro, le recenti deleghe trasferite alle Regioni, trova
questi enti locali in difficoltà nel garantire l’accesso ai
concorsi e all’inserimento lavorativo, non tutelando i
sordi. Un convegno regionale sull’argomento è stato
effettuato solo la scorsa settimana e ha evidenziato la
difficile condizione dei sordi italiani ulteriormente
accentuata in questo periodo di crisi occupazionale- “Vanno
garantite pari dignità per cittadini che hanno il sacrosanto
diritto di non fare di un handicap, una pesante condizione
esistenziale – conclude Camillo Galluccio – Non abbiamo
scelto di essere sordi e non vogliamo che la cosiddetta
normalità sia ancora più sorda ai nostri richiami”.
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