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Le baracche della speranza perduta
Dimenticati
da Dio e dagli uomini. Sono i baraccati che ad Angri, dopo
31 anni, ancora abitano i prefabbricati, tra amianto, topi e
rifiuti di ogni genere. Aree periferiche ghettizzate ed
abbandonate all'oblio della convenienza, ricordandoti si
della loro esistenza ad ogni tornata elettorale: lì i
politici tornano, chiedono voti in cambio di promesse mai
mantenute, poi scompaiono fino alla successiva elezione. 40
nuclei familiari abitano le baracche di Fondo Rosa Rosa, con
la dignità di chi aspetta il ritorno di un diritto; quella
casa dovuta, assegnata e mai consegnata. e con la pazienza
dei poveri aspettano, mentre un altro inverno arriva, un
altro Natale di speranza per i cittadini dimenticati.
baracche fatiscenti rappresentano il tetto, di amianto sì,
ma utile a ripararsi tra muffa, infiltrazioni e rifiuti di
ogni genere, creando l'illusione di una casa vera, fatta di
pareti di mattoni e calda sopratutto. Un senso dimenticato
in tutti questi anni e poi, come se non bastasse, l'area
viene inondata da scarichi d'acqua provenienti da una vicina
industria dolciaria, e da perdite idriche che fuoriescono
dalla nuova sede dell'Asl, che da mesi hanno trasformato in
mini-palude alcune zone. Qui si fa di necessità virtù; ci si
aggrappa a tutto prevenendo anche il peggio, tenendo a
portata di mano una piccola scialuppa che li possa tenere a
galla nel mare dell'indifferenza. e in tutto questo
aspettano e vivono nel loro quartiere-ghetto, facendo
istruire i loro figli lontano dalla Angri bene, utilizzando
la scuola dei poveri, ancora una baracca prefabbricata, per
non fargli sentire la mancanza del niente. Pazienti
aspettano la consegna dei 48 alloggi, a loro destinati e per
loro costruiti, e che la burocrazia e le cattive gestioni
ancora negano, mentre un nuovo Natale arriva.
Enzo Ruggiero
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