HOME ANGRI

     

>> Home
>> Salerno e provincia
>> Angri
>> Scafati
>> S.Egidio M.A.
>> Pagani
>> Pompei
>> Cava
>> Nocera Inf.
>> Sarno
>> C.Mare Stabia-Stabiese Sorrentina
>> Vesuviano
>> NOLANO
>> Costiera
>> Cilento
>> Napoli e provincia
>> Regionale
 
>> Mondiali 2010
>> Pechino 2008
>> Euro 2008
Categorie
>> C.League
>> Europa League
>> Serie A
>> Serie B
>> Lega Pro
>> Serie D
>> Basket
>> Volley
>> Ciclismo
>> Rugby
>> Motori
>> Pallanuoto
>> Altri Sport
Contatti
>> Redazione

 


Le baracche della speranza perduta

Dimenticati da Dio e dagli uomini. Sono i baraccati che ad Angri, dopo 31 anni, ancora abitano i prefabbricati, tra amianto, topi e rifiuti di ogni genere. Aree periferiche ghettizzate ed abbandonate all'oblio della convenienza, ricordandoti si della loro esistenza ad ogni tornata elettorale: lì i politici tornano, chiedono voti in cambio di promesse mai mantenute, poi scompaiono fino alla successiva elezione. 40 nuclei familiari abitano le baracche di Fondo Rosa Rosa, con la dignità di chi aspetta il ritorno di un diritto; quella casa dovuta, assegnata e mai consegnata. e con la pazienza dei poveri aspettano, mentre un altro inverno arriva, un altro Natale di speranza per i cittadini dimenticati. baracche fatiscenti rappresentano il tetto, di amianto sì, ma utile a ripararsi tra muffa, infiltrazioni e rifiuti di ogni genere, creando l'illusione di una casa vera, fatta di pareti di mattoni e calda sopratutto. Un senso dimenticato in tutti questi anni e poi, come se non bastasse, l'area viene inondata da scarichi d'acqua provenienti da una vicina industria dolciaria, e da perdite idriche che fuoriescono dalla nuova sede dell'Asl, che da mesi hanno trasformato in mini-palude alcune zone. Qui si fa di necessità virtù; ci si aggrappa a tutto prevenendo anche il peggio, tenendo a portata di mano una piccola scialuppa che li possa tenere a galla nel mare dell'indifferenza. e in tutto questo aspettano e vivono nel loro quartiere-ghetto, facendo istruire i loro figli lontano dalla Angri bene, utilizzando la scuola dei poveri, ancora una baracca prefabbricata, per non fargli sentire la mancanza del niente. Pazienti aspettano la consegna dei 48 alloggi, a loro destinati e per loro costruiti, e che la burocrazia e le cattive gestioni ancora negano, mentre un nuovo Natale arriva.
Enzo Ruggiero
Riproduzione Riservata

Riflessioni
Violazione diritto d'autore.
In Comune si "lavora" fotocopiando libri
   
Riflessioni
"Strane feste" in piazza Doria
Riflessioni
"Io sono": il delirio dell'onnipotenza
Riflessioni
Chiamatela pure trasparenza amministrativa
 

Copyright 2000-2011 IdeaVision