Nola
Dubbi sulla seconda variante ASI

L’associazione denuncia l’assenza di un dibattito politico sulla questione. L’accusa: mancata valutazione di impatto ambientale, bonifiche mai avviate e nessuna ricaduta occupazionale per i giovani del nolano

NOLA – Sono ben due le varianti al piano regolatore dell’Area di Sviluppo Industriale della provincia di Napoli in corso di realizzazione, relativamente all’agglomerato Nola-Marigliano, che incidono su un totale di oltre 2 milioni e mezzo di mq. di suoli ricadenti nell’area di Boscofangone. La prima variante, che interessa un milione e 200 mila mq. di quella che un tempo rappresentava la fertile Campania Felix, sta procedendo già per suo conto per consentire alla società Interporto Campano (nella foto in alto) di realizzare, tra l’altro, altri nove depositi per la delocalizzazione di quasi tutti i container del porto di Napoli. Mentre la seconda variante, di 1 milione e 330 mila mq. di cui 130 mila a vantaggio delle costruende officine di manutenzione dei treni ad alta velocità della Nuovo Trasporto Viaggiatori, è al nastro di partenza. Infatti, il 18 gennaio scorso è stato pubblicato all’albo pretorio dell’ente di piazza Duomo l’avviso di avvenuto deposito nella casa comunale degli elaborati di cui si compone quest’ultima variante ASI. Nello specifico, si tratta della documentazione relativa alla “adozione preliminare allo schema di piano della variante del P.R.T. del consorzio ASI di Napoli – agglomerato Nola-Marigliano”, approvato con decreto del commissario straordinario del consorzio di sviluppo industriale. Una documentazione, quest’ultima, visionabile da chiunque vi abbia interesse, con la possibilità di formulare osservazioni ed opposizioni entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso. Cosa che l’associazione nazionale Amici del Marciapiede ha puntualmente fatto, mettendo nero su bianco tutti i dubbi e le perplessità che ruotano intorno agli elaborati ed alla possibile assenza di reali ricadute positive per l’area nolana che la vicenda dell’ampliamento potrebbe comportare. Infatti, con una nota indirizzata al sindaco di Nola, Geremia Biancardi (nella foto a sinistra, durante la posa della prima pietra delle officine di manutenzione della Ntv), ed a tutti gli assessori e consiglieri comunali della città bruniana, l’associazione si è dichiarata sbigottita per il fatto che “su una vicenda così importante che riguarda le ultime aree agricole, pur definite ad altissima qualità anche dal piano territoriale di coordinamento provinciale in corso di approvazione, non ci sia un minimo di dibattito politico, mentre in altre sedi si continua a discutere sulla necessità di salvaguardia dei valori ecologici e ambientali di questo già tormentato territorio”. In pratica, gli Amici del Marciapiede temono che un intervento infrastrutturale così imponente possa passare sotto traccia, trasformando tutti i residui suoli agricoli dell’area di Boscofangone, nel territorio di Nola, in un enorme sito di stoccaggio delle merci che arrivano da tutto il mondo senza, però, prevedere – tra l’altro – concrete ricadute occupazionali per i tanti giovani di una zona, quella del nolano appunto, a forte tasso di disoccupazione. Ma ad alimentare ulteriormente i dubbi sulla validità stessa dei documenti concernenti la variante ASI depositati il 18 gennaio scorso nel palazzo di città ci sarebbero, poi, anche le osservazioni tecniche fatte dagli Amici del Marciapiede. L’associazione, infatti, lamenta in particolare la mancata trattazione delle questioni ambientali secondo quanto stabilito dalle disposizioni in materia. Nel merito del “rapporto ambientale”, ad esempio, non si da conto né dell’esito delle consultazioni tra le autorità e i soggetti competenti sui possibili “impatti ambientali significativi” dell’attuazione del piano di variante ASI, né tantomeno risultano espressi i pareri ambientali previsti dalla normativa vigente. Il documento appare, in sostanza, “solo una relazione di carattere urbanistico, che nulla ha a che vedere con le tematiche ambientali che dovrebbero essere trattate in modo rigoroso in questo atto che è fondamentale per la verifica di sostenibilità di un così grande intervento infrastrutturale”. Infatti, all’interno dell’elaborato depositato nella casa comunale “non figura – si legge nella nota dell’associazione – alcun dato o indicatore di carattere ambientale, se non in termini generici e con indagini ancora da svolgere. Vi è un accenno estremamente generico sulle così gravi questioni idrogeologiche (allagamenti, falde affioranti, pozzi d’acqua, ….), mentre alcun richiamo almeno ai dati del PM10, del CO2, ...., che, peraltro, si aggraveranno con gli ulteriori carichi che gli aggiuntivi traffici veicolari produrranno in quest’area già attraversata da volumi di traffico di mezzi pesanti oramai insostenibili”. A queste carenze, poi, gli Amici del Marciapiede aggiungono il mancato richiamo nella relazione della variante in esame, dell’inclusione dell’area in oggetto nel sito di interesse nazionale “domitio-aversano”. Una inclusione, quest’ultima, che era stata fortemente richiesta, in fase di elaborazione del piano di variante ASI, dall’on. Paolo Russo (nella foto a destra), già presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, e che rappresenta un passaggio obbligato per avviare la preventiva bonifica dell’area, bonifica mai concretamente partita. Per tutti questi motivi, quindi, l’associazione ha chiesto un incontro urgente con l’amministrazione comunale, insieme a tutto il mondo associativo operante sul territorio, per procedere ad un dibattito teso a verificare la regolarità della procedura adottata e la congruenza dell’iniziativa in atto con le attuali condizioni dell’area. Gli Amici del Marciapiede, pertanto, si fanno promotori di una necessaria apertura al dialogo e ad un proficuo confronto, chiamando a raccolta tutte le realtà politiche, sociali e culturali sane della zona per discutere dei cambiamenti in atto, affinché non si pongano nuovamente in essere interventi così imponenti ancora una volta calati dall’alto, ma si apra finalmente per l’area nolana il tempo della partecipazione attiva nelle scelte fondamentali di un territorio che, negli ultimi tempi, è sempre stato più usato ed abusato dai poteri forti, a discapito della comunità.
 

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