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Castellamare di
Stabia
Vozza:
indisponibile al secondo mandato
CASTELLAMMARE DI STABIA (12 febbraio 2010). Politica: il sindaco
Salvatore Vozza stamattina ha consegnato una lettera al
segretario regionale del Partito Democratico, Enzo Amendola, e
al commissario del circolo cittadino, Paolo Persico. Il primo
cittadino ha ribadito la sua indisponibilità a candidarsi a
sindaco per il secondo mandato, sottolineando le gravi emergenze
che Castellammare sta vivendo, sottolineando che le divisioni
che portarono nel 2005 un centrosinistra spaccato alle elezioni
non sono mai state sanate e lanciando un appello al partito di
maggioranza relativa a costruire una coalizione unita per la
prossima tornata elettorale.
Di seguito il testo integrale della lettera
Al segretario regionale
del Partito Democratico
Enzo Amendola
Al commissario cittadino
del Partito Democratico
Paolo Persico
Cari segretari,
leggo dalla stampa del dibattito interno al Partito Democratico
sulla candidatura a sindaco per le imminenti elezioni
amministrative. Ancora una volta devo prendere atto che siamo di
fronte a una discussione falsa e capziosa: si salta
completamente il tema del giudizio su quest'esperienza
amministrativa e si ragiona su come uscirne fuori, pur essendo
stati la forza di maggioranza relativa della coalizione. Il
punto centrale appare essere come cacciare o salvare questo
sindaco. Vi ringrazio per le parole che avete speso su di me, ma
mi trovo costretto ancora una volta a ribadire che non ho mai
chiesto al Partito Democratico di discutere il mio nome, avendo
più volte ribadito la mia indisponibilità alla ricandidatura.
Il Pd sta facendo una discussione vecchia e incomprensibile di
fronte a una città che sta vivendo una drammatica crisi
occupazionale e che nei prossimi giorni avrà risposte importanti
sulla correttezza e trasparenza dell'azione amministrativa di
questi ultimi anni, quando si conosceranno gli esiti del lavoro
della Commissione d'Accesso al Comune.
Questo dibattito del Pd fa apparire la politica in questa città
completamente scissa dalla realtà. Castellammare sta vivendo una
fase eccezionale della sua storia: l'omicidio del consigliere
Gino Tommasino, al di là degli esiti delle indagini che mi
auguro possano presto chiarire ogni aspetto di quel terribile
delitto, ha messo sotto la lente d'ingrandimento delle verifiche
tutto l'operato dell'Amministrazione e ha svelato agli occhi dei
cittadini la debolezza della politica di fronte alle
infiltrazioni della camorra con quanto si è scoperto sugli
iscritti proprio del Partito Democratico. Il Pd ha saputo
reagire con forza in quell'occasione, contrastando il tentativo
di criminalizzazione che pure era stato fatto nei suoi
confronti. L'ho sempre riconosciuto, difendendo il Pd. Proprio
in virtù di quella reazione sarebbe stato necessario uno scatto
in avanti nel modo di fare politica.
Dall'altra parte le crisi di Fincantieri e Avis, in primis,
stanno determinando tensioni sociali altissime e il rischio
sempre più concreto che la camorra possa rafforzarsi sfruttando
la debolezza del tessuto economico e sociale. In questi giorni
in cui si sta litigando per le coalizioni e i candidati a
sindaco ci sono importanti appuntamenti per l'indotto
Fincantieri sulla cassa integrazione, per ottenere commesse che
facciano superare la crisi, per la costruzione del bacino e per
affrontare la situazione dei lavoratori dell'Avis. Insomma nelle
prossime settimane è in gioco la prospettiva industriale della
città, alla quale non possiamo rinunciare.
Mi chiedo come non ci si può rendere conto che di fronte a tutto
questo la discussione sul candidato a sindaco è assurda se non è
ancorata ai programmi per affrontare innanzitutto questi due
temi: lotta alla camorra e difesa del lavoro in questa città.
Si continua a fare finta di non capire che il problema che ho
posto da tempo non è se c'è una coalizione che appoggi o meno un
mio secondo mandato- cosa a cui non ho mai aspirato- ma se una
coalizione esiste, se c'è la capacità di mettere insieme il
meglio delle forze politiche, sociali, intellettuali e i giovani
di Castellammare per costruire la prossima esperienza
amministrativa e, innanzitutto, rispondere alle gravissime
emergenze che la città sta vivendo. Bisogna costruire una
coalizione che non consegni alla città lo spettacolo poco
dignitoso di questi anni. Nonostante le tante cose fatte, siamo
stati percepiti dalla città solo come persone che litigavano tra
di loro.
Il Partito Democratico non può nascondere le sue contraddizioni.
Sul Più Europa il gruppo consiliare si è spaccato e due
esponenti hanno votato contro l'impostazione che lo stesso
partito aveva voluto a gran voce nell'accordo programmatico
sottoscritto nel marzo 2008. Ora la parte pubblica di
investimenti va avanti, tant'è che siamo in fase di appalto per
tre importanti opere. Ma è stata bloccata e ritardata la
possibilità di avere un dialogo aperto con gli operatori privati
per liberare quanto più possibile la linea di costa e
ricostruire il rapporto della città con il mare. E' questo
l'obiettivo che mi sono posto insieme al centrosinistra sin
dalla campagna elettorale del 2005 e questo ho inteso continuare
a perseguire, innanzitutto per mantenere fede all'impegno
assunto con gli stabiesi quando mi sono candidato a sindaco. La
proposta di guidare lo sviluppo attraverso una variante
urbanistica che indichi con chiarezza cosa deve diventare quell'area
della città resta, a mio avviso, la strada migliore, più
efficace, trasparente e utile ad evitare la mancanza di regole.
L'Amministrazione è stata accusata di avere forzato la mano e di
avere avuto un atteggiamento arrogante. Niente di più falso. Il
dialogo con gli imprenditori è iniziato sin dall'insediamento
nel 2005 e sul Più Europa abbiamo lavorato moltissimo,
sicuramente più di quanto avvenuto in altre città anche vicine.
Nessuno ha mai pensato di obbligare qualcuno ad andare via dalla
linea di costa, costringendolo a chiudere la propria attività.
Sono state raccontate ad arte molte bugie agli imprenditori e
questo ha avvelenato pesantemente il clima.
Il dialogo con i privati è fondamentale per lo sviluppo della
città, è necessario ad arrivare a soluzioni condivise, ma è
ancora più importante che la politica sappia conservare la
propria autonomia nelle scelte. Il voto di sabato in consiglio
comunale su Più Europa e Piano Casa dimostra che questo non è
avvenuto a Castellammare.
Sul Piano Casa una parte del Pd si è comportato allo stesso modo
con l'aggravante di avere fatto da sponda non solo al
centrodestra, ma soprattutto a quanti hanno voluto condizionare
dall'esterno il lavoro del consiglio comunale. Si è determinato
un grave rischio di ulteriore cementificazione in città e di
abbandono dei quartieri, impedendo l'avvio della
riqualificazione nelle periferie programmata
dall'Amministrazione sulla scorta di quanto previsto dalla legge
regionale. Avremmo potuto dare una risposta abitativa anche alle
giovani coppie e agli anziani, attraverso lo strumento ad
esempio dell'housing sociale, non rinunciando ad una
regolamentazione del mercato immobiliare sempre più
inaccessibile per i cittadini. Castellammare ha perso una grande
occasione e il Pd in questo ha dato il suo contributo.
Negli anni il Pd ha chiesto giuramenti di fedeltà alle forze
moderate presenti in coalizione, ipotecando ad essi il proprio
appoggio all'Amministrazione e poi non si è mantenuta la stessa
lealtà chiesta agli altri.
Io rispetto la discussione interna ai partiti. Parlo di quella
del Pd perché ha avuto pesanti ripercussioni sulla vita
istituzionale del Comune e, ancora oggi, sta provocando
conseguenze gravi sulla costruzione della coalizione,
paralizzandola.
Le contraddizioni del Pd, l'atteggiamento più che ostile di una
parte di esso, i veti incrociati e le lotte intestine hanno
prodotto una continua fibrillazione in quest'esperienza
amministrativa, che è andata avanti nonostante tutto
raggiungendo importanti risultati per la città, ma soprattutto
mettono concretamente a rischio tutto quanto il centrosinistra
ha rappresentato e prodotto per Castellammare negli ultimi 15
anni. Come vedete, il problema non è l'appoggio a me ma l'idea
stessa che il Pd ha del futuro di questa città e del
centrosinistra.
Non fingiamo tra di noi. Nel 2005 il centrosinistra si è
presentato spaccato agli elettori. Siamo stati tutti incapaci di
ricucire davvero e fino in fondo quelle lacerazioni.
La divisione nei Ds, mio partito all'epoca, sulla scelta del
candidato sindaco è continuata a vivere anche se sono cambiate
le sigle. C'è chi ha vissuto questi cinque anni con l'unico
obiettivo di dimostrare che Vozza non era il candidato giusto e
ha lavorato a screditare l'operato dell'Amministrazione,
tralasciando spesso e volentieri il merito delle questioni. Che
il confronto politico abbia dato i suoi frutti lo dimostra il
fatto che una parte dell'attuale Pd, nel 2005 candidata con la
Salvato, ha dato un contributo fondamentale di merito
nell'ultima parte di quest'esperienza amministrativa proprio
sulle questioni urbanistiche. Voglio ringraziare l'assessore
all'Urbanistica Raffaele Esposito, proponente delle due delibere
in questione, per il lavoro che ha svolto e gli altri due
esponenti del Pd in giunta, il vicesindaco Nicola Corrado e
l'assessore Rosanna Esposito per l'impegno che hanno messo nel
loro lavoro. In un'altra parte del Pd, invece, hanno continuato
a prevalere i rancori personali del 2005, di cui non ci si è mai
liberati e che ancora sono in campo, con l'unico obiettivo di
trovare un candidato contro quest'esperienza e non a favore
della città e di un programma serio di governo.
Sono stato vissuto come nemico e questo ha fatto perdere a
qualcuno completamente di vista che l'avversario di tutti noi
era e rimane il centrodestra, che sta affastellando gruppi e
liste senza mettere in campo nessuna idea e nessun progetto per
la città.
Io ho continuato a lavorare come sindaco, senza mai fermarmi di
fronte alle difficoltà politiche della coalizione, perché
Castellammare non può essere mollata neanche per un minuto.
Continuerò a farlo fino in fondo, fino all'ultimo giorno del mio
mandato. Però francamente diventa sempre più difficile svolgere
il mio lavoro quando dal partito di maggioranza relativa e non
solo cresce e si alimenta soltanto il tiro al bersaglio nei miei
confronti.
Lo ripeto ancora una volta: non ho mai chiesto che si discutesse
di me per il secondo mandato, ma di come costruire la coalizione
per le prossime elezioni. Constato che non lo si è fatto.
Invece che continuare a dibattere sull'inesistente ipotesi della
mia ricandidatura, il Pd metta in campo una proposta che unisca
la coalizione, a partire dai moderati, per presentare agli
elettori una valida squadra e programma di governo per i
prossimi cinque anni. Mi auguro sinceramente che il Pd lo faccia
e ci riesca. Ho sempre pensato e dichiarato, pur militando in
un'altra forza politica, che il centrosinistra non possa
prescindere dal Pd. Lo dimostra anche il comportamento e le
decisioni che la mia forza politica ha tenuto e assunto proprio
in questi giorni sia per le elezioni regionali, sia in tanti
altri comuni della provincia di Napoli che vanno al voto.
L'unità della coalizione e la costruzione di squadra e programma
di governo forti, credibili e coerenti restano per me gli
obiettivi imprescindibili da raggiungere, attraverso la
ricostruzione di un dialogo vero con la città.
Non sarà certo il sindaco di Castellammare a mettersi di
traverso e ostacolare questo percorso.
Distinti Saluti
Salvatore Vozza
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