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Castellamare di
Stabia
Rendiconto
dell'attività amministrativa
IlCASTELLAMMARE DI STABIA (17 febbraio 2010). Il sindaco
Salvatore Vozza
presenta il rendiconto dell'attività amministrativa.
Il documento è preceduto da una lettera alla città.
Care stabiese, cari stabiesi,
governare Castellammare per cinque anni è stato un lavoro
bellissimo e faticoso.
In questo documento troverete sintetizzate le principali
attività svolte dal 2005 al 2010. E' organizzato in 50 schede
tematiche e cerca di dare un quadro completo del lavoro svolto.
Ognuno avrà modo di verificare quanto questo lavoro sia stato
coerente con le linee programmatiche di mandato che ho
presentato nel 2005, quanti e quali siano stati gli impegni
rispettati; quanti e quali, invece, quelli disattesi.
Traffico e nuovi parcheggi, riorganizzazione completa della
macchina comunale per rispondere meglio alle esigenze della
città, privatizzazione delle Terme di Stabia sono obiettivi non
raggiunti. Su di essi c'è stato un lavoro importante in termini
di progetti e proposte avanzate che non è arrivato a
conclusione, ma che può costituire sicuramente una base per chi
governerà la città nei prossimi anni.
Recupero del mare e piena riqualificazione delle periferie non
si vedono ancora: su questi aspetti sono stati fatti importanti
passi in avanti che consentono di raggiungere, entro tempi
ragionevoli, risultati attesi da decenni in città.
Da sindaco, ogni giorno, ho avvertito le ansie di chi non ha un
lavoro e te lo chiede come se tu glielo potessi dare. Ho
ascoltato le paure di chi il suo lavoro lo vede vacillare sotto
i colpi della crisi economica come succede a centinaia di operai
Fincantieri e Avis.
Ho affrontato i problemi quotidiani che una città bella e
complicata come Castellammare ha, spesso arrabbiandomi quando ci
sono stati ritardi oppure scoprendo quanto poco ci voglia a
vanificare un risultato raggiunto. Ho rivisto la ferocia della
camorra davanti al corpo ammazzato del consigliere comunale
Luigi Tommasino.
Ho lavorato con entusiasmo e passione cercando ogni giorno la
soluzione a problemi piccoli e grandi. Non sempre riuscendoci.
Ho combattuto perché il nome di Castellammare di Stabia non
fosse associato alla camorra. Ho chiesto che il Governo mandasse
la Commissione d'Accesso e il Parlamento quella Antimafia,
perchè gli stabiesi hanno diritto a sapere se al Comune ci sono
state ombre o, peggio ancora, collusioni con la camorra. Ho dato
il mio contributo al raggiungimento di tanti risultati. Non sono
miei, neanche del centrosinistra: sono di Castellammare.
Le piazze trasformate in tanti quartieri, l'asilo nido aperto al
San Marco dopo oltre 30 anni, la Reggia di Quisisana finalmente
restaurata, scenario di spettacoli e incontri letterari e presto
sede della Scuola di Restauro e del Museo Archeologico, il
restauro delle Antiche Terme avviato, il centro per anziani
Nottegiorno a Scanzano, le strade rifatte e i nuovi marciapiedi
nel centro insieme ai cantieri aperti in periferia, i servizi
per i giovani al Palazzetto del Mare, i progetti per lo sport
dedicati ai ragazzi, i centri per le donne e gli immigrati in
beni confiscati alla camorra nel centro antico, il wi fi gratis
sul lungomare, i primi risultati sulla raccolta differenziata,
il drastico taglio dei cda delle aziende partecipate che sono
passati da 20 a 5 componenti, la videosorveglianza con 31
telecamere, gli oltre 5 milioni di euro recuperati combattendo
l'evasione su Ici e Tarsu, le decine di opere pubbliche
realizzate, appaltate e progettate sono un patrimonio della
città. Appartengono a ognuno di voi.
In questi anni la politica ha raggiunto livelli altissimi di
rissosità. Non sono mancati invidia e spargimento di veleni.
Sono mancate invece le proposte su cui confrontarsi serenamente.
Si è lasciato spazio solo a contrasti.
Ho ricevuto moltissime critiche giuste e altrettanti attacchi
faziosi, spesso da parte di chi non ha mai avuto il coraggio di
venire allo scoperto e nell'ombra ha sparso pettegolezzi e
calunnie sul mio conto. Questi personaggi non meriterebbero
neanche una risposta, ma ho il dovere di rendere conto a tutti
voi. Faccio politica da quando ero ragazzo e vivo di quanto la
legge italiana mi riconosce.Ne parlo perché non temo smentite,
perché penso che di queste cose delle quali si dice a bassa voce
bisogna parlarne apertamente e chiedere che siano magistratura
eforze dell'ordine ad occuparsene.La politica,appunto, non deve
temere verifiche e controlli. Possiedo la casa dove vivo e
quella dove trascorro le vacanze con la mia famiglia. Punto.
Nient'altro. Né quote azionarie in Marina di Stabia, né nello
Stone o il Crowne Plaza, né i terreni dell'Avis, né qualsiasi
altro fantomatico pacchetto azionario.
Chi racconta altro è bugiardo. Cerca di attaccarmi su un piano
diverso da quello politico per screditarmi ai vostri occhi. Io,
invece, vi invito a leggere la sintesi del lavoro svolto in
questi 5 anni, che troverete pubblicata anche sul sito del
Comune (www.comune.castellammare-di-stabia.napoli.it), a
confrontare la città di oggi con quella di ieri e a chiedermi
ulteriori approfondimenti se lo ritenete necessario.
Ho fatto il sindaco sostenuto dal centrosinistra, coalizione che
ha vissuto moltissime fibrillazioni. E' difficile reggere
un'amministrazione con un consiglio comunale dove la quasi
totalità dei componenti ha cambiato partito, quando non
addirittura schieramento, sia per scelte nazionali, sia per
decisioni tutte locali quando non addirittura personali.
Sarebbe ipocrita nascondere che il sistema dei partiti è
praticamente esploso, disperdensosi in mille rivoli. E'
difficile anche individuare l'interlocutore. Con chi deve
parlare un sindaco? Con il segretario di una forza politica che,
in linea teorica dovrebbe rappresentare la posizione di una
collettività? Oppure con il consigliere eletto dai cittadini
che, però, fin troppo spesso è in rotta di collisione con quanto
sostenuto dal suo partito?
In questi anni ho imparato che, nel governo delle città, è
sbagliato ripetere stancamente l'esperienza degli schieramenti
nazionali. Quando si lavora nell'amministrazione locale bisogna
fissare insieme gli obiettivi e raccogliere intorno ad essi le
migliori energie in campo per raggiungerli, in un dialogo
costante con la città.
Auguro al futuro sindaco di non doversi continuamente
confrontare con un quadro politico frantumato, in modo che tutto
il suo tempo sia impegnato nel lavoro per la città.
Non sono questioni che appartengono solo agli "addetti ai
lavori". Toccano ognuno di voi. A Castellammare c'è bisogno di
riappropriarsi della politica nel senso più alto e bello di
questa parola: mettersi a servizio degli altri e lavorare
insieme per il bene della collettività. Altre accezioni del
termine non mi piacciono, anzi mi preoccupano.
Il futuro di Castellammare è nelle mani delle sue donne, dei
suoi uomini, dei suoi giovani.
Ognuno di voi ha il diritto di criticare quanto ho fatto da
sindaco. Io ho il dovere di chiedere a ognuno di voi di non
essere indifferenti al destino della nostra città. Avete l'arma
del voto per far sentire la vostra voce. Non cedetelo a chi
promette un posto di lavoro a voi o ai vostri figli: regala solo
false certezze. Cercate di conoscere quanto più possibile la
persona che voterete, valutandone la serietà e la
responsabilità.
Da tempo ho proposto ai partiti e alle forze politiche un NUOVO
PATTO PER LA CITTA' ed è quello che mi auguro possa essere
concretamente e chiaramente costruito per i prossimi anni.
Presentare queste schede consente a tutti di fare le proprie
considerazione su come è stata governata la città.E' uno
strumento che metto nelle mani dei cittadini. A me sembra il
modo più trasparente e serio per poter giudicare i passi in
avanti fatti, gli errori commessi, le cose su cui si sono
accumulati ritardi.
In questi anni, come è giusto che faccia un sindaco eletto
direttamente, mi sono assunto la responsabilità di tutto, non ho
mai alzato la voce o alimentato quel clima rissoso che allontana
i cittadini dalla politica e anche nei momenti più difficili ho
continuato a lavorare.
Un sindaco che viene eletto direttamente sulla base di un
programma, ha il dovere di rendere conto a tutti i cittadini in
primo luogo di come ha assolto a quel mandato.
Cinque anni per ritornare grandi, questa era una delle proposte,
sono consapevole che questo obiettivo non è stato centrato
pienamente e di questo mi scuso, ma ho la serenità e la
tranquillità di avercela messa tutta, di aver lavorato
duramente.
La città si è rimessa in cammino: oggi occorre continuare un
lavoro, occorre continuare a cambiare. Oggi per questo serve un
Patto per la città con i cittadini, serve uno scatto di
partecipazione di orgoglio.La consapevolezza che la nostra bella
città, pur con le sue mille ferite , può farcela.
La svolta che dobbiamo auspicarci sta nel fatto che chi riceverà
l'onere e il grande onore di rappresentare la città sappia
riannodare i fili di tante delusioni e aspettative,ricondurre le
tante energie che ci sono e le tante ingiustizie e sofferenze
che vivono in una realtà del sud come la nostra, in questo nuovo
Patto che metta al bando le polemiche e le chiacchiere inutili e
dia continuità a quella politica del fare che è l'unica
possibilità per dare una prospettiva seria alla città dove noi,
le nostre famiglie e i nostri giovani viviamo.
Il Sindaco
Salvatore Vozza
Il documento 2005-2010 con castellammare
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