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Boscoreale
"Vivere nella strada": progetto di ed.stradale
E’ entrato nel vivo da quest’oggi la terza annualità del
progetto “Vivere nella strada”, laboratorio pilota di educazione
stradale, realizzato in rete da un gruppo di scuole dell’area
vesuviano/stabiese/sorrentina: I.C, “Salvati” di Castellammare
di Stabia, Istituto Secondario di I grado “Maiuri” di Pompei,
Istituto Secondario di I grado “Scarlatti” di Vico Equense,
I.S.A. “De Chirico” di Torre Annunziata, e dalla scuola capofila
“Scuola Polo”, I circolo didattico di Boscoreale diretto da
Patrizia Porretta.
Presso l’auditorium del I circolo di Boscoreale si terranno due
giornate formative, e si affronteranno, con la partecipazione di
autorevoli relatori esperti della materia, e con il
coinvolgimento di alunni, docenti, genitori e associazioni,
tutti i temi correlati all’educazione stradale.
Il progetto, che è in rete regionale e prevede il coinvolgimento
complessivo di settanta scuole primarie e secondarie di I e II
grado della Regione Campania, tutte insistenti in aree a rischio
e con forti flussi immigratori, è sostenuto dall’Ufficio
Scolastico Regionale, dalla Prefettura di Napoli e
dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Boscoreale.
“Vivere nella strada” nasce dall’esigenza di incidere
nell’assetto sociale locale influendo sul disagio giovanile, nel
rispetto del principio della legalità, e l’educazione stradale è
una delle educazioni volte alla promozione della convivenza
civile oggi indispensabile nelle relazioni sociali.
“Se si considera la strada come ambiente di vita e la scuola
come una fondamentale agenzia educativa -ha affermato Patrizia
Porretta, dirigente scolastico del primo circolo didattico di
Boscoreale-, si può dire che l’educazione stradale rappresenta
un esempio di interazione tra il modello educativo istituzionale
e la vita quotidiana. Uno strumento per l’assunzione di un
modello culturale e formativo consapevole e valido per l’intera
esistenza dell’uomo. Il nostro intento – ha spiegato Patrizia
Porretta-, tenendo conto delle caratteristiche che i destinatari
del progetto assumono, è anche quello di formare giovani
consapevoli del senso di responsabilità personale e sociale e
della conoscenza e del rispetto della norma intesa come valore
etico-sociale”.
Il progetto, in particolare, mira a formare l’alunno ad un
“saper dire, saper fare e saper essere cittadino” per una
società futura più solidale, e far sì che gli allievi imparino
cosa significa “vivere nella strada” nel rispetto dell’ambiente,
conoscendo le norme giuridiche stradali, interiorizzando la
cultura della sicurezza stradale, rafforzando l’azione di
prevenzione e valorizzando i vincoli di solidarietà sociale. Con
approdo finale all’acquisizione di competenze, conoscenze e
abilità inerenti: l’ambiente stradale e la sua vivibilità; la
qualità dei servizi e degli spazi urbani di vivibilità e di
crescita; la padronanza del proprio comportamento motorio
nell’interazione con l’ambiente; segnali stradali; il
comportamento del pedone, del ciclista, del motociclista e
dell’automobilista; le norme che regolano la circolazione e la
sicurezza sulla strada, le norme sulla prevenzione e la
responsabilità giuridica.
Altro momento pregnante dell’attività progettuale sarà, nel
corso del mese di aprile, un incontro organizzato dalla
Prefettura di Napoli per illustrare agli alunni le finalità
dell’Osservatorio sull’incidentalità stradale. Tre alunni, con
libera elezione, saranno chiamati a far parte, come membri
onorari, della Conferenza prevista dall’Osservatorio stesso.
I risultati delle attività progettuali saranno: realizzazione di
cartellonistica per le scuole primarie; drammatizzazione di un
tema inerente all’educazione stradale realizzazione di un
cortometraggio per le scuole secondarie di I grado;
realizzazione di un videogioco o di un cortometraggio o di un
cartone animato per le scuole secondarie di II grado.
“Siamo come sempre al fianco delle istituzioni scolastiche del
territorio per sostenere ogni azione educativa che tende a
diffondere la cultura della legalità e del vivere civile – ha
spiegato Alfonso Cirillo, assessore all’istruzione-. Il progetto
s’inserisce a pieno titolo nell’ambito delle attività promosse
dall’amministrazione che ha individuato il corrente anno
scolastico quale anno della legalità e sicurezza”.
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