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Libri
Il Corteo di Dario Tesser
Dario Tesser è nato nel 1941 a Treviso dove tuttora risiede.
Laureato in Scienze politiche è giornalista pubblicista, ha
scritto numerosi racconti per alcuni quotidiani del Nordest,
si è occupato, inoltre, di gastronomia e di sport. Debutta
nella scena letteraria con un volumetto di poesie, edito nel
1978 per i tipi della editrice Canova: Umanamore. Nel 1985
pubblica Alvimar, romanzo ambientato tra le due guerre
mondiali in una città di provincia del nord Italia. Il
secondo romanzo pubblicato, L'Amore esauriente, ha riscosso,
come il primo, un buon successo di critica e di pubblico. Il
quarto volume, A Proposito del Cavallo, è un manuale di
tecnica equestre. Tesser è, infatti, istruttore di
equitazione e quando non lavora ai suoi libri, si occupa,
con grande passione, dell'addestramento di cavalli e cavali
Nuovo libro di Dario Tesser
Il Corteo
Il breve spostamento giornaliero in treno per raggiungere il
posto di lavoro è scombinato dall’inaspettata assenza di
Flora, abituale compagna di viaggio. Altri pendolari salgono
su quel treno ma, probabilmente per la prima volta, Beppi li
osserva in modo diverso. Interessandosi ai loro discorsi
intuisce qualcosa delle loro vite e rivede in modo critico
la sua esistenza consumata stancamente cercando di evitare
ogni più remoto coinvolgimento.
Scansando con caparbietà qualsiasi situazione che lo
obbligasse a un esame di sé, ha conquistato un tranquillo
quieto vivere che pure non l’ha soddisfatto come si
attendeva. Le molte disillusioni a cui, durante il viaggio
coatto, torna ripetutamente con la memoria, non lo hanno
tuttavia mai scosso tanto da indurlo a ribellarsi.
Stavolta però la sopportazione di un se stesso perennemente
indeciso lo disgusta e la voglia di scrollarsi di dosso
l’apatia lo incalza sempre più causandogli un desiderio
forte di reagire in qualsiasi modo. Beppi, studente
lavoratore, giovane uomo probabilmente qualunquista comunque
irresoluto, cerca di capire come e dove può o vuole
schierarsi. Siamo sul finire degli anni ’70 e si ripresenta
qui, pur con modalità diverse, il disagio giovanile del ’68:
un lungo periodo nel quale l’inquietudine endemica della
gioventù di allora porta alla non consapevolezza dei ruoli e
provoca il profondo malessere del protagonista del romanzo.
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