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Libri
Rumore di passi nei giardini imperiali
Il nuovo avvincente romanzo di Alberto Liguoro
Pubblichiamo una riflessione sui modelli, o meglio sui
metodi, della scrittura del nostro amico e collaboratore
Alberto Liguoro. La riflessione, che è anche invito ad un
dibattito che il Parlamentare sarà lieto di ospitare, segue
di pochi giorni la pubblicazione dell’ultimo romanzo di
Alberto Liguoro: RUMORE DI PASSI NEI GIARDINI IMPERIALI,
edito da Maremmi Edirori, Firenze (pagg. 384, euro 24,80;
cod. ISBN 9788851715595). Un romanzo di fantascienza, ma
soprattutto un (un altro) profilo dello spirito umano come
Alberto sa offrire nei suoi scritti. Per chi non lo sapesse,
Alberto “nasce” (professionalmente) come magistrato. Poi,
dopo molti anni di lavoro eccellente, “cambia posto” e – per
dirla con Brecht – si va a sedere dalla parte del torto
(idealmente) lasciando la magistratura per l’avvocatura.
Infine, pur continuando il lavoro forense, si immerge nella
poesia e nella narrativa. Questo dimostra diverse cose ma
una soprattutto: chi si ostina, aristotelicamente, a cercare
l’Uomo parte dalla giustizia, passa per il diritto e approda
alla fantasia.
DELLO
SCRIVERE DEL FUTURO e DEL PASSATO
di Alberto Liguoro
Ammettiamo che io volessi scrivere un romanzo ambientando la
storia a New York nel 2035, descriverei una New York senza
le Twin Towers e con il ponte di Brooklyn; chi invece lo
avesse fatto prima dell'11.9.2001 la avrebbe descritta con
le 2 Torri. Se fosse abbattuto il ponte di Brooklyn e
sostituito con un altro ponte più moderno, o fossero
aggiunti altri grattacieli entro, diciamo, il 2020, lo
scrittore di epoca successiva descriverebbe la stessa città
nel 2035 senza più il suddetto ponte, con altri ponti e
altri grattacieli, e così via. Alla fine, nel reale ed
effettivo anno 2035 chi volesse riconsiderare tutte le
precedenti descrizioni della città proiettate nell'anno 2035
(escludendo i rimaneggiamenti successi, in relazione agli
eventi, che sono, secondo me, nient'altro che squallide e
banali manipolazioni perché contraddicono la vita e la
storia che si fa anche con le ipotesi rivelatesi infondate)
vi troverebbe una gamma oltremodo differenziata di
descrizioni e, probabilmente, la città come si presenta ai
suoi occhi sarebbe ancora diversa da come è stata
precedentemente descritta. Nello stesso tempo, anno 2035, la
stessa città con topografie e geografie tutte diverse e
contemporaneamente esistenti, che si sovrappongono. Questo
che cosa vuol dire? L'annullamento dello SPAZIO perché ci si
può collocare, nello stesso momento, e nello stesso luogo,
in ambiti diversi. Ma, vedendo il fenomeno da un altro
angolo di visuale, c'è anche un annullamento del TEMPO
perché la città: NEW YORK 2035 sarebbe, in realtà una N.Y.2035
di volta in volta attualizzata, ora in epoca antecedente al
settembre 2001, ora in epoca successiva ma antecedente,
nell'ipotesi formulata, al 2010, ora dopo il 2020 e, magari,
prima del 2030, ora nello stesso 2035. Per quanto riguarda i
dialoghi, i rapporti ecc. viene, a sua volta, proiettato nel
FUTURO, il contesto attuale delle varie epoche effettive di
riferimento, nello scrivere o nel fare un film. Valgono qui
le stesse considerazioni infra espresse per il PASSATO
(vedi). Costituisce tutto ciò (unitamente a quanto infra) il
prototipo di una dimensione al di fuori del tempo e dello
spazio. Quando si descrive il passato che cosa accade?
Qualcosa di simile. Pensiamo oggi agli anni dell’ultima
guerra, o di quella precedente, agli anni '50, anni '60 ecc.
Se leggiamo qualcosa o vediamo dei film effettivamente
pubblicati o prodotti in quei periodi, dobbiamo riconoscere
che sono completamente diversi da quelli di oggi riferiti
alle varie epoche, nel linguaggio, nei dialoghi, nei
rapporti di vario genere tra le persone, negli ideali, negli
standard sociali. Questo è inevitabile e istintivo, a poco
varrebbe distorcere il pensiero per farlo combaciare,
sarebbe un'operazione di bruttura immediatamente evidente.
Si tende semplicemente, più o meno, a non essere
anacronistici. Se andiamo ancora più indietro nel tempo, ciò
vale ancora di più (mi è capitato di sentire in un film
ambientato nell'Alto Medio Evo la frase: "va bene così! O.K.?"
– questa probabilmente è "spazzatura", ma è per spiegarmi
meglio). Anche nella descrizione dei luoghi, lo stesso
luogo, ormai inesistente o variamente modificato, pur
aiutandosi (a volta) con cartoline o filmati d'epoca, viene
descritto in modi totalmente diversi da vari autori o
registi, in epoche diverse o appartenenti a realtà
socio-culturali diverse. A riprova e riscontro della
effettiva configurabilità di una dimensione, di un mondo, al
di fuori del TEMPO e dello SPAZIO, si consideri, infine,
quanto segue: Chi è in grado, partendo dal PRESENTE; oggi:
Pianeta Terra – anno 2010 secondo la numerazione gregoriana,
1431-1432 secondo quella islamica, 4706-4707 secondo quella
cinese, 2554 secondo quella buddhista e così via, di
stabilire, guardando molti film o leggendo molti libri di
fantascienza (che danno, semmai anche una loro numerazione e
collocazione), di stabilire, rispetto alla collocazione
personale nell'attualità, effettivamente in QUALE EPOCA e in
QUALI LUOGHI della Terra o dell'Universo si svolgono gli
eventi?
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