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Pagani
Scenari pagani: Giobbe Covatta in "Trenta"
Con lo spettacolo Trenta Giobbe Covatta mette nuovamente la sua
comicità al servizio della denuncia. Trenta, infatti, è il
numero degli articoli che compongono la Dichiarazione Universale
dei Diritti Umani, adottata dall'ONU il 10 dicembre 1948.
Articoli che sanciscono la tutela dei diritti individuali,
civili, politici, economici, sociali e culturali di ogni
persona.
Ma per molti quei diritti, infranti ogni giorno, rimangono
sostanzialmente sulla carta.
Con Trenta, così, Giobbe Covatta punta l'attenzione sui diritti
negati. E lo fa con la sensibilità di chi da anni è impegnato in
prima persona per le cause umanitarie: l'attore è testimonial
dell’AMREF (Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca) e
di Save the Children, enti promotori di progetti a sostegno
delle sfortunate popolazioni dell'Africa e dei bambini indifesi
del mondo.
Con una ironia pungente e velata di amarezza, tipica del suo
stile, Covatta racconta il dramma di chi non conosce
l'applicazione dei diritti umani. Analizza i problemi del Terzo
Mondo e le responsabilità della sua povertà. Con durezza e
lucidità, squarcia il velo sui vizi dell'umanità, sui contrasti
imbarazzanti tra i popoli ricchi e i popoli poveri, sulle
ingiustizie che dividono gli uomini in cittadini di serie A e di
serie B.
Si ride con Trenta, ma il riso lascia ben presto spazio
all'amara consapevolezza dei paradossi del mondo. La comicità
dell'attore si intreccia con l'impegno civile, allo scopo di far
volgere l'attenzione a quanto, il più delle volte, si dà per
scontato e di far riflettere su chi diritti non conosce. Non
stupisce, così, che lo spettacolo abbia ottenuto lo speciale
patrocinio della sezione italiana di Amnesty International.
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani fu scritta
sessanta anni fa, all'indomani di una fase buia della storia,
con la speranza di voltare pagina e di scriverne una nuova per
il futuro. La sensazione, però, è che oggi quei diritti
rappresentino solo dei nobili principi. Troppe volte mai
applicati.
Autore versatile e poliedrico, che ha saputo declinare la
propria comicità attraverso il teatro, il cinema, la televisione
e l'editoria, Giobbe Covatta, alias Gianmaria Covatta, nasce a
Taranto nel 1956, ma si trasferisce ben presto a Napoli. La sua
carriera di comico comincia nel 1987 sul canale Odeon Tv con il
programma Una notte all'Odeon. Nel 1988 debutta in Rai con
Tiramisù. Seguono Fate il vostro gioco e Chi c'è c'è. Ma il
grande successo di pubblico arriva con il Maurizio Costanzo
Show, che gli concede la fama nazionale.
L'esordio a teatro è del 1991, con lo spettacolo Parabole
Iperboli. Tre anni dopo, realizza, con la collaborazione di
Greenpeace, Aria Condizionata, sul tema della salvaguardia delle
balene. Poi è di nuovo in scena con Primate Assoluto, Io e Lui
(assieme a Vincenzo Salemme e Francesco Paolantoni) e Art.
Grande successo riscuote Dio li fa e poi li accoppa, cui segue
il bis, Dio li fa...Terzo millennio. A partire dal 2001 è di
nuovo in teatro con con la commedia Double Act, Corsi e ricorsi,
ma non arrivai, Melanina e Varechina, uno spettacolo che
affronta il rapporto fra Africa e mondo occidentale, e Seven.
Covatta ha lavorato anche al cinema, interpretando ruoli in
Pacco, doppio pacco e contropaccotto, Camere da letto e Muzungu
- Uomo bianco.
Tante negli ultimi anni le apparizioni in tv in programmi come
L'Ottavo Nano, Zelig, o nella serie televisiva Mediaset, Medici
Miei.
Con il libro Parola di Giobbe, una divertente rivisitazione
della Bibbia, Covatta intraprende una fortunata carriera di
scrittore, che lo porta poi a pubblicare Pancreas - Trapianto
del libro Cuore, Sesso? Fai da te! e Dio li fa e poi li accoppa,
tratto dal suo omonimo spettacolo.
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