Scafati A
Scafati con Ayala e Di Meo
Scafati, Lunedì 18 Gennaio 2010 – Due pubblicazioni a confronto,
un unico obiettivo: offrire una panoramica sui risvolti morali e
sociali di un fenomeno come quello della legalità. E’ quanto è
emerso dal confronto-dibattito tenutosi sabato scorso
all’Auditorium della Biblioteca Comunale nell’ambito della
rassegna promossa dall’amministrazione scafatese ‘Culturalmente
a Scafati’.
Un confronto che, grazie all’intervento del magistrato Giuseppe
Ayala, del giornalista Simone Di Meo e del professor Francesco
D’Episcopo, ordinario di Letteratura Italiana presso
l’Università Federico II di Napoli, ha coinvolto anche gli
studenti delle scuole della provincia di Salerno e Napoli,
analizzando gli strumenti e le difficoltà nell’educare e formare
i giovani cittadini al concetto di legalità.
Nel corso del dibattito, Giuseppe Ayala, autore di “Chi ha paura
muore ogni giorno”, e Simone Di Meo, autore di “Faida di
camorra”, a partire dalla pagina storica nella lotta dello Stato
contro la criminalità che ha visto il sacrificio di Falcone e
Borsellino, e ripercorrendo la spaventosa faida di camorra tra
il clan del boss latitante Paolo Di Lauro e il gruppo degli
"spagnoli" che ogni giorno affligge la terza metropoli italiana,
hanno offerto rilevanti spunti di riflessione.
“La vicinanza del magistrato Ayala alle vicende che hanno
segnato la vita e la battaglia di legalità del giudice Falcone –
ha dichiarato il Sindaco Pasquale Aliberti – ha costituito un
valore aggiunto al dibattito, offrendo uno spaccato di verità
incentrato sulla lotta alla legalità condotta da uomini
coraggiosi, il cui sacrificio ha lasciato una traccia indelebile
nella nostra memoria di cittadini rispettosi delle regole. E’
con grande orgoglio, pertanto, che la rassegna ‘Culturalmente a
Scafati’ si attesta polo della legalità”.
I PROTAGONISTI DEL DIBATTITO
GIUSEPPE AYALA magistrato, è entrato a far parte del nascente
pool antimafia nel 1982. A parte l’attività istruttoria, ha
sostenuto l’accusa nei più significativi processi istruiti dal
pool dell’Ufficio Istruzione guidato da Antonino Caponnetto, e,
in particolare, nel c.d. Maxiprocesso, celebratosi avanti la 1°
Corte d’Assise di Palermo dal febbraio 1986 al dicembre 1987 a
carico di 475 imputati. All’ inizio del 2007 è rientrato in
Magistratura con l’incarico di Consigliere presso la sezione
penale della Corte d’Appello dell'Aquila, dove attualmente
svolge le sue funzioni.
SIMONE DI MEO napoletano, classe 1981, giornalista
professionista, è laureato in Scienze della Comunicazione. Ha
lavorato presso quotidiano «Cronache di Napoli» ed il network
televisivo “Italiamia”, occupandosi dei principali fatti di
cronaca nera e giudiziaria e, in particolare, delle guerre di
camorra degli ultimi anni.