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Nola
Il Comune aderisce alla fondazione "G.Bruno"
Formalizzata l’adesione del comune di Nola alla Fondazione “G.
Bruno”. Verranno stanziati i fondi nel bilancio di previsione
2010
Il 16 febbraio la “cena delle ceneri” dell’associazione nolana
“G. Bruno”. Il 17 convegno con Michele Ciliberto e Giuliano
Montaldo
NOLA – Con la seduta di consiglio comunale svoltasi ieri sera
nel palazzo di città si iniziano a ricomporre i tasselli di una
situazione anomala che ha caratterizzato negli ultimi tempi
l’amministrazione della città bruniana, all’indomani della
anteprima della biennale dedicata al filosofo degli eroici
furori, che ha visto riuniti a Nola i massimi studiosi mondiali
di Giordano Bruno. In occasione, nel giugno scorso, del rinnovo
delle cariche elettive dell’ente di piazza Duomo e della
provincia di Napoli, il consiglio di amministrazione della
Fondazione “G. Bruno”, presieduto da Michele Mezza, rassegnò le
dimissioni e denunciò la situazione di stallo in cui versava la
Fondazione stessa, con il pericolo di non riuscire a programmare
per tempo le attività della prima biennale bruniana per mancanza
di fondi. “C’è una politica dormiente che tra il dire e il fare
mette di mezzo il mare – dichiarò Mezza durante la cerimonia del
Premio Felix nel novembre scorso – C’è bisogno di un
investimento concreto ma soprattutto di un contesto, di una
strategia, di una organizzazione, di una politica culturale,
tutte cose che in questa città dormono. Intorno a noi abbiamo
trovato il deserto”. Sotto accusa, quindi, finì il comune di
Nola e l’ente di piazza Matteotti che si erano impegnati a
versare i fondi necessari per l’anno 2009. Fondi che non sono
mai giunti nelle casse della Fondazione nata nel settembre del
2008 dalle ceneri del Parco Letterario “G. Bruno”. Quest’ultimo,
a sua volta, ha visto la luce dieci anni prima, utilizzando
fondi regionali ed europei (per un importo di circa un miliardo
e trecento milioni delle lire di allora) per la valorizzazione
di Castel Cicala e del territorio circostante, dove è nato il
filosofo nolano. La neo Fondazione prende le mosse da un accordo
fatto tra la regione Campania, la provincia di Napoli e il
comune di Nola, a cui però gli enti di piazza Duomo e piazza
Matteotti non hanno mai aderito esplicitamente, attraverso un
atto deliberativo. Una anomalia a cui poi si è aggiunta la
contemporanea presenza del comune di Nola nella omonima
Fondazione “G. Bruno”, nata all’inizio degli anni ’90 proprio
per volere dell’ente di piazza Duomo e che non ha mai ricevuto
il riconoscimento giuridico. Una Fondazione “non fondazione”,
dunque, caratterizzata nel tempo da forti contrasti interni
sulla gestione. Infatti, l’ultimo consiglio di amministrazione,
nominato con decreto dall’allora sindaco Felice Napolitano,
presieduto da Mimmo Falco, ebbe vita breve. L’intero cda si
dimise dopo pochi mesi, ad eccezione del presidente Falco, che
fu poi rinominato, insieme ad Alfonso Porciello (sempre con
decreto sindacale e non con atto deliberativo del consiglio
comunale) nella neo Fondazione “G. Bruno”. Una matassa, quindi,
a cui ha posto rimedio il civico consesso dell’Ente di piazza
Duomo nella seduta di ieri sera, deliberando con i voti della
sola maggioranza rimasta in aula la fuoriuscita dalla Fondazione
“Giordano Bruno” tutta comunale e il relativo ingresso
nell’attuale Fondazione, composta da comune, provincia e
regione. “Abbiamo finalmente posto rimedio ad una carenza
prodotta dalla passata amministrazione – ha dichiarato il
sindaco Geremia Biancardi – Una scelta importante che evita,
all’origine, ogni ambiguità sul ruolo che è destinato ad
assumere la Fondazione, quale punto di riferimento per la
promozione delle attività culturali che abbiano una sicura
ricaduta in città e sul territorio, con il coinvolgimento anche
delle giovani generazioni. Siamo sulla linea della continuità
delle tante e positive iniziative che in città si sono
susseguite nel corso degli anni, nel segno del pensiero libero
di Giordano Bruno. Con il prossimo bilancio di previsione – ha
annunciato il primo cittadino – saranno appostati anche i fondi
necessari per la gestione della Fondazione. Purtroppo anche
questa situazione è un ‘lascito’ di chi ci ha preceduto, che non
aveva inserito in bilancio i fondi necessari. Provvederemo in
tempi rapidi a rimettere in moto la Fondazione. Con noi sono
finiti i tempi bui”. Un passaggio di correttezza e trasparenza
amministrativa che indirizza la Fondazione sul percorso della
linearità di programmazione e gestione, che fa seguito
all’impegno assunto dal sindaco, nella seduta del consiglio di
amministrazione dell’ente bruniano, dello scorso 29 dicembre.
Tra venti giorni intanto ricorre il 410^ anniversario del rogo
di Giordano Bruno. L’amministrazione comunale sicuramente
deporrà, come ogni anno, la consueta corona d’alloro presso il
monumento al filosofo nolano, sito nell’omonima piazza, mentre
l’associazione nolana “G. Bruno” (nella foto i soci), fondata il
17 febbraio 2009 e presieduta da Paolino Fusco, il prossimo 16
febbraio, sull’eremo dei Camaldoli, terrà la “cena delle
ceneri”. Il giorno seguente è previsto, sempre a cura della
associazione suddetta, un convegno su Giordano Bruno con la
partecipazione del filosofo Michele Ciliberto e del regista
Giuliano Montaldo. Infine, il 17, 18 e 19 aprile prossimo –
giorni che dovevano essere dedicati alla prima biennale e al
certame bruniano, eventi che non si terranno quest’anno – sono
previsti degli incontri con i vincitori dei precedenti certami.
Sempre il 19 aprile ci sarà un convegno su Giordano Bruno con la
partecipazione dei filosofi Biagio De Giovanni e Nuccio Ordine,
lo storico Giuseppe Galasso, Franca Rame e Michele Mezza.
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