 |
Europei U21
L'Italia batte la Svezia
Potrebbe essere la vittoria della svolta. Potrebbe ripartire da
qui, dal 2-1 rifilato alla Svezia, l’Europeo dell’Under 21.
“Ancora non abbiamo fatto niente, perciò testa bassa e spalare”:
Casiraghi smorza i facili entusiasmi, ma si vede lontano un
miglio che è al settimo cielo. Perché la giovane Italia ha
dimostrato di essere una squadra vera, riuscendo ad imporsi
contro i padroni di casa nonostante abbia giocato ben 52’ in
inferiorità numerica per l’espulsione di Balotelli; perché
adesso l’Under guida il girone con quattro punti, la Svezia è a
3, ma si deve ancora giocare Serbia-Bielorussia; perché la
partita del “dentro o fuori” è terminata nel migliore dei modi e
consente agli Azzurrini di continuare il loro cammino e di
mantenere intatti gli obiettivi. “Ma c’è ancora la Bielorussia”,
incalza Casiraghi, che evidentemente conosce bene i suoi “polli”
e sta bene attento a dosare bastone e carota. “I ragazzi sono
stati splendidi, bravissimi – concede il tecnico – e guardate
che non era facile giocare questa partita 10 contro 11. Abbiamo
sofferto, ma abbiamo vinto. Se hanno tirato fuori quel carattere
che abbiamo visto, vuol dire che la mia sta diventando una
squadra vera”.
Una vittoria sofferta, ma meritata. Firmata dai gol di Balotelli
e Acquafresca, voluta e cercata però da tutto il gruppo.Casiraghi
manda in campo la stessa formazione che ha pareggiato con la
Serbia, arretrando però la posizione di Giovinco alle spalle dei
due attaccanti Balotelli e Acquafresca. Inizio in sordina per
gli Azzurrini che pasticciano al 1’ con un retropassaggio
azzardato di Bocchetti, ma gli svedesi non approfittano del
regalo. Al 2’ Lustig di testa in anticipo su De Ceglie, ma il
pallone finisce fuori.
Reagisce subito, l’Italia. Che in meno di 15’ minuti crea due
occasioni da gol: la prima al 5’ con Bocchetti che spedisce alto
sulla traversa, la seconda al 18’ con Acquafresca che si avventa
di testa su un preciso cross di De Ceglie, ma Dahlin para in due
tempi. E’ l’Under che conosciamo, spregiudicata in attacco,
tutta grinta e carattere. Ed è bella la partita, intensa, in uno
stadio che tifa Svezia, padrona di casa di questa competizione.
Per niente intimoriti dal fattore campo, gli Azzurrini
colpiscono duro al 23’ con un gol-gioiello di Mario Balotelli.
Perfetto l’assist di Giovinco, l’interista raccoglie, resiste
alla carica dell’avversario, si accentra e affonda in rete con
un destro di precisione e potenza.
Al quinto gol con la maglia azzurra, Balotelli, croce e delizia,
macchia la sua prestazione e quella splendida rete con un
cartellino rosso, al 37’ per fallo su, che rischia di mettere in
seria difficoltà i compagni. E che, senza dubbio, costringe
l’Under ad un duro lavoro di sacrificio nella chiusura degli
spazi, dove gli svedesi, forti fisicamente, cercano di inserirsi
con prepotenza.
Con la squadra in dieci uomini, Casiraghi è costretto a rivedere
il modulo. Ma la ripresa comincia senza cambi da parte del
tecnico azzurro. Dopo un tiro di Cigarini che sfiora la
traversa, la giovane Italia raccoglie i frutti della sua
determinazione. All’8’ pennellata di Sebastian Giovinco su
punizione, in area Acquafresca anticipa tutti di testa e
spedisce il tiro angolato alla destra del portiere. Un raddoppio
più che meritato per gli Azzurrini. Gli svedesi, per la verità,
non stanno a guardare, ma sono meno incisivi e precisi. Finisce
fuori, al 9’, un tiro di Toivonen e al 16’ è bravo Consigli a
parare in due tempi un pallone insidioso.
Al 17’ primo cambio di Casiraghi: Abate al posto di Giovinco. La
seconda sostituzione arriva al 31’, con la Svezia in pressing
disperato. Dentro Ranocchia, fuori Acquafresca: un cambio
dettato dalla necessità di rinforzare la difesa in previsione
dell’assalto finale della Svezia, mentre in avanti l’Italia
attacca senza una punta di ruolo, ma con due esterni molto alti.
Il raddoppio dell’Italia, in realtà, ha stordito la Svezia, che
perde convinzione e attacca alla rinfusa, trascinata dalla forza
fisica piuttosto che dalle idee. E l’Under, al contrario, sembra
esaltarsi. Ma, dopo il terzo cambio (Dessena al posto di
Marchisio), sull’ennesimo pallone buttato dentro, una finta, un
colpo di tacco, poi Toivonen lasciato solo prende palla e
accorcia le distanze. Quattro minuti (tre quelli di recupero)
alla fine, l’Under deve stringere i denti e lo fa. Al triplice
fischio del francese Chapron Casiraghi corre ad abbracciare la
sua squadra.
www.figc.it
|