Guardia di Finanza
Denunciate quattro persone
L’intensificazione del controllo economico-finanziario del
territorio disposta dal Comando Provinciale e dal Gruppo di
Salerno ha consentito ai finanzieri della Tenenza di Cava de’
Tirreni di mettere a segno una nuova importante operazione
contro la piaga dell’usura che affligge la nostra Provincia,
condotta sotto la direzione del Sostituto Procuratore della
Repubblica di Salerno Vincenzo Senatore.
La denunzia di un imprenditore, con attività in loco fino a
quando è stato costretto a lasciarla ed emigrare per cercare
lavoro, ha messo gli investigatori e la magistratura nelle
condizioni migliori per far partire tutta una serie di complessi
accertamenti e articolati riscontri, dai quali è emerso che gli
indagati si sono dedicati in via sistematica, continuativa e
professionale a prestiti di denaro a tasso di usura nei
confronti del malcapitato e, probabilmente, di altri
commercianti o privati, per cifre assai variabili a seconda dei
casi e a tassi d’interesse “personalizzati”, ma sempre
largamente superiori ai limiti di legge, poiché sfioravano anche
il 50% annuo.
Le indagini hanno portato alla luce un frenetico giro di denaro
e altri titoli bancari di vario genere, come assegni e cambiali.
Il metodo utilizzato, scoperto dai finanzieri, è il prestito di
denaro da parte di soggetti a imprenditori in stato di
difficoltà, «agganciati» utilizzando canali «non ufficiali»,
attraverso:
• la contestuale ricezione di assegni postdatati e/o di cambiali
per importi perfettamente equivalenti a quelli anticipati a
titolo di prestito (per eludere attività di indagine e simulare
la restituzione di un normale prestito tra conoscenti);
• la ricezione delle maggiorazioni per gli interessi a mezzo
assegni già compilati e posdatati o cambiali, per importi con
interessi oltre il tasso di usura.
Di fronte alle difficoltà e ai ritardi di onorare i prestiti,
ammontanti con gli interessi a diverse centinaia di migliaia di
euro, puntualmente non sono mancate le minacce di morte anche
verso familiari della vittima.
Le operazioni, particolarmente laboriose in ragione
dell’ampiezza del giro delle attività illecite e del notevole
lasso di tempo considerato (dal mese di gennaio del 2000 al mese
di dicembre del 2006), hanno permesso di scardinare uno
strisciante e infido sistema di prestiti tra la città metelliana
e l’agro nocerino, da parte di gente priva di qualunque scrupolo
a danno di persone in stato di bisogno.
Gli indagati M.G., P.L., R.G. e R.C. conoscenti diretti della
vittima, rischiano diversi anni di reclusione, oltre all’aumento
di pena previsto per le aggravanti del caso e a congrue multe.
La stretta sinergia tra Guardia di Finanza e Autorità
Giudiziaria indica la forte volontà delle Istituzioni di
raccogliere l’allarme sempre più pressante che si leva dalla
società, dalle associazioni, dalle categorie imprenditoriali e
professionali per ristabilire la legalità e diffonderne la
cultura.