Salerno
Recuperato il Castello di Arechi
La sagoma del Castello di Arechi apparirà su tutti gli atti del
neoeletto Presidente della Provincia, On. Edmondo Cirielli, fra
lo stemma e la dicitura “Provincia di Salerno”, identificando il
suo mandato presidenziale.
Prima occasione ufficiale per presentarlo sono gli inviti
stampati in occasione dell’insediamento del nuovo Consiglio
provinciale, che si terrà a Palazzo S. Agostino domani, 3
luglio, alle ore 10.
Si tratta di un riferimento evidente alla città di Salerno,
presidiata dal castello di Arechi, ma intende simboleggiare
tutto il territorio provinciale, costellato di innumerevoli
manieri.
La scelta esprime la volontà di indicare la missione
fondamentale della Presidenza della Provincia, che è quella di
recuperare e valorizzare il nostro patrimonio storico e
culturale.
La valorizzazione dovrà riguardare certamente il c.d.
“patrimonio culturale maggiore” (dai templi di Paestum, a Velia,
alla certosa di Padula, alla Badia di Cava dei Tirreni), ma non
trascurerà anche il c.d. “patrimonio minore”, troppo spesso
abbandonato, che tuttavia ha parimenti la dignità di
testimoniare l’opera creativa dell’uomo nei secoli.
Obiettivo è quello di favorire, nel contempo, un recupero della
nostra identità e di rilanciare la nostra economia attraverso la
crescita dell’attrattiva turistica del nostro territorio.
Cenni storici del Castello di Arechi
Il castello di Arechi di origine medievale, che sorge sulle
ceneri di un castrum romano, assunse grande importanza militare
nell’VIII secolo, con il principe longobardo Arechi II. E’ il
simbolo del potere longobardo nel Mezzogiorno fino al 1077,
quando il principe Gisulfo II si arrese all’assedio normanno di
Roberto il Guiscardo. Molti ampliamenti furono apportati in
epoche successive, dai normanni, dagli angioini e dagli
aragonesi. Dopo un lungo periodo di abbandono in seguito
all’unità d’Italia, il castello divenne proprietà della
Provincia di Salerno che ne cominciò i lavori di restauro dopo
l’alluvione del 1954. Il castello attualmente è costituito da
una sezione centrale protetta da torri, unite tra di loro con
una cinta muraria merlata. Nella zona restaurata è stato
attivato un primo spazio espositivo dei materiali del Catello
(ceramiche medievali e monete), una sala per mostre ed un salone
per conferenze e congressi.