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Angri
Un arresto
Alle ore 02.20 circa del 5 giugno 2009, i Carabinieri della
Stazione di Angri nell’ambito dei servizi per il controllo del
territorio, in via Dei Goti, notavamo una persona, con fare
sospetto, camminare a piedi, la quale, sottoposta a controllo,
riferiva di essere rimasto in panne con la propria autovettura
Fiat Tempra SW che, a suo dire, aveva lasciato parcheggiata poco
distante con due suoi amici, lo stesso privo di documenti
dichiarava di chiamarsi S. D. A seguito delle dichiarazione i
Carabinieri provvedevano a far salire sull’auto di servizio
l’individuo e si portavamo in direzione di via Del Monte al fine
di verificare quanto dallo stesso dichiarato. Percorrevano
quindi via Del Monte e non avendo riscontrato la presenza
dell’autovettura, come dichiarato, ritornavamo in direzione di
via dei Goti ove, invece, incrociavamo, proveniente dal senso
opposto di marcia e quindi marciante, l’autovettura Fiat Tempra
SW, che veniva prontamente fermata e al cui interno venivano
identificati come conducente O. D. 1982 di Arzano e quale
passeggero C.A. 1970 anch’egli di Arzano.
Poiché gli stessi non erano in grado di fornire spiegazioni
plausibili circa la loro presenza in quel centro e a quell’ora
si provvedeva ad accompagnarli in Caserma, al fine di effettuare
i dovuti accertamenti. Tramite interrogazione alla Banca dati
delle Forze di Polizia si accertava che tutti e tre gli
individui erano gravati da precedenti penali e da un controllo
più approfondito emergeva che al sedicente S., unico dei tre
sprovvisto di documenti, corrispondeva l’alias T. A. 1967 che
risultava colpito da ordine di carcerazione. Al sedicente veniva
contestato l’addebito per le sue dichiarazioni ma lo stesso
continuava ad affermare di chiamarsi S.. Poiché era privo di
documenti di identificazione, attraverso l’applicativo
elettronico dell’ archivio segnalati dell’arma dei Carabinieri,
si estrapolavano le foto segnaletiche del T. A. che
corrispondevano alla persona del sedicente; inoltre si appurava
che lo stesso aveva un tatuaggio sulla coscia destra
raffigurante due cuori trafitti da una freccia, corrispondente a
quello indicato sulla scheda segnaletica del T. A questo punto
il sedicente, vistosi scoperto, affermava di chiamarsi T. A.
1967 di Afragola. Al T., che risultava latitante dal febbraio
2009, pertanto, veniva notificato l’ ordine di esecuzione pena
emesso il 25 febbraio 2009 dalla Procura della Repubblica di
Potenza, dovendo espiare un anno, tre mesi e quattordici giorni
di reclusione, per concorso in tentato furto aggravato commesso
in una chiesa a Montemurro (PZ) il 28 giugno 2008. Il predetto è
stato altresì deferito a p.l. per false attestazioni
sull’identità personale e dopo i rilievi – foto dattiloscopici,
è stato tradotto alla casa circondariale di Salerno.
I tre hanno precedenti specifici per furti ed in particolare il
T. già sospettato di fare parte di un gruppo delinquenziale
dedito alla commissione di furti di opere d’arte. Tale
circostanza, unita a quelle temporali e di luogo relative al
controllo eseguito dai Carabinieri di Angri, fanno presupporre
che gli stessi fossero in procinto di commettere furti di opere
d’arte e di antiquariato in zona, magari analogo a quello subito
pochi giorni addietro a Cava dè Tirreni all’interno della Chiesa
“San Nicola” della frazione Pregiato. Gli altri due
pregiudicati, invece, sono stati deferiti a p.l. alla Procura
della Repubblica di Nocera Inferiore per il reato procurata
inosservanza di pena e nei confronti dei tre è stata anche
inoltrata proposta di foglio di via obbligatorio, con divieto di
ritorno in provincia di Salerno.
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