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Mondo
2036: possibile impatto asteroide-Terra
Un
asteroide di 300-400 metri di diametro per 200 miliardi di
tonnellate di peso non lascia tranquilli gli scienziati della
Nasa e i colleghi dell'Agenzia spaziale Russa. Si chiama Aphosis
e sembra che nel 2036 circa si troverà in rotta di collisione
con la Terra con conseguenze devastanti per il genere umano.
Potrebbe liberare un energia fino a 100 mila volte l'esplosione
nucleare su Hiroshima
L'astrofisica Margherita Hack: "Tra le soluzioni, la più
interessante prevede l'invio di un'astronave capace di attirare
il meteorite e di modificare così l'orbita su cui viaggia"
Ma, è realistica la possibilità che un grande asteroide possa
colpirci e provocare la nostra fine? Stavolta non ci riferiamo
alle profezie degli antichi Maya o altri popoli dediti alla
divinazione, ma, a passare notti insonni, in merito a potenziali
"Deep Impact", sono gli scienziati della Nasa concordi con i
colleghi dell'Agenzia spaziale Russa. Colpevole di questo è
l'asteroide Aphosis, che sembra che nel 2036 circa si troverà in
rotta di collisione con la Terra. Se ciò si dovesse verificare
potrebbero esserci conseguenze devastanti per il genere umano.
Questo potenziale "distruttore" di 300/400 metri di diametro e
di 200 miliardi di tonnellate di peso, se dovesse scontrarsi con
la superficie terrestre potrebbe liberare un energia fino a 100
mila volte l'esplosione nucleare su Hiroshima. "Tra le
soluzioni, la più interessante prevede l'invio di un'astronave
capace di attirare il meteorite e di modificare così l'orbita su
cui viaggia" afferma l'astrofisica Margherita Hack. Bisogna dire
però che la probabilità di un vero impatto è dello 0,2 per
cento, pertanto piuttosto remota, ma comunque sufficiente per
obbligare gli scienziati a studiare possibili piani d'emergenza.
Aphopis risulta essere uno dei cento asteroidi che figurano
nella lista della Nasa degli oggetti "a rischio" per il nostro
pianeta. Prende il nome dal dio egizio Apopi che venne
soprannominato appunto il "distruttore" e che, nel continuo
conflitto con il dio-sole Ra, rappresenta lo scontro ancestrale
tra il bene e il male. L'asteroide secondo diversi calcoli
potrebbe schiantarsi in un'area compresa tra l'Arabia e il
Giappone, o tra il Madagascar e la Nuova Guinea, o in Siberia.
Ma potrebbe anche finire nell'oceano Pacifico, tra la California
e le Hawaii. Per Anatoly Perminov, ex-capo dell'Agenzia spaziale
Russa, nel 2029 l'asteroide potrebbe essere così vicino alla
Terra da poter essere individuato anche ad occhio nudo.
Ma venendo ai dati storici, ai fatti realmente accaduti: a
memoria d'uomo, quanti impatti asteroidali si contano nel
passato? Il fenomeno dei meteoriti e delle stelle cadenti, era
già noto agli antichi. Già lo storico latino Plinio il Vecchio
narra che nel V secolo a.C. cadde sugli argini del fiume
Egospotami un corpo del tutto identico a una stella e grande
come un carro. Questi eventi nell'antichità erano visti come
segni divini. Queste pietre celesti venivano custodite e spesso
venerate nei templi di molte città greche o romane. Tutt'oggi la
"pietra nera" alla Mecca viene venerata e, secondo una
tradizione popolare islamica, sarebbe l'occhio di angelo caduto
dal cielo; mentre secondo altri un oggetto divino che alla sua
caduta era bianco e che divenne nero assorbendo i mali terreni.
Ma si parla di caduta di pietre dal cielo anche nel medioevo in
Sassonia e nell'Umbria. Si racconta di una pioggia di meteoriti
a Siena nel giugno del 1974, delle dimensioni da pochi
milligrammi a 3 kg di peso: questo avvenimento fu il primo ad
essere documentato e studiato in modo scientifico. Nell'aprile
1803 accadde invece in Francia nel comune de L'Aigle. In diverse
altre località del nostro globo comunque, troviamo narrazioni di
cadute di oggetti stellari. Per arrivare a quello che fu
probabilmente l'impatto più catastrofico della storia moderna,
nel 1908 in Tunguska una località della Siberia: si verificò un
evento disastroso a causa dell'esplosione di un asteroide
sassoso (ad un'altezza di circa 8 km dalla superficie) di
notevole dimensione, stimata dai 30 ai 100 metri di diametro, e
che abbatté più di 60 milioni di alberi su 2150 chilometri
quadrati. Il rumore dell'esplosione fu udito a 1000 chilometri
di distanza. L'onda d'urto fece quasi deragliare alcuni convogli
della Ferrovia Transiberiana a 600 km dal punto di impatto. Vi è
poi il celebre "Meteor Crater" in Arizona, che si suppone sia
stato prodotto da un asteroide di composizione metallica di una
trentina di metri di diametro, caduto probabilmente intorno ai
50.000 anni fa. Il cratere presenta un diametro di oltre un
chilometro e una profondità di circa 200 metri. Mentre per quel
che concerne l'ipotesi che un meteorite possa colpirci
direttamente, ci sarebbero soltanto due casi conosciuti nei
quali si sono verificati danni: nel 1911 un cane egiziano rimase
ucciso (unica vittima registrata) a Nakhla; mentre nel 1954 in
Alabama (USA) un meteorite di circa 4 kg si creò un varco nel
tetto della casa è ferì in maniera lieve la signora Elizabeth
Hodges nel suo soggiorno, dopo essere rimbalzato sulla radio. |