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Casalnuovo
Crak
Spadaro: sei denunce per bancarotta e falso in bilancio
Sei
persone denunciate per bancarotta fraudolenta, falso in
bilancio, false fatturazioni, ricettazione, simulazione di
reato.- Queste le risultanze dell'inchiesta portata avanti dalla
guardia di Finanza di Casalnuovo e coodinata dalla Procura di
Nola. Nella rete della giustizia sono finiti Giuseppe Spadaro
agli arresti domiciliari, Arturo Spadaro, marino Del Giudice,
Raffaele Bruno, Olga peluso, e Nicoletta Cioffi per i quali è
stato applicato il divieto di dimora a napoli ed in provincia.
Pr quattro indagati è stato disposto il sequestro di beni
immobili, disponibilità quote di società per un valore di quasi
10 milioni di euro.
Le indagini sono risultate complesse per le modalità utilizzate
nella commissione dei reati. Attività illecite rese ancor più
ingarbugliate per il concorso di professionisti. La società
finita nel mirino degli investigatori è la Spadaro Spa, società
per azioni capofila di una catena di negozi specializzati nel
commercio di elettrodomestici ed Hi-Fi, che è stata dichiarata
fallita nel marzo del 2009, con un passivo appurato di 50
milioni di euro. Quello che ha insospettito gli inquirenti sono
state delle denunce per due furti subiti presso altrettanti
magazzini, presentate dal liquidatore della società, senza
specificare la quantificazione della merce sottratta e le
modalità utilizzate per l'esecuzione dei furti. Dalla verifica
della documentazione contabile e bancaria, e dalle susseguenti
intercettazioni telefoniche, i finanzieri hanno potuto accertare
le gravissime irregolarità contestate: giacenze di magazzino
inferiori a quanto dichiarato in bilancio, e disponibilità di
cassa superiori alle reali. Gli ammanchi erano dovuti a vendita
in nero ed al fatto che non tutti gli introiti transitavano
nelle casse della società, perchè dirottate su altri conti
correnti. I furti denunciati avevano il compito di giustificare,
in caso di inventario, gli ammanchi di merce. Creata ad hoc
anche una società cartiera, intestata ad un prestanome, che
aveva il compito i emettere fatture per operazioni inesistenti n
ei confronti della Spadaro Spa, per creare dei costi fittizi che
giustificassero prelevamenti di denaro, e di emettere fatture da
portare in banca per l'anticipo o lo sconto, per ottenere
liquidità. Fondamntale per l'inchiesta l'aver recuperato i dati
all'interno dei computer che erano stati formattati dopo la
prima verifica della Guardia di Finanza. Un'operazione
informatica complessa che è riuscita a ripristinare i dati nei
PC, e appurare una distrazione di beni per un valore di 12
milioni di euro, esposizioni in bilancio per 5 milioni e 400
mila euro, pagamenti in danno dei creditori per 4 milioni e 500
mila euro. La distruzione delle scritture contabili
obbligatorie, l'emissione e l'utilizzo di fatture inesistenti
per 11 milioni di euro. |
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