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Medicina
Nuove normative per l'accesso ai farmaci
Con
la Determinazione 1875 del 19/05/2010, che disciplina le nuove
modalità di erogazione dei farmaci classificati in fascia H, i
pazienti affetti da malattie rare in cura presso il Policlinico
“A. Gemelli", saranno obbligati a recarsi presso il Policlinico
Umberto I, Centro proscrittore e l’Ospedale Bambin Gesù, Centro
di riferimento regionale, per ricevere il trattamento di cui
necessitano.
Lo stesso vale per altri presídi dove, prima della nuova
normativa, i c.d. “farmaci orfani “ (tra cui il Replagan per i
malati di Fabry, il Firazyr per l’Angiodema ereditario, etc…)
venivano regolarmente somministrati ai pazienti, ma le cui
farmacie hanno già sospeso gli ordini demandando questa attività
ai centri di riferimento regionali.
In pratica, se ci si dovesse attenere alla normativa, i pazienti
di tutto il Lazio dovrebbero recarsi al centro di riferimento
ogni 2 settimane per ricevere l’infusione. Tutto ciò è
assolutamente irrazionale: il Policlinico Umberto I non essendo
specializzato in patologie rare, si è sempre limitato ad erogare
i certificati di esenzione; mentre è difficile ipotizzare che il
Bambin Gesù, da solo, possa sobbarcarsi un tale onere ed
organizzare un così imponente carico di lavoro.
Il Segretario Nazionale e Responsabile dell’Osservatorio per la
Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “G. Dossetti:
i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti”, Claudio Giustozzi, ha
dichiarato:
<< La Determinazione 1875, rende praticamente inaccessibili i
farmaci ai malati rari. La situazione ha toccato già livelli
allarmanti: l’ospedale “A. Gemelli” dispone di medicinali solo
fino a metà agosto; il S. Spirito ha già interrotto le
somministrazioni; le ordinazioni del farmaco Firazyn per la cura
dell’Angiodema ereditario sono già state bloccate.
L’interruzione delle cure può avere effetti imprevedibili sulla
salute dei pazienti, i quali, nel caso in cui dovessero essere
costretti a spostarsi da una qualsiasi città del Lazio verso
Roma, rischierebbero ulteriori danni, diretti ed indiretti, tali
da compromettere irrimediabilmente lo stato di salute dei
pazienti>>.
Su questo tema, l’Associazione “G. Dossetti: i Valori”, da anni
impegnata nella tutela del diritto alla salute dei malati rari,
chiede che si torni alla normativa precedente e che si creino
centri erogatori il più possibile vicini al domicilio del
paziente. La riorganizzazione sanitaria non può non tener conto
dei bisogni del malato e della necessità di una maggiore
umanizzazione delle cure.
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