|
Agro Nocerino
Uomini, politici e "mercanti". Destra o sinistra nessuna
differenza.
Salta
un'altra amministrazione comunale, a conferma di una politica
malata che, chiamata ad amministrare per consesso popolare, si
ritrova divisa tanto da determinare la fine anticipata di un
sindacato. E' l'ultimo caso in ordine di tempo ha interessato il
comune di Nocera Inferiore; sedici consiglieri comunali hanno
firmato la sfiducia ad Antonio Romano, decretando con due anni
d'anticipo la fine del suo mandato. Una maggioranza in crisi
dal novembre dello scorso anno, non si è più ritrovata sulla
linea del sindaco, e pur approvando il bilancio di previsione,
ha deciso, insieme alle opposizioni, di chiudere una parentesi
amministrativa durata otto anni. Decisivo il ruolo dell' UDC nel
determinare il “ribaltone”. Dunque Nocera Inferiore si prepara
ad un periodo di commissariamento, ma la scure della sfiducia
imperversa in tutto l'agro nocerino. Due giorni fa è toccato a
Salvatore Pauciulo, primo cittadino di Corbara, subire la
sfiducia in consiglio con la bocciatura del bilancio di
previsione. A Sarno Amilcare Mancusi non è messo meglio. Il
clima è teso; i contrasti con i gruppi di riferimento ad Odierna
e Annunziata, potrebbero risultare decisivi sul futuro
dell'attuale amministrazione. Lunedì ennesima seduta di
consiglio, con un' ultima chance per ricucire strappi e
fratture; votare il bilancio discutendo prima sui 40 emendamenti
presentati, e formare poi la nuova giunta nel rispetto dei
mutati equilibri politici. Nell'analisi generale la politica è
in degrado; costruisce e cancella le volontà popolari per giochi
di squadra o di potere che non sempre giustificano un atto grave
come la sfiducia di un sindaco, contribuendo a rallentare
ulteriormente lo sviluppo delle nostre città. Crisi
amministrative che non hanno risparmiato nessun comune; tre anni
fa Angri fu commissariata per mano della stessa coalizione di
governo che sfiduciò Gianpaolo Mazzola defenestrato dalla sua
stessa maggioranza. Un elemento inquietante che è divenuto una
costante e che si ripresenta puntualmente. A Pagani si soffre:
un bilancio di previsione approvato a fatica per evitare il
commissariamento di Palazzo San Carlo, la crisi di identità di
un consiglio che con la vicenda giudiziaria che ha interessato
Gambino, ha smarrito orientamenti ed intese. Una giunta da
rimodulare scegliendo la strada delle larghe intese, per
giungere ad uno scioglimento pilotato in gennaio e poi al voto.
Un centro destra che in teoria possiede tutti i numeri per
governare, subisce il febbre del potere, fagocita se stesso,
perdendosi in frantumazioni e personalismi, dimenticandosi che
la politica è al servizio del popolo e non viceversa. Una
variazione della normativa aiuterebbe, certamente, a dare una
maggiore stabilità ai governi delle città, ma non esiste
differenza tra destra o sinistra, simboli e partiti non
rappresentano più niente. Il problema è
negli uomini, in quella qualità politica smarrita e soppiantata
da bassi interessi personali che hanno trasformato i comuni in
luoghi di “mercato”.
Enzo Ruggiero |
|