Tennis
Wimbledon
Federer conquista le semifinali
LONDRA - Ladies & gentleman ecco a voi Roger Federer. Il numero
uno oggi sul suo campo, il Centre Court di Wimbledon, dove ha
trionfato nelle ultime cinque edizioni, ha giocato il miglior
match sin qui della stagione qualificandosi alla diciassettesima
semifinale consecutiva in uno Slam. Il ventiseienne svizzero è
stato perfetto contro Mario Ancic, guarda caso l’ultimo capace
di batterlo nel 2002 sull’erba londinese. Da allora Roger ha
vinto su questa superficie 64 match di fila con quello di oggi.
Federer si è imposto in tre set, dopo che l’incontro era stato
interrotto all’inizio del secondo (1-1) a causa della pioggia
per circa due ore: 61 75 64 in un’ora e 41 minuti. La prima
partita è durata appena venti minuti. Federer non ha lasciato
chance all’avversario, semifinalista a Wimbledon nel 2004. Ancic,
sempre contro Roger, si era fermato nei quarti due anni fa
rimediando più o meno lo stesso passivo (64 64 64). Vittima di
una serie di problemi fisici, tra cui la mononucleosi nel 2007
(come lo stesso Federer quest’anno), il ventiquattrenne croato
era sceso fino alla 136esima posizione mondiale, ma grazie ai
quarti raggiunti a Wimbledon lunedì rientrerà nei top trenta (è
stato numero 6 nel luglio 2006).
Quindici aces, nessun doppio fallo: una percentuale di prime
palle che ha sfiorato il settanta per cento. Federer ha commesso
appena sei errori gratuiti non concedendo neppure una palla
break ad Ancic (quattro su dieci quelle trasformate dallo
svizzero). Nei cinque match sin qui giocati non ha perso un set.
“Il torneo finora è stato perfetto - racconta lo stesso numero
uno - non ho sprecato troppe energie e non mi sono mai trovato
in situazioni complicate. Contro Ancic, un avversario difficile
su questa superficie, ho giocato un ottimo tennis, non potevo
chiedere di più. Ho servito bene ed ho avuto una grande
percentuale di punti sulla prima palla oltre ad aver messo a
segno molti aces”.
Federer in semifinale avrà di fronte il “redivivo” Marat Safin,
ex numero uno e vincitore di due Slam (US Open 2000 e Australian
Open), capace di riproporsi protagonista a ventotto anni dopo un
paio di stagioni in ombra anche a causa di diversi problemi
fisici. Pazzo Marat: è arrivato a Londra da 75 del ranking e
torna a vincere proprio sulla superficie che ha sempre detto di
odiare, l’erba. Ai Championships vantava un quarto nel 2001.
Bravo e fortunato. Bravo perché al secondo turno ha regalato la
più grossa sorpresa del torneo eliminando il numero tre Djokovic.
Fortunato perché poi ha trovato il corridoio giusto per arrivare
sino in semifinale. L’avversario di oggi nei quarti non era di
quelli che fanno tremare i polsi: Feliciano Lopez, mancino e
spagnolo come Nadal. Con la differenza che Rafa è uno tutto
sostanza, entra in campo e ti mette in un angolino, mentre a
Feliciano piace un mondo specchiarsi nel suo tennis da
attaccante. Risultato: 36 75 76 (1) 63 per Safin, in queste due
settimane londinesi più genio che sregolatezza. Tanto calmo e
tranquillo in campo da non sembrare neppure lui… Con Federer ha
perso otto volte su dieci sfide, l’ultima lo scorso anno proprio
qui a Wimbledon al terzo turno. Indimenticabile la semifinale
del 2005 agli Australian Open, quando mise ko il numero uno al
quinto set dopo avergli annullato un match point. "Non ho mai
considerato Safin come il numero 80 o 90 - conferma Federer - è
stato numero uno del mondo ed è sempre in grado di giocare
grandi match. Quel che sorprende è vederlo così avanti
sull'erba...".
Marat è nato per stupire: "Ringrazio chi ha fatto i campi così
lenti, mi hanno permesso di arrivare fin qui”, ripete dopo ogni
match. E' il primo semifinalista russo a Wimbledon nell'era
open: il sovietico Alex Metreveli, finalista nel 1973, era
georgiano.