Tennis
Wimbledon
Finale maschile: ancora Federer-Nadal
LONDRA - Per il terzo anno di fila a giocarsi il titolo di
Wimbledon saranno Roger Federer e Rafa Nadal, rispettivamente
numero uno e due del mondo. Mai nella storia due tennisti si
sono affrontati tre volte di fila in due Slam differenti: Roland
Garros e appunto Wimbledon. Solito pezzo, solita finale,
verrebbe da dire. Invece no: quella di domenica si annuncia come
la finale delle finali. Nella bellissima sala stampa di
Wimbledon i colleghi spagnoli sorridevano soddisfatti. L’ultimo
loro rappresentante a vincere il titolo maschile ai
Championships è stato Manolo Santana nel 1966. Sia nel 2006 che
nel 2007 avevano assistito alla cavalcata di Rafa sino alla
finale quasi stupiti. Questa volta no: nessuna sorpresa. Tutti,
non solo loro, siamo stati rapiti dalla bravura del mancino
spagnolo. Un “mutante” capace di dominare sulla terra rossa e
poi di adattare il suo gioco all’erba. Che oggi non avrebbe
avuto problemi con il redivivo Rainer Schuettler, semifinalista
quasi per caso, era scontato. 61 76 (3) 64 in due ore. Il
trentaduenne tedesco gli ha creato qualche grattacapo solo nel
secondo set: Rafa ha dovuto recuperare un break di svantaggio
per poi imporsi al tie break. Per il resto liscio come l’olio.
Nadal è arrivato in finale passeggiando. Per fare un raffronto,
lo scorso anno Nadal giocò un paio di match maratona con
Soderling e Youzhny rischiando grosso. Quest’anno ha travolto il
russo e messo ko, nel senso letterale della parola, il beniamino
di casa Murray. Rafa ora l’erba la conosce alla perfezione: un
segnale lo aveva già mandato lo scorso anno, quando in finale,
unico a riuscirci nelle ultime edizioni, aveva costretto Federer
al quinto set (perdendone due al tie break) nel suo giardino di
casa, sulla superficie che più esalta il talento dello svizzero.
Lo sport è fatto anche di ricorsi storici. Come non ripensare
alla finale del 1980, una delle più belle della storia del
torneo, vinta da Borg 86 al quinto su McEnroe. Fu l’ultima delle
cinque vittorie consecutive dello svedese sull’erba londinese.
Cinque come i titoli conquistati sinora da Roger Express. L’anno
successivo Bjorn e SuperMac si ritrovarono ancora di fronte in
finale e vinse in quattro set l’americano, mancino come lo
spagnolo. E se la storia si ripetesse ora tra Federer e Nadal?
Roger oltre che con Rafa gioca contro i numeri. E i suoi sono da
record: battendo in semifinale Marat Safin (63 76 64 in un’ora e
43 minuti) ha vinto il 65esimo match consecutivo sull’erba,
superficie sulla quale non perde dal giugno 2002. Contro il
russo, una novità a questi livelli sull’erba, ha giocato in
scioltezza anche se forse non benissimo come con Ancic nel turno
precedente. Contro il croato aveva commesso appena sei errori
gratuiti, oggi è arrivato a quattordici, ma come con Ancic non
ha concesso palle break all’avversario. Sottigliezze, comunque.
Sin qui non ha ceduto neppure un set. “E’ stato un cammino
perfetto - ammette - che domenica sia io il favorito oppure no,
non ha nessuna importanza. Sarà una finale da sogno per tutti.
E’ importante rispondere a Rafa dopo la sconfitta al Roland
Garros”. Un 61 63 60 che deve ancora pesare al numero uno. “Non
giocheremo sulla terra rossa ma conta poco. Arrivare in finale
in uno Slam è il massimo, a Wimbledon è cento volte più
speciale. Rafa risponde meglio che all’inizio della sua
carriera. Prima sull’erba non vinceva perché stava lontano dalla
linea di fondo come sulla terra. Ha imparato velocemente e il
suo servizio è migliorato...”. Troverà un avversario in crescita
e convinto dei propri mezzi sull'erba. “Arrivo alla finale con
grande confidenza - dice lo spagnolo - sarà dura affrontare
Roger, ma sarà ugualmente difficile giocare contro di me. Qui ho
perso le ultime due finali, questa volta farò di tutto per
vincere". Non pensa alla finale di Parigi: "Sarà completamente
differente, la sfida del Roland Garros non peserà domenica. Io
non devo più dimostrare che posso giocare sull'erba, ma vincere
o perdere domenica la finale farà una grande differenza. Se
vinco cambierà qualcosa nella mia carriera. L'anno scorso ci
sono andato vicino, probabilmente sarebbe il successo più
importante... Penso che Roger sia il miglior giocatore della
storia, anche se Sampras qui ha vinto sette volte e lui sei...".
Quindi si interrompe: "No, sbagliavo, cinque!".
Federer contro Nadal, dunque: appuntamento sul Centre Court
domenica pomeriggio. Nelle ultime quattordici finali dello Slam
solo in un’occasione non c’è stato almeno uno dei due in campo (Australian
Open 2008), entrambi in sei delle ultime dieci. Una sfida tra
giganti.