Nola
I sindaci chiedono il rilancio dell'ospedale
Restano al palo i 9,7mln di euro stanziati per l’adeguamento e l’ampliamento dell’Ospedale
NOLA – Una lenta e lunga agonia per l’Ospedale di Nola, il Santa Maria della Pietà, da anni vittima di indifferenza e noncuranza da parte degli organi preposti. Un’agonia che va assolutamente fermata prima che diventi cancro irreversibile. La cura ci sarebbe pure, bisogna solo accelerare i tempi di attuazione. Ecco dunque l’urgenza di convocare una riunione con i sindaci dei 31 comuni dell’area Nolana per discutere proprio della condizione del nosocomio cittadino e del suo futuro. Artefice dell’iniziativa il Sindaco di Nola, Geremia Biancardi, presente questa mattina nell’aula consiliare dell’Ente di piazza Duomo insieme ai sindaci dei comuni di Visciano, Roccarainola, Liveri, San Paolo Belsito, Comiziano e Avella; presenti anche il vicesindaco del Comune di Scisciano e un dirigente del Comune di Saviano, Cimitile, Domicella, Palma Campania e San Vitaliano. Assente il sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Antonio Agostino Ambrosio, il quale oltre ad essere primario presso l’Ospedale di Nola riveste anche il ruolo di presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl locale. Sotto la lente di ingrandimento le gravi carenze logistiche, strutturali e sanitarie del nosocomio nolano, “meta” di una vastissima utenza, nonostante una carenza cronica di personale. Una diagnosi a raggi X che evidenzia la gravità della situazione più volte nell’occhio del ciclone da parte dei media e non solo. “Occorre una risposta pronta, immediata e concreta. Non è possibile che un paziente intraprenda un percorso diagnostico a Nola per poi terminarlo altrove per negligenza o insufficienza di strutture o personale” – è stato l’appello del direttore sanitario degli ospedali riuniti, Andreo De Stefano, presente all’incontro odierno insieme a Felice Avella nella doppia veste di medico e Consigliere comunale. Bisogna intraprendere un’azione politica forte e costruttiva per rilanciare una struttura potenzialmente valida, con personale medico e paramedico qualificato, ma che è costantemente afflitta da continui mali. “Esistono da tempo progetti già finanziati per l’adeguamento del Pronto Soccorso e delle sale operatorie – ha continuato De Stefano – si attende solo il nulla osta per la realizzazione. La situazione è grave, bisogna intervenire subito. Per non parlare dei lunghi tempi di attesa. Tempi che si riferiscono non solo ad un semplice controllo o ricovero. Spesso infatti un paziente è costretto ad aspettare anche 15 giorni dal ricovero per subire un intervento. Tutto questo è inconcepibile. C’è grave carenza di personale, soprattutto in questo periodo. Per sopperire a tale mancanza, nel periodo estivo sono stati “presi” tre chirurghi esterni in regime di convenzione. Una soluzione per poter operare, ma che ha conseguenze economiche e organizzative negative su di una struttura che non ha la presenza di chirurghi continua nell’arco delle 24 ore”. “Molti reparti continuano ad operare in affanno – ha replicato Felice Avella – tra questi sicuramente vi è quello di chirurgia. Occorrerebbe una riorganizzazione a 360 gradi dell’intera struttura con un’adeguata ridistribuzione di personale. E’ assurdo vedere un esubero di medici in un settore e carenza in un altro”. “Se vogliono chiudere Nola e aprire un ospedale a Pomigliano – ha detto il Sindaco Biancardi – che ce lo dicano, ma dobbiamo interrompere questo lento declino. I cittadini di Nola e dei comuni limitrofi meritano rispetto e quindi, risposte serie ed immediate. Tutti insieme porteremo avanti una battaglia politica tecnica, che vada al di là degli schieramenti e che possa incidere profondamente sulla pesante situazione di stallo in cui versa l’ospedale nolano. Per questo, istituiremo un tavolo permanente dei sindaci dei 32 comuni dell’area. Allo stesso tempo, gli amministratori degli stessi comuni che operano anche all’interno del “Santa Maria della Pietà”, stileranno un documento che verrà presentato alla Regione Campania, cui chiederemo un incontro urgente, ai massimi livelli, per ricevere le risposte che circa 300.000 persone aspettano. Ad esempio, a me risulta che sono stati stanziati 9,7 milioni di euro per l’adeguamento e l’ampliamento dell’Ospedale, per opere già cantierabili ma che non sono nemmeno state appaltate. Il presidente Bassolino dovrà risponderci perché finora nulla è stato fatto. Di domande ne avremo tante ed esigeremo non solo le risposte, ma impegni concreti per sbloccare una situazione sempre più drammatica”.

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