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Nola
Ospedale
di Nola tra medicine scadute e falso infermiere
NOLA – Che le condizioni dell’ospedale Santa Maria della Pietà
di Nola non fossero eccellenti era cosa saputa e risaputa da
tempo. Non a caso politici e istituzioni hanno acceso i
riflettori sullo stato di degrado e abbandono in cui versa il
nosocomio nolano. Ma che gli ammalati rischiassero addirittura
di essere curati con farmaci scaduti e affidati ad infermieri
non idonei, è una circostanza emersa solo ieri mattina
(mercoledì 8 luglio .ndr). Grazie ad un blitz effettuato dai
carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna in
collaborazione con gli uomini del Nas del comando provinciale di
Napoli. Ed il bilancio dei controlli è a dir poco inquietante:
un medico è stato denunciato a piede libero per tentata
somministrazione di medicinali guasti o imperfetti. In poche
parole, l’operatore che tra l’altro dirige uno dei reparti della
struttura ospedaliera nolana, è accusato di aver cercato di
curare malati con farmaci scaduti o non idonei. Un’accusa grave,
che se confermata nel prosieguo dell’inchiesta, scatenerà nuove
polemiche sulla gestione dell’ospedale di Nola. Un’altra
denuncia a piede libero è scattata nei confronti di un
infermiere professionale per esercizio abusivo della
professione. L’infermiere impegnato presso il reparto di
Otorinolaringoiatria non era in possesso dell’iscrizione
all’Albo professionale. Se la prima denuncia inquieta e indica
l’assenza di ogni forma di controllo in un ospedale che in ogni
caso deve fornire assistenza ad una platea di 500mila utenti,
sulla seconda regna un po’ di rassegnazione, perché molti sono
gli infermieri sprovvisti dell’iscrizione all’Albo, in quanto
sino al 1980 non era obbligatoria. Una posizione che però non è
stata mai regolarizzata. I controlli a tappeto degli uomini
dell’Arma sono durati diverse ore ed hanno permesso di accertare
altre deficienze dell’Ospedale di Nola: questioni sulle quali da
tempo medici e operatori invocano interventi risolutivi. Nel
corso dell’ispezione, presso i reparti U.o.c. di Cardiologia
U.T.I.C. e Laboratorio di Anatomia Patologica sono emerse
carenze in materia di igiene e sicurezza sui posti di lavoro.
Nello specifico, le stanze che ospitano gli ammalati
presentavano macchie di umidità nel soffitto, crepe alle pareti,
punti luce privi di protezione da contatti accidentali. Le
verifiche hanno riguardato anche il rispetto delle norme in
materia di sicurezza sui posti di lavoro. Anche in questa
circostanza l’esito non è stato confortante: lesioni
strutturali, condizioni igienico sanitarie carenti. Non tutti i
reparti sono dotati di spogliatoi: un problema di vecchia data
denunciato in più occasioni. Al pronto soccorso per esempio gli
spogliatoi sono stati trasferiti nel seminterrato e non sono
sufficienti rispetto al numero degli operatori sanitari in
servizio. L’ispezione del Nas giunge nel bel mezzo di una
infuocata polemica, che da alcune settimana va avanti sul
rilancio dell’ospedale di Nola. La chiusura del reparto di
Ginecologia e Ostetricia con il trasferimento dell’unità al
presidio di Pollena Trocchia, aveva riproposto il dilemma sulle
intenzioni dei vertici regionali di depotenziare l’Ospedale di
Nola in favore di altri presidi della provincia. Un’eventualità
contro cui è già pronta una mobilitazione popolare ed
istituzionale.
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