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Coppa Uefa
Vince lo Shakhtar Donetsk
Parla ucraino la
38esima e ultima edizione della Coppa UEFA. Nella finale, allo
stadio Sükrü Saraçoglu, l’FC Shakhtar Donetsk piega 2-1 il
Werder Bremen dopo i supplementari e conquista il trofeo.
Decisivo il gol al 97’ di Jadson, dopo che i tempi
regolamentarsi si erano conclusi in parità per i gol di Luiz
Adriano e Naldo.
Primo trofeo
Lo Shakhtar, alla prima grande finale europea, diventa così la
prima formazione ucraina a conquistare la Coppa UEFA, che il
prossimo anno sarà sostituita dalla UEFA Europa League. Una
grande soddisfazione per il tecnico romeno Mircea Lucescu, che
proprio a Istanbul aveva allenato Galatasaray AS e Besiktas JK.
Thomas Schaaf non riesce invece a bissare con il Werder il
trofeo conquistato da giocatore, la Coppa delle Coppe nel
1991/92.
Assenti
Senza la stella Diego e Hugo Almeida, entrambi squalificati, e
orfano del difensore Per Mertesacker, infortunato, Schaaf opta
per un 4-4-2 con Sebastian Prödl al fianco di Naldo al centro
del reparto arretrato e Peter Niemeyer e Markus Rosenberg
rispettivamente a centrocampo e in attacco. Lucescu recupera
invece il brasiliano Jadson, in dubbio alla vigilia, schierato
in supporto del connazionale Luiz Adriano.
Prima occasione
La prima occasione è per lo Shakhtar: Luiz Adriano viene servito
bene in area di rigore ma davanti a Tim Wiese non trova lo
specchio della porta. Il Werder reagisce subito con una
conclusione di Frank Baumann, che però sfila sul fondo. Poi è
Clemens Fritz a cercare il jolly dalla distanza, con esiti
pessimi.
Vantaggio
Al 25' la squadra ucraina passa in vantaggio. Una
verticalizzazione sorprende tutta la difesa del Werder, in
particolare i centrali Naldo e Prödl: Luiz Adriano, dopo un
perfetto controllo, beffa Wiese con un morbido pallonetto di
esterno destro. Lo Shakhtar è galvanizzato e si rende pericoloso
in altre due occasioni, con l'autore del gol e Willian.
“Papera”
Al 35' arriva a sorpresa il pareggio del Werder. Naldo calcia
con la consueta potenza una punizione, ma la complicità di
Andriy Pyatov - che non trattiene un pallone tutt'altro che
impossibile - è evidente. Gli arancioni ucraini non ci stanno e
Wiese è costretto a una super parata su Mariusz Lewandowski.
Nella ripresa il portiere dei tedeschi è ancora provvidenziale
con una deviazione in tuffo su calcio piazzato di Jadson.
Supplementari
Un tiro di Fernandinho termina a lato, stessa sorte poco dopo
per una punizione di Torsten Frings. Poi Naldo scarica bene per
Mesut Özil, il cui sinistro finisce sul fondo. A 10’ dalla fine
Schaaf richiama in panchina Rosenberg e getta nella mischia
Aaron Hunt, che ha subito una buona chance: Pyatov respinge
praticamente sui suoi piedi un colpo di testa di Claudio Pizarro,
ma il neo-entrato è anticipato di un soffio. Lucescu toglie Luiz
Adriano, l’autore del gol, e manda in campo Olexandr Gladkiy. Ma
si va ai supplementari.
Gol-partita
Nell’extra time Wiese si salva ancora sul bolide di Darijo Srna,
ma al 97’ è costretto a capitolare. Il croato, capitano dello
Shakhtar, scende sulla fascia destra e mette al centro, Jadson
colpisce con un destro secco e il portiere del Werder questa
volta si fa trovare impreparato. Pizarro ha subito la chance del
pareggio, ma Pyatov questa volta è formidabile; dalla parte
opposta Willian sbaglia di un soffio la mira sul pallonetto del
possibile 3-1. A pochi secondi dalla fine l’arbitro spagnolo
Luis Medina Cantalejo annulla il gol del 2-2 per una trattenuta
di Pizarro su Dmytro Chygrynskiy: la festa degli ucraini di
Lucescu può cominciare.
uefa.com
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