Scafati
Rete fognaria:
tavolo tecnico
Scafati, martedì 11 maggio 2010 – Tavolo tecnico al comune per
discutere del mancato completamento della rete fognaria del
comune di Scafati. Presenti all’incontro, convocato dal sindaco
di Scafati, Pasquale Aliberti, il Gen. Roberto Jucci, il
dirigente del settore Servizi per il Territorio del Comune di
Scafati, ing. Nicola Fienga, l’ing. Amore della Gori, l’ing.
Carmine Fienga dell’ATO e alcune rappresentanze istituzionali
del comune di S.Antonio Abate e Castellammare.
Dopo un’approfondita discussione sono emerse le responsabilità
di questi inspiegabili ritardi.
“Il Comune di Scafati – ha dichiarato il sindaco Pasquale
Aliberti - ad oggi, è l’unico comune dell’intero comprensorio
interessato dal fiume Sarno, a non aver visto ancora avviati i
lavori di completamento della propria rete fognaria interna,
nonostante il ruolo centrale nel complessivo intervento di
risanamento del Bacino idrografico del fiume Sarno. Le cause di
questo, sono riconducibili alla mancata partecipazione economica
dell’ATO e della Gori nel progetto già appaltato della rete
fognaria. Dei 160 milioni previsti in sede governativa per la
realizzazione complessiva del sistema fognario, circa 48 milioni
spettavano a questi due enti, che, venendo meno agli accordi,
hanno fatto marcia indietro, determinando una situazione di
penuria economica che mette in serio rischio la realizzazione
del progetto. Un progetto, che tra l’altro, fino ad oggi, ha
comportato la spesa di 650 milioni di euro e che, senza reti
fognarie, non può essere ultimato, così come non potrà essere
risolto il problema degli allagamenti. A questo punto, come
sindaco di Scafati, non posso arrendermi di fronte alla cattiva
gestione regionale di centro-sinistra che non ha saputo gestire
la situazione e, pertanto, intendo far leva sui massimi livelli
istituzionali, il presidente Caldoro e il Ministro Tremonti,
chiedendo un incontro in sede ministeriale per trovare fondi
attraverso il CIPE. Il Gen. Jucci ci aveva garantito che a
chiudere il cerchio dei 33 comuni attraversati dal Sarno sarebbe
stata la nostra città. Tutto questo non è ancora avvenuto a
causa della disastrosa situazione economica in cui versano l’ATO
e la Gori, prodotta da una gestione clientelare. Riprenderanno,
invece, a giugno i lavori di dragaggio del canale Bottaro,
interrotti per il rinvenimento di cloro e solfato nei sedimi,
che dovranno essere trattati diversamente e con costi più
elevati. Se non dovessero esserci risposte risolutive a questo
problema, che interessa il nostro comune ed altri più a valle,
saremo i primi a scendere in piazza insieme alla città per
vedere garantiti i nostri diritti. Su questo punto saremo
irremovibili”.