|
Sarno
13 anni fa la tragedia di Sarno: territorio ancora da
difendere
Nel
giorno del tredicesimo anniversario della tragedia di Sarno i
geologi della Campania ribadiscono l’importanza dei presidi
territoriali. “Nonostante i 160 morti e le altre sciagure che si
sono succedute in Campania ma non solo in questa regione – ha
affermato Francesco Peduto – Presidente dell’Ordine dei Geologi
della Campania – resta ancora moltissimo da fare sulla difesa
suolo. Mentre ogni anno vengono tagliati sempre di più i fondi
per il dissesto idrogeologico, d’altro canto proprio per la
mancanza dei fondi strutturali quelli destinati a sistemare aree
colpite da frane e da alluvioni, non viene assolutamente avviata
una politica di previsione e di prevenzione sebbene in Italia e
soprattutto in Campania abbiamo avuto esempi formidabili di
applicazione della prevenzione ad alto livello come i presidi
territoriali di Sarno e che oggi non esistono più. Esperienza
che addirittura è stata esportata in altre regioni e che è stata
oggetto di pubblicazioni scientifiche”.
Il Vice Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania ,
Francesco Russo è durissimo. “E’ necessaria una rivoluzione
culturale complessiva - ha affermato Francesco Russo - un
diverso modo di intendere il sistema Paese. Riteniamo , che
tutte le catastrofi che, hanno segnato la storia del nostro
Paese non sono valse a far comprendere come il procedere anche
in maniera funzionale durante le emergenze non è la più idonea
delle soluzioni . Per noi geologi è disarmante dover ancora
ripetere che siamo logori di essere gli uomini del giorno dopo
la catastrofe ai quali ci si rivolge per avere sapere . Una
gestione del territorio senza regole o meglio senza il rispetto
delle regole . Una situazione che fa comodo a molti . Siano essi
gli sciacalli del dopo tragedia , siano essi coloro che grazie a
questa cultura distorta che quantomeno ha generato indifferenza,
difendono rendite professionali e politiche di posizioni
storicamente acquisite limitando la nostra azione o per proprio
utile o per reale pochezza culturale . Il geologo ed il suo
apporto professionale sono visti e fatti percepire come un
inutile balzello, un onere di cui si può fare a meno. Per il
geologo prima dell’evento non c’è considerazione sociale. Dopo ,
ma solo dopo siamo bravi, capaci ed insostituibili. Noi ritenuti
uomini del giorno dopo , siamo in realtà costantemente e
quotidianamente presenti sul territorio , attenti a tutto ciò
che accade. Siamo le vere sentinelle ”
|
|