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Sant'Anastasia
La Pasqua
alla Madonna dell'Arco
Niente toselli e la nuova Chiesa per le migliaia di
pellegrini
Pasqua e Lunedì in Albis con novità di rilievo per battenti,
fedeli e turisti. Proibito portare dentro al Santuario
toselli, bande musicali e quant’altro di “carnevalesco”,
mentre per le migliaia di pellegrini ci sarà la nuova e più
capiente Chiesa, eretta dietro al Santuario, dove verranno
celebrate le Sante Messe. Una decisione che tende a dare
sempre più valore al significato religioso del famoso
pellegrinaggio, ancora adesso oggetto di studi e
pubblicazioni che hanno portato il Santuario all’attenzione
di tutto il mondo, ma anche di critiche e dicerie che non
danno la giusta immagine al Santuario e a tutta la “realtà
di vita spirituale” che ruota intorno ad esso.
Sentiamo, in proposito, il Rettore p. Gerardo Imbriano:
“Insieme a tanti fedeli abbiamo realizzato opere, come la
nuova Chiesa e il Museo degli ex voto, nonché pubblicazioni
di grande spessore culturale, che ben spiegano ed analizzano
il fenomeno dei battenti e la grande fede che muove un
numero indefinibile di persone in tutto il mondo per amore
verso la Madonna dell’Arco e il nostro Santuario. Ci
dissociamo, per questo, da tutte quelle poche ma facili e
superficiali affermazioni negative che si sentono sul
pellegrinaggio del Lunedì in Albis. Con molto rammarico –
non me ne voglia la stampa, ma è un esempio di come il
negativo può provocare danni all’immagine del Santuario e
rischiare di rovinare tutto quanto facciamo per aumentare la
fede in ciascuno - ho letto nei giorni passati su di una
testata giornalistica un’intera pagina dedicata ad un
fenomeno vergognoso di appuntamenti a luci rosse via
internet e sms, che a quanto pare coinvolgono luoghi
pubblici del nostro paese. L’articolo ha suscitato nei
fedeli ed in noi tutti un senso di ribellione perché
riportava una foto in primo piano del Santuario.
L’accostamento articolo/foto e notizia/Santuario a primo
acchito lascia intendere “ben altro” e capite che, come
comunità di religiosi, questo ci ha molto infastidito.
Inoltre nello scorrere dell’articolo ad un certo punto si
mescola il suddetto “argomento” con le origini storiche del
Santuario e del culto mariano, con un richiamo finale sulla
vicenda che penalizza il Santuario dell’Arco. Cosa assurda!”
Certamente né i Padri Domenicani, né le associazioni
cattoliche, né i fedeli, né chi visita il Santuario possono
essere responsabili di ciò che può accadere nel mondo di
internet e/o nei luoghi intorno al Santuario frequentati
dalla società civile, né è pensabile vietare alle persone di
darsi appuntamento nei pressi del Santuario con scopi
affatto condivisibili, ma non necessariamente evidenti,
accertabili e, quindi, punibili, né è possibile impedire di
informarne. Di qui scaturisce al condanna del Rettore alle
dicerie intollerabili e l’appello a tutelare il Santuario e
l’operato dei Padri Domenicani sul territorio.
“Condivido la posizione del Rettore e la comunità dei Padri
Domenicani ha la nostra piena solidarietà. Purtroppo certi
fenomeni – afferma il Commissario Straordinario, dott.
Gioacchino Ferrer - si verificano nei dintorni di luoghi
molto frequentati, come è avvenuto in altri comuni, ed è
necessario alzare il livello di guardia per scoprirli e
debellarli, con un più frequente controllo del territorio da
parte delle Forze dell’Ordine e della Polizia Municipale,
che già svolgono un lavoro egregio presso il Santuario”.
E il Comandante CC. Fernando De Solda, che ha già potenziato
il servizio in virtù del flusso turistico in aumento, con i
carabinieri della locale Stazione assicura nelle 24 ore un
pattugliamento costante su Via Arco e dintorni, dove
spessissimo passano anche pattuglie provenienti dalla
tenenza di Cercola.
Rettore, parliamo della prossima Santa Pasqua…
“Ringrazio il Commissario Ferrer ed il Comandante De Solda e
tutta la stampa che vorrà cogliere e tutelare il bene che il
Santuario e le Parrocchie fanno per la crescita della
comunità. Come da tradizione, infatti, il Santuario anche
quest’anno si prepara ad accogliere il grande pellegrinaggio
penitenziale dei Battenti del Lunedì in Albis. A tale
proposito la novità di quest’anno, è la nuova Chiesa dove
verranno celebrate le sante messe per le miglia di
pellegrini. Vista l’ordinanza di proibire di portare toselli,
bande musicali e quant’altro di “carnevalesco” in Santuario,
si auspica una buona riuscita del Pellegrinaggio. Al
contrario di quanto si è detto a volte – continua p. Gerardo
Imbriano, rettore del Santuario - teniamo a precisare che la
giornata del Lunedì in Albis è principalmente dedicata ai
Battenti che vengono in Santuario, dinanzi all’immagine
della Madonna per pregare, lodare e ringraziare. Noi padri
del Santuario da sempre siamo impegnati affinché i battenti
siano persone cristiane che stanno in grazia con Dio, con il
prossimo e in comunione con la Chiesa. Sin da ora ringrazio
tutti gli Enti (Comune, Carabinieri, Vigili, Croce Rossa,
Protezione Civile, ASL, Ospedale Apicella, Prefettura e
Questura di Napoli, Polizia stradale, frati e suore,
volontari e giovani del Santuario ecc…) che interverranno
per il buon andamento dell’evento”.
Un evento tra quelli più importanti di Sant’Anastasia, della
frazione M. Arco e del Parco Nazionale del Vesuvio. Il
pellegrinaggio/processione del Lunedì in Albis è preceduto
da una lunga fase preparatoria che ha inizio il giorno di
Sant’Antonio. Tutte le paranze arrivano quel lunedì al
Santuario a piedi e/o di corsa e per questo i pellegrini
sono definiti con il termine dialettale “fujenti”, che
letteralmente significa “coloro che scappano”. La loro
divisa è bianca, con una fascia azzurra a tracolla ed una
rossa ai fianchi, e provengono soprattutto dalla Campania.
Una festa suggestiva e ricca di fede, che oltre a ricordare
la festa della Madonna, riporta alla mente anche il miracolo
del lunedì in albis del 1450, quando un adirato giocatore di
palla-maglio la scagliò bestemmiando più volte contro
l'effige della Vergine sita in un’edicola in contrada Arco,
colpendola alla guancia sinistra. Subito sgorgò sangue vivo.
Il miracolo aumentò il flusso dei fedeli, altri miracoli si
sono succeduti, moltissimi fedeli fanno voti alla Madonna
per guarigioni o preghiere esaudite ed attualmente sono in
migliaia quelli che si ritrovano nel Santuario costruito
intorno all’edicola e affollano in vari periodi dell’anno
tutto il territorio cittadino, definibile “città mariana”.
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