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Napoli
Lavoratori Aticarta, disoccupati e multati: Scala scrive al
Prefetto
Nell'anno 2005 i lavoratori dell'Aticarta, società con sede
nella città di Pompei, entrarono in stato di agitazione per
salvaguardare il loro posto di lavoro. In seguito a tale
protesta, alcuni dipendenti furono destinatari di una
notifica di violazione per blocco stradale in via Astolelle,
con conseguente rallentamento della circolazione
ferroviaria. La notifica di violazione si è tradotta in
seguito in un'ingiunzione di pagamento pari a 4.139, 45 euro
più relative spese.
Tonino Scala, capogruppo regionale di Sinistra Ecologia
Libertà, in merito alla vicenda, ha scritto una lettera
indirizzata al Prefetto di Napoli, nella quale, tra l'altro
si legge: "Di là dalla riflessione sullo stato dei nostri
insediamenti industriali che versano ovunque in grave crisi,
di là dalla situazione paradossale dello stato di
disoccupazione che porta la nostra Regione, purtroppo, ai
primi posti in Italia, in casi come questi, il lato umano
che dovrebbe essere tenuto sempre in considerazione. Non
c'era dolo, non c'era premeditazione. Non so quanto, la
legittima difesa dei propri diritti, anche quando questa
porta a gesti plateali, possa essere considerato un illecito
da essere sanzionato così duramente".
"I lavoratori dell'Aticarta, di fatto, - continua la lettera
di Scala - hanno già perso il lavoro, perché l'epilogo di
questa triste vicenda, purtroppo non unica nella nostra
Regione, c'è stato i primi giorni del 2009, allorquando si è
conclusa con la cessazione della cassa integrazione e il
licenziamento dei dipendenti. Alla perdita del posto di
lavoro, al loro futuro incerto, ora si aggiunge anche una
sanzione pecuniaria, che li penalizza ulteriormente e alla
quale i lavoratori non potranno far fronte nemmeno con le
provvidenze minime derivanti dal loro impegno lavorativo.
Mi, permetta, ma come anche Lei certamente capirà, tutto ciò
è profondamente ingiusto".
Alla fine della sua articolata missiva, il capogruppo, nel
sottolineare che non è nelle sue intenzioni entrare nel
merito dell'operato del Prefetto "sempre meritevole di
grande rispetto", chiede all'autorità prefettizia "in che
modo si possa venire incontro" ai lavoratori dell'Aticarta
raggiunti da tale provvedimento e "alla luce
dell'ingiunzione già in atto", ove mai ci fosse una strada
perseguibile "di indicarla".
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