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Guardia di Finanza
Operazione "Trick 'n Truck"
Il Gruppo di Salerno scopre un giro di fatture false da 30
milioni di euro: coinvolte 28 società riconducibili al gruppo “GAE.TRA.”
del novarese, denunciati alla magistratura 14 responsabili e
sequestrati immobili e somme giacenti sui conti correnti bancari
aziendali.
Il Gruppo della Guardia di Finanza di Salerno, in ottemperanza a
specifiche direttive impartite dal Comandante Provinciale, sulla
base di attività info-investigativa volta a evidenziare scambi
intracomunitari di elevata pericolosità fiscale nell’ambito
delle frodi all’IVA, nei confronti di soggetti economici
selezionati tra quelli appartenenti a categorie economiche “a
rischio”, ha sottoposto a verifica fiscale sostanziale due
società, la “S.A.R.I. S.r.l.” e la “ARVIN TRAILERS S.r.l.”,
esercenti l’attività di commercio di veicoli industriali e
aventi sede legale a Salerno.
Nell’avvio di tali azioni di servizio, sono emersi
immediatamente gravi e plurimi indizi (assenza di personale
dipendente, mancanza di struttura amministrativa e commerciale,
scritture contabili e fiscali largamente lacunose, omesso
versamento dell’intera Iva a debito, circa un milione di euro,
il tutto a fronte di scambi commerciali per diversi milioni di
euro) che inducevano a ritenere che le due società potessero
essere coinvolte in un ben più ampio sistema di frode all’IVA,
perpetrato secondo il noto schema di “frode carosello”.
In tale contesto, essendo stata ravvisata la sussistenza di
elementi di responsabilità penale in ordine all’emissione di
fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, è stata
tempestivamente informata la Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Salerno.
Allo scopo di far piena luce sull’intricata vicenda, il Pubblico
Ministero titolare delle indagini ha delegato a questo Reparto
complesse indagini (numerose perquisizioni sul territorio
nazionale, un lungo elenco di interrogatori, esame di copiosa
documentazione amministrativa acquisita agli atti del contesto,
indagini bancarie su una cospicua mole di conti correnti e di
altri rapporti finanziari), all’esito delle quali è emerso che
l’”ARVIN TRAILERS S.r.l.” ha svolto la funzione di buffer,
ovvero di filtro tra il reale acquirente delle merci e la
suddetta SARI S.r.l., fittiziamente interposta negli acquisti
comunitari effettuati presso i fornitori europei.
In specie, gli elementi probatori raccolti hanno dimostrato che
la delineata associazione ha assunto due diverse configurazioni
organizzative:
1. la prima ha consentito la fraudolenta acquisizione di veicoli
industriali di provenienza comunitaria e nazionale; in tale
contesto, hanno avuto un ruolo fondamentale le citate persone
giuridiche, vale a dire la “S.A.R.I. S.r.l.” – quale soggetto
missing trader – e l’ARVIN TRAILERS S.r.l. – quale soggetto
buffer.
Il particolare modus operandi adottato, oltre a prevedere il
consueto coinvolgimento di soggetti economici fittizi nel flusso
di false fatturazioni, ha consentito di frodare per importi
ingenti anche ignare società di leasing, finanziatrici delle
operazioni di acquisizione dei veicoli industriali comunitari e
non, nuovi e usati.
Nello specifico, la presenza di tali soggetti finanziari tra il
menzionato buffer e le richiamate aziende brokers nelle siffatte
compravendite ha consentito al sodalizio criminale di incamerare
immediatamente parte dei cospicui illeciti proventi, per poi
impiegarli nell’ambito delle attività economiche espletate dal
più vasto gruppo societario “GAE.TRA.”, attraverso molteplici
aziende radicate in diverse realtà del territorio nazionale ed
europeo.
Esse sono – per quanto emerge dalle indagini – alcune decine con
centinaia di dipendenti, fatturando complessivamente circa 100
milioni di euro l’anno (dato riferito al 2005).
L’estesa condotta fraudolenta è stata compiutamente delineata
attraverso l’individuazione e la definizione di obiettivi
elementi probatori, emersi grazie alle indagini bancarie e
all’esame della copiosa documentazione amministrativo-contabile
acquisita nel corso di accessi fiscali, ovvero sequestrata
nell’ambito delle perquisizioni locali delegate dalla locale
Autorità Giudiziaria.
In particolare, l’esame dei conti correnti delle società
cartiere coinvolte ha consentito di evidenziare:
(a) che i pagamenti delle forniture dei veicoli industriali di
provenienza comunitaria, sebbene fatturati dalla “S.A.R.I. S.r.l.”,
sono stati effettivamente sostenuti dall’”ARVIN TRAILERS S.r.l.”,
a mezzo di bonifici bancari tratti dai propri conti correnti
aziendali;
(b) la sottrazione di rilevanti importi, mediante rilascio di
titoli di credito veicolati su posizioni bancarie estere in uso
al gruppo “GAE.TRA.”, che hanno permesso ai sodali di eludere il
provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza emesso
dall’Autorità Giudiziaria;
2. la seconda ha permesso l’impiego dei proventi illeciti
conseguiti attraverso la gestione di altre missing trader – la
“S.G.T. S.r.l.” e la “SITICOM S.r.l.”, al fine di acquisire
fraudolentemente carburanti, ricambi e materiali di consumo,
nonché di impiegare il personale dipendente nell’interesse e a
vantaggio dei cicli produttivi del gruppo societario di
appartenenza, attraverso l’emissione di fatture per operazioni
soggettivamente inesistenti e di fittizie dichiarazioni
d’intento nei confronti dei fornitori, simulando di possedere i
requisiti previsti dalla legge.
In dettaglio, le indagini bancarie, oltre a conferire valenza
probatoria al delineato schema criminoso, hanno consentito di
evidenziare come l’interposizione della “S.G.T. S.r.l.” avesse
lo scopo di evitare al gruppo “GAE.TRA.” l’assunzione delle
responsabilità penali e amministrative susseguenti alla
preordinata e sistematica omissione dei versamenti delle
ritenute erariali e previdenziali relative ai lavoratori
dipendenti.
Dalla rilevante attività illecita perpetrata, è stato rilevato
che le citate “società cartiere” hanno complessivamente emesso,
sull’intero territorio nazionale, fatture per operazioni
soggettivamente inesistenti pari a complessivi € 30.684.843,70.
In definitiva, la complessa attività di servizio ha permesso
l’individuazione di un articolato sodalizio criminale dedito,
attraverso l’insidioso schema della “frode carosello”, alla
truffa aggravata ai danni dell’Erario nazionale nel settore
della commercializzazione di veicoli industriali.
Al riguardo, si riepilogano di seguito i più rilevanti risultati
di servizio complessivamente conseguiti:
• Imposte sui Redditi – Ricavi non dichiarati euro 18.615.128,80
• I.V.A.
Imposta evasa euro 7.672.330,12
Imponibile delle fatture false emesse euro 30.684.843,70
• I.R.A.P. – Imponibile non dichiarato euro 18.615.128,80
L’attività di polizia giudiziaria espletata ha consentito
conclusivamente di denunciare alla locale Autorità Giudiziaria
n. 14 responsabili per i seguenti reati previsti e puniti dagli
articoli:
• 416 codice penale – associazione per delinquere;
• 640, comma 2, n. 1) c.p. – truffa aggravata ai danni
dell’Erario nazionale;
• 8 del Decreto Legislativo n. 74/2000 – emissione di fatture
per operazioni soggettivamente inesistenti;
• 482 codice penale – falsità materiale commessa dal privato;
• 379 codice penale – favoreggiamento reale.
Sulla base delle indagini svolte, il Giudice per le Indagini
Preliminari ha disposto apposito provvedimento di sequestro
preventivo, per complessivi € 3.434.685,85, su capitali e beni
immobili intestati ai soggetti economici e alle persone fisiche
implicate nella richiamata truffa ai danni dell’Erario. La
misura cautelare è stata notificata ed eseguita da parte dei
Reparti del Corpo in diverse regioni d’Italia.
Nei mesi scorsi la Procura della Repubblica aveva formulato la
richiesta di rinvio a giudizio, sulla quale si è pronunziato il
Gup all’udienza preliminare del 29 gennaio e 3 febbraio 2009,
emettendo il decreto che dispone il giudizio nei confronti di
tutti gli imputati. Il dibattimento avrà inizio innanzi alla II
Sezione del Tribunale di Salerno nel prossimo ottobre.
L’esito delle complesse indagini di polizia giudiziaria è stato
segnalato ai competenti Comandi della Guardia di Finanza
operanti in diverse località del territorio nazionale,
premettendo di incardinare, presso le locali Procure della
Repubblica, appositi procedimenti penali nei confronti dei
soggetti responsabili delle condotte illecite perpetrate con il
delineato sistema di frode.
del tutti, , nonché delle loro famiglie.
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