Guardia di Finanza
Sigillati i depositi di gasolio
Ulteriori sviluppi nell’inchiesta sugli appalti dell’ASL SA3.
Nelle prime ore della mattinata il Comando Provinciale della
Guardia di Finanza di Salerno, ed in particolare la Compagnia di
Agropoli ed il Nucleo P.T. di Salerno, ha eseguito il
provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale del Riesame di
Salerno nei confronti delle società appartenenti all’ATI
aggiudicataria dell’appalto di fornitura del gasolio presso l’ASL/3
di Vallo della Lucania.
Già la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania aveva
richiesto il sequestro dei depositi delle società fornitrici del
gasolio, ma il G.I.P del Tribunale di Vallo l’aveva rigettato.
Diverso esito ha avuto l’appello presentato al Tribunale del
Riesame di Salerno che ha riconosciuto come fondate le prove a
sostegno dell’accusa.
Ha, pertanto disposto il sequestro di tutto il gasolio stoccato
presso i depositi delle aziende facenti parte dell’A.T.I.
affidataria delle forniture di gasolio per riscaldamento alla
predetta Azienda Sanitaria.
Il provvedimento fa seguito all’attività di indagine coordinata
dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania nella
quale sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle
indagini a 10 funzionari dell’ASL SA/3 (tra cui l’ex Direttore
Generale) e a 15 imprenditori, reati quali la turbativa degli
incanti, la truffa, la frode in pubblica fornitura e
l’associazione per delinquere,
In tale contesto, i reati contestati agli amministratori di
dette imprese sono riconducibili agli artt. 112 e 356 del codice
penale, perché quali legali rappresentanti delle società facenti
parte dell’A.T.I. aggiudicataria dell’appalto relativo alla
fornitura di gasolio per il riscaldamento all’ASL SA/3
commettevano frode nell’esecuzione del contratto di appalto in
quanto utilizzavano e fornivano miscelazioni non conformi alle
caratteristiche previste dalla normativa sugli idrocarburi e dal
capitolato di appalto e più segnatamente non riconducibile a
gasolio per uso riscaldamento.
In particolare, dagli esami chimici eseguiti il gasolio
risultava deficitario per percentuali che vanno dal 31% al 95%.
Vale a dire, come riconosciuto dallo stesso Tribunale del
Riesame, prodotto comburente privo di potere calorifero e con
caratteristiche di qualità ed efficacia assai lontane dalla
normativa sugli idrocarburi.
Si profilano più ampi scenari di indagine considerato che le
aziende risultano fornitrici di gasolio per riscaldamento non
solo presso l’ASL SA/3 ma anche per altri numerosi Enti nella
provincia di Salerno, Cosenza e Potenza.
Nel Salernitano le predette società operano, tra l’altro, la
fornitura di gasolio alla locale Prefettura ed altri 30 comuni.