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Marigliano
Si dimettono 17 consiglieri
Ciclo amministrativo interrotto a Marigliano prima della
scadenza normale. Ritorna a palazzo di città la commissione
prefettizia straordinaria che gestirà il governo locale sino
alla tornata elettorale della prossima primavera. A segnare
l’epilogo del ciclo, aperto nel giugno del 2005, dopo un’altra
gestione commissariale, le dimissioni rassegnate contestualmente
da 17 dei 30 consiglieri del civico consesso; dimissioni
sottoscritte in uno studio notarile a Nola ed inserite
regolarmente nel tardo pomeriggio odierno, nel protocollo della
segreteria comunale. A dimettersi sia consiglieri di maggioranza
di centro sinistra che della minoranza di centro destra; e nel
dettaglio, 7 sono i dimissionari appartenenti al Movimento per
le Autonomie, 4 di Uniti per Marigliano, 3 di Alleanza
Nazionale, 2 dei 4 rappresentanti dei Popolari Udeur ed uno di
Italia dei Valori. Una crisi diventata irrevocabile nell’ultima
settimana e venuta crescendo in coincidenza con le “politiche”
dello scorso aprile con l’adesione del senatore Tommaso Barbato
al Movimento per le Autonomie dopo essersi dissociato dai
Popolari Udeur. E proprio il partito del Campanile nella tornata
del 2005 era risultato, con la propria lista, determinante nella
coalizione di centro sinistra, con l’elezione di Felice Esposito
Corcione alla guida dell’amministrazione. Un punto cruciale nel
far rimodulare l’intero assetto dell’assemblea comunale con
passaggi di consiglieri da un gruppo all’altro. E senza
dimenticare che nel 2005 forze politiche di spessore come Forza
Italia e i D.S erano restate escluse dalla competizione per
irregolarità nella presentazione delle liste.
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