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Campania
Dieta
mediterranea: riconoscimento Unesco
La
Dieta Mediterranea diventa patrimonio dell'Umanita'. L'Unesco ha
premiato lo stile alimentare basato su pomodoro, olio d'oliva,
pasta, frutta, verdura e vino, facendolo entrare nel patrimonio
culturale immateriale dopo l'ok dalla quinta sessione del
comitato intergovernativo riunita a Nairobi.
Si e' trattato di un negoziato non facile. Poi, la decisione
all'unanimita'. ''Il risultato sperato e' arrivato'' e' stato il
commento del ministro dell'Agricoltura, Giancarlo Galan, che ha
dedicato il riconoscimento alla memoria del sindaco di Pollica
(Salerno), Angelo Vassallo, ucciso lo scorso 5 settembre.
"Dobbiamo essere orgogliosi del riconoscimento internazionale,
ricevuto dalla nostra "Dieta Mediterranea" da parte dell'UNESCO.
- Commenta Amendolara – ma confermare al mondo la bontà del
nostro stile alimentare è solo un punto di partenza. Purtroppo
c'è molto da fare soprattutto nei confronti delle giovani
generazioni completamente fagocitate dal junk-food. Risultati:
la Campania è la capitale dell'obesità infantile, ben il 36% dei
ragazzi in età scolare è sovrappeso. Un paradosso clamoroso se
consideriamo la doppia valenza della cultura culinaria regionale
che si esprime sia attraverso prodotti agroalimentari di
elevatissima qualità, sia attraverso una proposta di
alimentazione perfettamente bilanciata. Un binomio di eccellenza
che costituisce un nuovo stile di vita e di benessere. Purtroppo
la teoria non sempre corrisponde alla pratica ed è per questo
motivo che l'Assessorato, di concerto con tutte le forze
istituzionali e scientifiche coinvolte dal problema, organizzerà
una progettualità specifica strutturata per aiutare a risolvere
il problema obesità infantile in maniera realistica. L'obiettivo
da raggiungere nei prossimi anni è basato sulla valorizzazione
del nostro eccezionale paniere alimentare affinché funga da
volano per la nostra economia oltre a costituire un evidente
strumento di miglioramento della qualità della vita dei
consumatori campani. Inoltre, non possiamo permetterci,
soprattutto oggi, agli occhi del mondo di allevare gli italiani
obesi del futuro che oltretutto incidono gravemente sul bilancio
sanitario costituito da un'altissima percentuale di problemi
cardiovascolari derivanti da un pessimo stile di vita".
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