|
Napoli
Geologi a confronto a 30 anni dal terremoto dell'Irpinia
Morra
: “ In Italia rischiano di scomparire quasi tutti i Dipartimenti
di Scienze della Terra”
Peduto ( Campania ): “Tutta la comunità dei geologi italiani ,
dai docenti e ricercatori di Scienze della Terra , ai geologi
liberi professionisti , dai colleghi degli Ordini Regionali a
quelli delle Pubbliche Amministrazioni , chiede con forza una
modifica del disegno di legge Gelmini”
Violo ( Calabria ) : “Purtroppo è a rischio anche il
Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università della
Calabria”
“Quali e quanti comuni si sono salvati dalle brutture della
ricostruzione del dopo terremoto del 1980? Dobbiamo ricordare
che alcuni portali in pietra di San Gregorio Magno sono stati
rinvenuti addirittura negli Stati Uniti ? Vogliamo ricordare
Romagnano al Monte , la Pompei del 2000, che è stata
completamente abbandonata per scelte sicuramente politiche e non
tecniche e il paese ricostruito a qualche Km di distanza? Oggi
il centro nuovo sembra un quartiere periferico e desolato di una
grande città , mentre gli abitanti hanno perso la loro storia ,
la loro cultura ” . Lo ha affermato , Francesco Peduto,
Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania , nella sua
relazione introduttiva alla conferenza “ Il Terremoto Atteso :
la prevenzione a 30 anni di distanza dal sisma del 1980”. “
Volendo avvicinarci a problematiche più vicine , per competenza
, ai geologi , oggi i tempi sono maturi – ha proseguito Peduto –
anche per chiederci se almeno c’è stata una reale messa in
sicurezza dei centri antichi ” . Ma dalla sala conferenze del
Palazzo della Regione Campania , Isola C3 del Centro Direzionale
di Napoli , geologi ed i direttori dei Dipartimenti di Scienze
della Terra di alcune Università italiane , presenti all’evento
, hanno lanciato un forte grido di allarme . “Il 23 Novembre ,
riprenderà alla Camera dei Deputati il dibattito sul disegno di
legge Gelmini “ Norme in materia di organizzazione delle
università” che, se dovesse passare nella sua formulazione
attuale , porterà alla scomparsa di ben 25 Dipartimenti di
Scienze della Terra su 31. Ironia della sorte – ha continuato
Peduto – proprio nella ricorrenza del sisma del 23 Novembre 1980
, mentre tante aree del Paese , di recente ed anche in questi
giorni, sono flagellate da frane ed alluvioni , la scomparsa
pressoché totale dei Dipartimenti di Scienze della Terra , dove
si formano i giovani professionisti del futuro ed i futuri
ricercatori , determinerà un terremoto nelle università italiane
, con un sicuro danno per l’intero sistema Paese. Per tale
motivo , tutta la comunità dei geologi italiani , dai docenti e
ricercatori di Scienze della Terra , ai geologi liberi
professionisti , dai colleghi degli Ordini Regionali a quelli
delle Pubbliche Amministrazioni , chiede con forza una modifica
del disegno di legge Gelmini”. Chiaro anche il Presidente
dell’Ordine dei Geologi della Calabria , Francesco Violo. “Il
fatto che molti Dipartimenti di Scienze della Terra siano
destinati a chiudere – ha affermato Violo – è un danno
soprattutto per il territorio . Purtroppo è a rischio anche il
Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università della
Calabria . La nostra è una regione ad altissimo rischio
idrogeologico e sismico Tutti i comuni calabresi sono a rischio
idrogeologico sia da frana che da alluvione. Usciamo da due
inverni disastrosi dal punto di vista del dissesto
idrogeologico. I danni in Calabria nell’inverno 2008 – 2009 e
2009 – 2010 superano 1 MLD di euro e purtroppo anche questa
stagione non è iniziata bene . Solo nei mesi di Settembre ,
Ottobre , Novembre 2010 abbiamo registrato eventi piovosi
eccezionali che hanno originato alluvioni con danni che superano
i 200 MLN di Euro. Inoltre ben 261 comuni della Calabria sono in
zona 1 per il rischio sismico e tutti gli altri in zona 2 .
Dunque in un territorio con queste condizioni di vulnerabilità
ai rischi naturali è veramente un danno che non continui ad
esistere un Dipartimento di Scienze della Terra” . Forte
l’appello della comunità accademica . “ Rischiano di scomparire
quasi tutti i Dipartimenti di Scienze della Terra e questo è il
motivo che ha spinto tutta la comunità accademica ma anche i
liberi professionisti, gli studenti – ha affermato Vincenzo
Morra , direttore del Dipartimento di Scienze della Terra della
Federico II di Napoli – a raccogliere questa nostra campagna di
sensibilizzazione anche con una petizione che sta andando avanti
molto bene . Abbiamo allertato diversi parlamentari per
segnalare questa situazione che si verrà a verificare qualora
dovesse essere approvato il disegno di legge della Gelmini .
Dunque auspichiamo che le variazioni da noi chieste vengano
accolte . Riteniamo che , in questo Paese , in questa Italia
molto fragile dal punto di vista geologico ed è inutile
ricordare quali siano i problemi quotidiani sui quali ci
troviamo a combattere , perdere un’identità accademica quale
quella dei Dipartimenti di Scienze della Terra sia un vulnus
importante che vorremmo evitare” . Sono intervenuti alla
conferenza gli assessori regionali Edoardo Cosenza e Pasquale
Sommese . Di notevole spessore la presenza anche del mondo
accademico e scientifico con gli interventi di Francesco Maria
Guadagno dell’Università degli Studi del Sannio , Fabio
Romanelli dell’Università degli Studi di Trieste, di Gabriele
Scarascia Mugnozza dell’Università degli Studi di Roma “ La
Sapienza”, di Nicola Sciarra dell’ Università degli Studi di
Chieti “Gabriele d’Annunzio”, di Domenico Guida dell’Università
degli Studi di Salerno , di Massimo Pica Ciamarra dell’Istituto
Nazionale di Architettura , di Concettina Nunziata
dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, di Giuseppe
Naso del Dipartimento Protezione Civile - Roma, di Daniela
Pantosti dell’INGV.
|