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Regione Campania
Emergenza rifiuti: prende corpo la strategia
Il
Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Paolo Romano,
ha riunito, stamani, per la prima volta, il Tavolo tecnico di
consultazione permanente sull'emergenza rifiuti e sul sistema di
smaltimento dei rifiuti, istituito dall'assemblea legislativa
campana a seguito della approvazione di un Ordine del Giorno
nella seduta del 29 ottobre scorso.
Alla riunione hanno preso parte, insieme con il Presidente
Romano, il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro,
l'assessore regionale all'ambiente, Giovanni Romano, il
Presidente della Commissione Regionale Ambiente, Luca Colasanto,
il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, i Presidenti delle
Province di Napoli, Caserta ed Avellino, Luigi Cesaro, Domenico
Zinzi e Cosimo Sibilia, il vice presidente della Provincia di
Benevento, Gianluca Aceto, la vice presidente della Provincia di
Salerno, Anna Ferrazzano, gli assessori all'ambiente del Comune
di Salerno e della Provincia di Napoli, Gerardo Calabrese e
Giuseppe Caliendo, i consiglieri regionali Sandra Lonardo
(Popolari per il Sud-Udeuri), Giuseppe Russo, capogruppo del Pd,
Fulvio Martusciello, capogruppo del PdL, Giuseppe Maisto (ApI),
Gennaro Salvatore, capogruppo di "Caldoro Presidente", Pietro
Foglia (Udc), Gennaro Oliviero, capogruppo del Pse, Sergio Nappi
(Noi Sud), Carmine Sommese (AdP-gruppo misto).
Nella piena coesione politica e istituzionale, il Tavolo di
consultazione permanente si pone l'obiettivo di dare risposte
all'emergenza rifiuti e di determinare un programma per il
corretto ciclo di smaltimento dei rifiuti in Campania,
ripristinando la centralità della politica, dopo anni di
commissariamento, e proseguendo nel solco della
provincializzazione del sistema adottato con la legge approvata
dal Consiglio Regionale della Campania il 28 marzo 2007 n. 4 e
della Legge 26/2010 che ha convertito il Decreto-Legge 195/2009
recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di
emergenza in materia di rifiuti nella Regione Campania.
Dal Tavolo, che si riunirà nuovamente lunedì prossimo, sono
emerse le linee guida per l'adozione di una strategia regionale
per la gestione dei rifiuti che saranno oggetto di successive
riunioni: modifica delle leggi regionali e nazionali in materia
di ciclo integrato dello smaltimento dei rifiuti; analisi dei
piani industriali delle province e sulla dotazione impiantistica
in Campania; promozione della raccolta differenziata nelle
diverse realtà territoriali, con particolare riferimento a
Napoli e provincia; campagna di comunicazione e
sensibilizzazione.
"La Campania ha l'obbligo di rispondere all'emergenza e la
politica deve assumersi la responsabilità delle azioni da
mettere in campo" - ha evidenziato il presidente Romano, aprendo
i lavori del Tavolo. "Si devono superare gli steccati di
qualsiasi natura ideologica e si devono rendere i cittadini
partecipi e consapevoli delle decisioni attraverso il confronto
costruttivo con la politica; il Tavolo di confronto che abbiamo
costituito serve a questo facendo sì che ognuno si assuma le
proprie responsabilità". Sulla "massima coesione politica e
istituzionale" e "sulla necessità di decisioni chiare e
politicamente condivise" si è soffermato il Presidente Caldoro,
che ha sottolineato la necessità che la questione dei rifiuti
vada affrontata discutendo con i cittadini perché ognuno deve
sapere che quello dei rifiuti è un problema della comunità. In
tal senso - ha sottolineato -, il Tavolo di confronto serve per
dare vita ad un'iniziativa strategica per far diventare la
Campania una regione normale".
"Scelte condivise e comunicazione unitaria" sono state
sollecitate anche dall'assessore regionale all'ambiente,
Giovanni Romano, che ha tracciato i punti fondamentali della
strategia da adottare per far fronte all'emergenza rifiuti e per
delineare un corretto ciclo dei rifiuti: "conferma del sistema
della provincializzazione, modello unitario di gestione ma non
unico, cioè, lasciando la necessaria discrezionalità alle
Province e conferendo ai Comuni la raccolta dei rifiuti, quale
segmento iniziale del ciclo; approvare il piano regionale di
smaltimento dei rifiuti solidi urbani, sulla base dei piani
provinciali; approvare la legge regionale di accompagnamento del
piano; destinare tutte le risorse disponibili per la raccolta
differenziata da parte dei Comuni fino a raggiungere la
percentuale del 50%.; promuovere la partecipazione dei capitali
privati per la realizzazione di impianti di smaltimento;
riduzione delle dimensioni delle discariche dando vita a
discariche piccole e medie; realizzare, nella piena condivisione
con i Comuni, 2 impianti di smaltimento di ciò che oggi va in
discarica nell'area a nord di Napoli e nel nolano al fine di
rendere autonome Napoli e provincia nello smaltimento dei
rifiuti".
In sintonia con i due vertici istituzionale si è detto il
Presidente della Commissione Regionale Ambiente, Luca Colasanto,
che ha già riunito i presidenti delle province in Commissione
per fare il punto sullo stato dell'adozione e dell'attuazione
dei piani provinciali per lo smaltimento dei rifiuti. "Dalla
Commissione è emerso che occorre trovare una strategia regionale
complessiva per il ciclo dei rifiuti e un modello unitario di
gestione provinciale che tenga conto, però, delle scelte
peculiari di ciascun territorio".
Come già emerso dalla Commissione ambiente, il sistema della
provincializzazione della gestione dei rifiuti è sostanzialmente
condiviso da tutte le Province "anche se va precisato che si
tratta di una provincializzazione solidale" - come puntualizzato
dal vice presidente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto
- che vede le province più virtuose, sia sul piano
dell'impiantistica che della raccolta differenziata, come
Benevento ed Avellino, farsi carico, con le proprie discariche,
dello sversamento dei rifiuti provenienti da Napoli e provincia.
"Siamo d'accordo per la provincializzazione e ci siamo attivati
da tempo per gestire autonomamente i nostri rifiuti - ha
rimarcato il presidente della Provincia di Avellino, Cosimo
Sibilia, - pur facendoci carico della solidarietà con il
territorio di Napoli, ma è chiaro - ha sottolineato - che tale
solidarietà può esserci solo entro i limiti degli attuali
conferimenti e mai accetteremo incrementi di quantità di
immondizia provenienti da altre province sul territorio irpino".
Sul tema della provincializzazione si è detto d'accordo anche il
Presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro "purchè sia
accompagnata da una strategia regionale complessiva che tenga
conto anche delle peculiarità del territorio di Napoli e
provincia, data l'elevata concentrazione demografica, e della
necessità di ridurre i tempi per la realizzazione degli impianti
finali, a cominciare dal termovalorizzatore che sarà realizzato
a Napoli est". In riferimento al tema, l'assessore provinciale
di Napoli, Giuseppe Caliendo, ha mostrato una cartina geografica
dalla quale emerge che più della metà del territorio della
provincia di Napoli è interdetto alla realizzazione delle
discariche e di impianti "perché sottoposto ad un coacervo di
vincoli legislativi che mettono a serio rischio la possibilità
di realizzare una effettiva provincializzazione del sistema". A
sollecitare lo sblocco delle risorse a favore delle Province per
la realizzazione dell'impiantistica per i rifiuti è stata la
vice presidente della Provincia di Salerno, Anna Ferrazzano, nel
ricordare che nel gennaio del prossimo anno scadranno i termini
del bando per la realizzazione del termovalorizzatore di
Salerno, ha cui gestione è stata rivendicata a favore del Comune
di Salerno dall'assessore Gerardo Calabrese, secondo il quale "è
incomprensibile che il Comune possa essere esautorato dalla
gestione dell'impianto". Contraria alla provincializzazione si è
detta, invece, il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino,
perché Napoli e provincia hanno una situazione disuguale e non
paragonabile alle altre province. Per il Sindaco di Napoli
"vanno realizzate su tutto il territorio discariche di
dimensioni piccole e medie in modo da non gravare un uncio
territorio e, soprattutto, vanno realizzate nel pieno rispetto
della salute pubblica".
Per far fronte all'emergenza, la Iervolino, anche nella sua
qualità di commissario per il sottosuolo di Napoli, ha anche
offerto la possibilità di approfondire l'eventualità di
utilizzare le oltre 700 cave presenti nel sottosuolo partenopeo,
"ma, come per le discariche, solo dopo aver verificato che ciò è
possibile nel rispetto della salute dei cittadini".
Dal Presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi sono
provenute due proposte operative da sottoporre al tavolo: "la
modifica della legge 26 per consentire ai Comuni di gestire la
raccolta dei rifiuti sui propri territori, sollevando le
Province da questa ulteriore incombenza e riservando loro la
sola gestione dei rifiuti; separare il Consorzio di Bacino
Napoli e Caserta, che attualmente deve far fronte alla
produzione dei rifiuti di 4 milioni e mezzo di persone di
entrambe le province; ciò al fine di alleggerirne le competenze
e renderle più rispondenti alle esigenze di ciascun territorio.
"Condivisione istituzionale e politica per gestire con i poteri
ordinari lo smaltimento dei rifiuti e consentire alla Campania
di divenire una regione 'normale'": è l'obiettivo sul quale si è
registrata la convergenza di tutti i rappresentanti politici
intervenuti, stamani, alla prima riunione del Tavolo di
Consultazione permanente sull'emergenza e sul ciclo dei rifiuti.
Responsabilità istituzionale e politica, condivisione delle
scelte con i territori e coinvolgimento dei cittadini mediante
una chiara campagna di comunicazione sono i temi sui quali si
sono soffermati i consiglieri regionali che hanno partecipato
all'incontro: Fulvio Martusciello, capogruppo del PdL, Giuseppe
Russo, capogruppo del Pd, Sandra Lonardo (Popolari per il
Sud-Udeur), Giuseppe Maisto (ApI), Gennaro Salvatore, capogruppo
di "Caldoro Presidente", Pietro Foglia (Udc), Gennaro Oliviero,
capogruppo del Pse, Sergio Nappi (Noi Sud), Carmine Sommese (AdP-gruppo
misto).
Il capogruppo del PdL, Fulvio Martusciello, ha sottolineato che
"il governo e la maggioranza regionale hanno messo in campo uno
strumento di coesione politica e istituzionale per dare risposte
chiare e condivise al problema dei rifiuti in Campania. Dopo
anni di commissariamento fallimentare, la politica e
l'istituzione regionale ripristinano la propria centralità nelle
scelte e, nel confronto con il territorio e con i cittadini, si
riappropriano della propria competenza per definire una
strategia che 'normalizzi' la gestione dei rifiuti nella nostra
regione".
Per il capogruppo del Pd, Giuseppe Russo "occorre far convergere
le rispettive responsabilità per centrare l'unico obiettivo che
conta: la soluzione del problema rifiuti. Il Consiglio
regionale, con l'approvazione dell'ordine del giorno istitutivo
del Tavolo di consultazione permanente, è andato in tale
direzione ripristinando la centralità politica delle scelte che
riguardano il territorio".
Per il capogruppo di "Caldoro Presidente", Gennaro Salvatore,
"la partecipazione di Giunta e Consiglio, delle Province e di
tutte le forze politiche al Tavolo di confronto evidenzia la
volontà di ripristinare la centralità delle istituzioni e della
politica per trovare la soluzione definitiva al problema dei
rifiuti in Campania. Daremo il nostro contributo affinchè il
Tavolo adotti decisioni condivise e funzionali per porre fine
all'emergenza, per definire la strategia regionale per il ciclo
dei rifiuti, per sostenere le scelte gestionali delle province e
per ripristinare il rapporto di fiducia con le popolazioni anche
attraverso la più ampia comunicazione".
"Definire una strategia complessiva regionale e provinciale" è,
per Sergio Nappi, capogruppo di Noi Sud, l'obiettivo sul quale
deve concentrarsi il Tavolo istituzionale "analizzando lo stato
di attuazione dell'impiantistica da parte delle Province e dando
impulso alla raccolta differenziata dei Comuni".
"Il Tavolo di consultazione permanente può essere utile solo se
si dota di un piano industriale - ha evidenziato il capogruppo
del Pse, Gennaro Oliviero - che delinei gli interventi
programmati o realizzati dalle province e le risorse a
disposizione per poter realizzare l'impiantistica, in uno con un
cronoprogramma per definire attività e obiettivi".
"Il Tavolo rilancia la centralità del Consiglio regionale nelle
scelte che interessano la Regione - ha sottolineato Sandra
Lonardo (Popolari per il Sud-Udeur) - per la quale "gli
obiettivi fondamentali riguardano la raccolta differenziata e la
buona comunicazione nei confronti dei cittadini per recuperare
partecipazione e credibilità". Come esempio di modello virtuoso,
la Lonardo ha citato la discarica di Tre Ponti, a Montesarchio,
"dove i cittadini e i Comuni sono stati coinvolti direttamente
nella gestione dell'invaso controllando la regolarità dei
rifiuti sversati e verificando positivamente gli effetti delle
bonifiche". L'ex Presidente del Consiglio regionale della
Campania ha anche sollecitato alla applicazione della legge che
prevede il commissariamento dei Comuni che non hanno raggiunto
le dovute percentuali di raccolta differenziata. Sulla
provincializzazione "solidale" si è soffermato il consigliere
dell'Udc, Pietro Foglia, ricordando che "con la discarica di
Difesa Grande, l'Irpinia ha già dato tanto in termini di
solidarietà a Napoli e provincia e a tutta la Campania" e che
"occorre mettere in campo una strategia complessiva e le
necessarie risorse per dare slancio alle province che hanno già
fatto molti passi avanti nella gestione dei rifiuti".
"Nel trovare soluzioni all'emergenza che non è finita e che,
probabilmente, si ripeterà, si devono salvaguardare i territori
e i Comuni che sono stati già feriti dai rifiuti e che hanno già
dato tanto a tutto il territorio regionale" - ha avvertito il
consigliere Carmine Sommese (AdP), che ha anche sollecitato il
Tavolo a garantire la corretta e trasparente comunicazione
interna ed esterna. Il consigliere Giuseppe Maisto (ApI) ha
sottolineato che "il Tavolo sui rifiuti apre una nuova fase, nel
passaggio dal commissariamento ai poteri ordinari, e dà alla
politica l'ultima chance per dimostrare di essere all'altezza e
per recuperare un rapporto di fiducia con i campani".
Nella seduta consiliare di martedì 9 novembre, ore 10/14,
verranno discusse le seguenti Mozioni:
3) Votazione della questione pregiudiziale sulla inammissibilità
della mozione (ai sensi dell'art. 37 del Regolamento interno) -
"Proposta di revoca del Decreto avente ad oggetto "Piano di
stabilizzazione ai sensi dell'art.14 DL n. 78/2010 come
convertito dalla Legge n.122/2010 - Misure concernenti gli
impegni e i pagamenti in corso nell'esercizio finanziario 2010
fino alla elaborazione del piano" - Il Consiglio voterà sulla
questione pregiudiziale posta dal capogruppo di "Caldoro
Presidente", Gennaro Salvatore, finalizzata a non discutere la
mozione presentata dai gruppi Pse (Gennaro Oliviero, Gennaro
Mucciolo), Idv (Nicola Marrazzo, Eduardo Giordano, Dario
Barbirotti, Anita Sala) e ApI (Giuseppe Maisto) per la revoca
del decreto adottato dal Presidente della Regione Campania,
Stefano Caldoro, che sospende gli impegni e i pagamenti relativi
all'esercizio finanziario 2010 adottati in violazione del Patto
di Stabilità Interno.
La mozione presentata dai gruppi dell'opposizione è basata su
una motivazione formale (il decreto presidenziale è stato
adottato in "difformità formale, procedurale e sostanziale con
tutte le norme degli ordinamenti contabili, legislativi e
amministrativi che conferiscono al Presidente della Regione,
nella qualità di commissario ad acta, il solo compito di
prevedere il Piano di stabilizzazione finanziaria" - ha spiegato
Oliviero) e su una sostanziale ("il 'blocco' dei pagamenti ha
messo in ginocchio le imprese e dato un colpo letale
all'economia e all'occupazione, come evidenziato anche dai
sindacati"). La questione pregiudiziale sollevata dal capogruppo
di "Caldoro Presidente", Gennaro Salvatore, si basa sulla
posizione dell'esponente della maggioranza secondo la quale il
Consiglio non ha competenza su un provvedimento che il
Presidente della Giunta ha adottato nell'espletamento dei propri
poteri finalizzati al rientro nel Patto di Stabilità Interno.
4) Esame della Mozione "Iniziative a sostegno della pubblica
istruzione nella Regione Campania" - la mozione, presentata dai
gruppi del Pd, IdV, Pse ed ApI (prima firmataria la consigliere
del Pd, Angela Cortese), alla luce della riforma del Governo
nazionale e dei tagli al sistema scolastico, fa voti al Governo
nazionale, al governo regionale, alle istituzioni della scuola,
ai sindacati e alle parti sociali affinchè: si sostenga la
scuola in quanto istituzione della Repubblica Italiana; si
investa sulla scuola come patrimonio nazionale; si prevedano
risorse per l'edilizia scolastica; si promuova il Mezzogiorno
come questione centrale per lo sviluppo del Paese; si utilizzino
le risorse europee per il potenziamento dell'offerta formativa;
si favorisca l'apertura pomeridiana di tutti gli istituti
scolastici quali presidi di legalità e luoghi di aggregazione
sociale, attraverso la continuità del programma "Scuole Aperte".
5) Esame della Mozione "Iniziative a sostegno della crisi
economico - finanziaria in Campania" - la mozione, presentata
dal capogruppo del Pd, Giuseppe Russo, sulla base delle
criticità dell'attuale scenario socio economico campano, impegna
la Giunta ad adottare in tempi congrui le azioni volte a: decisa
adozione nei confronti del Governo nazionale per l'adozione del
Piano per il Sud; l'avvio di misure di premialità fiscali a
favore delle imprese; la definizione di un piano per le
infrastrutture; l'immediata assegnazione alla Campania delle
risorse destinate dal Governo e non ancora trasferite; la
dismissione del patrimonio regionale non strategico; la
ricognizione dello stato di attuazione del piano di sviluppo
regionale; l'istituzione di un'agenzia regionale per
l'innovazione e l'alta formazione; l'istituzione di un'agenzia
regionale per la internazionalizzazione del sistema economico
regionale.
All'ordine del giorno della seduta di domani sono iscritte anche
le votazioni per il riconoscimento di debiti fuori bilancio e
nomine di competenza del Consiglio regionale della Campania, tra
le quali la nomina di due consiglieri (uno di maggioranza e uno
di opposizione) nella Commissione Regionale per il Lavoro, i
rappresentanti nel Collegio dei Revisori dei Conti della Camera
di Commercio di Napoli e nel collegio dei Revisori dei Conti
della Regione Campania.
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