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Sant'Egidio del
Monte Albino
A Vivacultura la storia della canzone napoletana
Torna questa sera alle 20.00 a Sant’Egidio del Monte Albino
Vivacultura. La quinta edizione della rassegna di Incontri
d’Arte, Letteratura e Spettacolo propone per il terzo
appuntamento in cartellone l’incontro con il giornalista Pietro
Gargano e il maestro Salvatore Palomba per un viaggio attraverso
la storia della canzone napoletana, dal Duecento ad oggi.
Durante la serata sarà presentata la Nuova Enciclopedia
Illustrata della Canzone Napoletana.
Pietro Gargano, caporedattore ed editorialista de Il Mattino,
cura per il suo giornale la rubrica quotidiana della posta dei
lettori. Ha scritto una trentina di libri, anche con Rizzoli,
Longanesi, Mondadori, Sellerio. Nello specifico, ha firmato
storie della canzone napoletana per Rizzoli e Selezione del
Reader’s Digest, una storia di Piedigrotta per Guida, due
biografie del tenore Enrico Caruso tradotte all’estero, un
saggio su Libero Bovio e altre monografie.
L’Enciclopedia in tre volumi di Ettore De Mura, prezioso e unico
punto di riferimento precedente, è datata 1968. Oggi si trova
solo, e raramente, nelle botteghe di antiquariato e nei
cataloghi dei libri rari ed esauriti. Il suo prezzo è in
continua ascesa, sia per il limitatissimo numero di copie
disponibili, sia per la pressante richiesta di appassionati
forestieri, in special modo giapponesi e americani. Nuova
Enciclopedia Illustrata della Canzone Napoletana colma non solo
un vuoto di 40 quarant’anni, non solo aggiorna le schede dei
protagonisti e dei fenomeni di quel periodo, ma si avvale di
tutte le notizie e analisi critiche emerse nel frattempo.
Il maestro Salvatore Palomba racconta che la collaborazione
artistica tra lui e Sergio Bruni inizia nel 1975 quando quest’ultimo
legge il suo libro di poesie Parole Overe. Il grande interprete
della canzone napoletana rimase affascinato dalla forza
espressiva di Palomba. Bruni aveva capito che la poesia di
Palomba, pur affondando le sue radici nella grande tradizione,
che fa capo a Salvatore Di Giacomo, riusciva a parlare al cuore
della gente senza usare falsa retorica. Il suo linguaggio era
“rosa, preta e stella”.
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