Angri
"Io
sono": il delirio dell'onnipotenza Io
sono. Tempo singolare che cancella ogni altro coniugazione.
Se dopo milioni di anni di girovagare vuoi davvero sapere
cos'è il Sé, allora sei arrivato nel posto giusto. Ad Angri
la città riscopre l'essere supremo ed immortale che marchia
ogni azione, ogni iniziativa, ogni cosa fatta (anche dagli
altri). Cancella la dicitura "Comune di Angri" dallo stemma
comunale con il Suo. Marca il territorio per avvisare gli
intrusi o i semplici viandanti che si percorre il Suo feudo.
Il regno (pro tempore) che la volontà popolare ha concesso.
E non occorre tempo o maestri per arrivare lì; lungo la
strada che segna il passo; dove targhe ceramiche ricordano
al popolo che l' "eletto" ha lavorato e vuole lasciare ai
posteri i segni del suo operato.
Piccole insegne sono comparse lungo via Giovanni XXIII con
la seguente epigrafe: "Amministrazione Comunale Pasquale
Mauri sindaco". Un'iscrizione a testimonianza di cosa? Forse
dei lavori di rifacimento del marciapiedi e
dell'illuminazione pubblica? Lavori pianificati dal
commissario Pezzuto ed attuati dall'attuale amministrazione.
Ma l'opera andava griffata e il sigillo "reale" posto con il
contributo economico della pubblica comunità.
"Pezzi di esaltazione" posti anche su mura private, dove la
proprietà è difesa dal divieto di affissione articolo 663
del Codice Penale.
Piccoli vezzi di una umana presunzione: quella dell'apparire
per forza, di imporre il ricordo per non essere dimenticato.
Ma il tempo cancella ogni cosa uomini e frasi; targhe e
segni di un potere effimero. Un countdown che accorcia ogni
giorno, la sequenza temporale della legislatura, ricordando
a tutti che la fine si avvicina. Enzo Ruggiero Riproduzione
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